Febbo: settore ristorazione abbandonato dal Governo e illuso dai decreti liquidità

Il settore della ristorazione, somministrazione ed alberghiero è stato “abbandonato dal governo e illuso dai decreti liquidità” per Mauro Febbo, capogruppo regionale di Forza Italia, che così risponde alle accuse rivolte alla Regione Abruzzo, di aver abbandonato i ristoratori, mosse dai consiglieri regionali Dino Pepe e Silvio Paolucci. Polemiche nazionali alimentate anche in Regione, con il consigliere di maggioranza che tiene a far chiarezza annunciando che la regione Abruzzo studia diverse ipotesi a sostegno della categoria anche definendo forme di liquidità e prestiti. “Un meccanismo da attivare e studiare solo alla luce della programmazione e dei fondi derivanti dal Recovery Fund” sottolinea il forzista. “Ritardi, mancanza di programmazione ed errori di prospettiva sono imputabili esclusivamente all’incapacità del governo giallo-rosso dove il Partito democratico è parte integrante ed autorevole della maggioranza – insiste il consigliere di centro destra – come hanno denunciato tra l’altro i rappresentanti di categoria”.

Febbo sottolinea che la regione ha già messo in campo, attraverso il Cura Abruzzo 1 e 2, risorse importanti da destinare alla ripartenza dell’economia dopo il lockdown di marzo e aprile 2020.Sono circa 10mila le attività che in Abruzzo si occupano di somministrazione, ristorazione e ricettività e, un adeguato ristoro, a detta di Febbo comporterebbe un impegno economico di 35-50 milioni di euro, risorse che la regione non può permettersi. “Oltre a quelle necessarie, valutabili in 15/18 milioni di euro, per dare liquidità a tutte quelle aziende a cui il sistema bancario non ha concesso credito del famoso decreto liquidità – conclude Febbo – Quindi come Regione presenteremo al tavolo della conferenza Stato/regioni le nostre proposte per dare ossigeno a questo settore”

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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