Ferrovia Pescara – Roma, 16 associazioni di categoria scendono in campo per difendere il progetto

“L’Abruzzo sta perdendo l’ennesima occasione verso lo sviluppo e la modernizzazione delle proprie infrastrutture. E’ paradossale la notizia che i 600 milioni di euro previsti nel Pnrr per il potenziamento della linea ferroviaria Pescara- Roma, che rappresentano poco meno del 10% delle risorse complessive necessarie a finanziare il completamento dell’intera opera di ammodernamento, saranno dirottati con ogni probabilità per integrare le risorse previste per le altre due trasversali Orte-Falconara e Metaponto-Potenza”. Lo affermano, in un documento, Confindustria Abruzzo, con il presidente Silvano Pagliuca; Agci Abruzzo con Francesco Labbrozzi; Casartigiani, presieduta da Dario Buccella e Flaviano Montebello; Cia con Nicola Sichetti; Claai di Federico Del Grosso; Cna con Savino Saraceni; Confapi con Luciano Mari Fiamma; Confartigianato, con Giancarlo Di Blasio; Confcommercio, con Roberto Donatelli; Confcooperative Abruzzo, con Massimiliano Monetti; Confesercenti con Daniele Erasmi; Legacoop con Luca Mazzali; Cgil Abruzzo Molise con Carmine Ranieri; Cisl Abruzzo Molise con Giovanni Notaro; Uil Abruzzo, con Michele Lombardo e Ugl con Gianna De Amici. No quindi “all’uscita della direttrice Pescara-Roma dal Pnrr”. Quando si ritirano le acque affiorano i relitti del naufragio. L’Abruzzo perde i finanziamenti di un’opera strategica per il proprio futuro sviluppo e la perde poiché sacrificata all’altare dei conteggi elettoralistici, poco più di 1.300.000 abitanti rispetto ai quasi 60 milioni di cittadini della nostra Italia. Ma sono conti errati perché l’Abruzzo è la settima regione per tasso di industrializzazione e queste scelte scellerate la condannano sicuramente ad un’agonia lenta, producendo anche danni sul sistema economico italiano. Non dimenticheremo l’incapacità della politica ad affrontare temi così strategici: non abbiamo bisogno di gente impegnata solo a portare a spasso la cravatta”, sia a destra che a sinistra. “Sia chiaro – è la conclusione – che non ci accontentiamo di promesse politiche ma solo di atti compiuti e di fatti concludenti. Vogliamo la piena garanzia verso i cittadini che le opere citate si faranno con piena assicurazione delle fonti di finanziamento di ciascuna opera”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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