Consiglio regionale, scontro sul numero legale

La seduta del Consiglio regionale si è chiusa per mancanza del numero legale causato dall’ abbandono dell’Aula da parte delle opposizioni del Movimento Cinque Stelle e del Centrodestra e l’assenza di quattro consiglieri della maggioranza, tra cui il presidente senatore Luciano D’Alfonso, presente ai lavori della mattina. In Aula erano presenti 15 consiglieri di centrosinistra, numero insufficiente di un seggio perché la seduta fosse utile. I tre assenti sono gli ex assessori Donato Di Matteo, ex Pd ora Regione Facile, Andrea Gerosolimo (Abruzzo Civico) e il suo compagno civico Mario Olivieri. Il Presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ha convocato una riunione di maggioranza per verificare come portare avanti l’attività in questa parte finale della consiliatura. Al palo sono rimasti diversi provvedimenti tra cui il Pdl per un finanziamento di un milione e 700mila euro alle attività antincendio. Su questo argomento si è scatenato lo scontro in Aula innescato dai pentastellati che hanno chiesto le dimissioni di D’Alfonso e le elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale della prossima primavera. Duro il battibecco tra il consigliere di Centro democratico e presidente della commissione Bilancio, Maurizio Di Nicola, da una parte e i pentastellati e Forza Italia, dall’altra.

I consiglieri della maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale registrano “l’assenza della minoranza di centrodestra che, ancora una volta, non rispettando gli accordi, abbandona l’Aula consiliare facendo mancare il numero legale”. In una nota i consiglieri di maggioranza spiegano che “questa scelta è stata stigmatizzata dalla maggioranza che ha sottolineato invece come le leggi e i provvedimenti, durante i lavori sono stati approvati al netto del contributo della minoranza con la presenza dei sedici consiglieri. Al contrario il contributo del gruppo di Forza Italia, dopo l’accordo, sarebbe stato necessario per i punti successivi”. “Purtroppo – si legge ancora nella nota – la chiusura anticipata del Consiglio non ha permesso di procedere all’approvazione del progetto di legge riguardante le disposizioni urgenti di protezione civile per il sostegno finanziario delle attività antincendio boschivo. Il continuo ricorso alla verifica del numero legale dimostra l’inconsistenza del ruolo dell’opposizione. In tal senso va ricordato che la legge elettorale approvata durante la scorsa legislatura ha voluto scientificamente ridurre la piena operatività della maggioranza – concludono i consiglieri di centrosinistra – tutto ciò è valso nel passato, vale nel presente e varrà certamente anche in futuro”.

“La mancata approvazione di atti urgenti, dovuta alla mancanza del numero legale, ricade tutta ed esclusivamente nel comportamento del governatore senatore Luciano D’Alfonso costretto per la terza volta ad abbandonare l’ Aula per correre in Senato”. Così il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo sull’epilogo della seduta odierna del Consiglio regionale che si è chiusa per mancanza del numero legale. “Se avesse risolto la sua incompatibilità acclarata, oggi ci sarebbe stato il vicepresidente Lolli e i provvedimenti sarebbero stati regolarmente approvati – ha continuato in una nota Febbo – sarà pure conveniente a lui e al Pd tenere il piede in due staffe (poltrone), ma sicuramente non lo è per gli abruzzesi”, ha concluso il presidente della Commissione di Vigilanza.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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