Dpcm coronavirus, Masci: sindaci parafulmine delle proteste dei cittadini

“I sindaci non possono essere i terminali delle inefficienze, delle indecisioni e delle contraddizioni dell’azione di Governo che li grava di responsabilita’ che competono invece all’Esecutivo”. Lo scrive, in una nota, il sindaco di Pescara, Carlo Masci, a proposito del nuovo Dpcm. “I sindaci – prosegue Masci – devono attenersi alla legge in tutte le sue forme, compresi quindi i dpcm, le cui lacunosita’ e la cui nebulosita’ nell’indeterminatezza non possono essere colmate per iniziativa autonoma, perche’ in tal modo si trasformano i primi cittadini in parafulmine delle proteste, del malcontento e del disagio sociale. Troppo comodo e troppo facile”. “Aperture e chiusure dei locali e dei luoghi di ritrovo – afferma il primo cittadino – vanno stabilite con chiarezza e senza zone d’ombra. Il rispetto delle regole e’ compito delle autorita’ che hanno per questo una precisa competenza istituzionale, alla quale in via sussidiaria puo’ contribuire la Polizia Municipale che non puo’ certamente sostituirsi alle Forze dell’ordine. In questa fase dell’emergenza, che noi sindaci abbiamo affrontato nel periodo peggiore in primavera con tempismo e lucidita’ anche a costo di essere impopolari, dal Governo ci attendevamo che in fase decisionale avesse maturato l’esperienza per un indirizzo chiaro, che invece non c’e’. Pare di vedere, invece, un facile scaricabarile che prima attribuisce la responsabilita’ ai cittadini per la nuova espansione del coronavirus, e adesso ai sindaci per contenerla li’ dove le misure sono o blande, o inefficaci, o addirittura inutili”

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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