L’Uncem Abruzzo chiede un piano straordinario per la gestione attiva e preventiva dei boschi dopo l’emergenza incendi che sta interessando il monte Morrone. Il presidente regionale dell’Unione nazionale Comuni comunità enti montani, Lorenzo Berardinetti, ha sottolineato le difficoltà operative legate alla mancanza di fasce tagliafuoco, viabilità forestale e interventi di diradamento.
Secondo Berardinetti, in Abruzzo la superficie boschiva ha raggiunto il 44% del territorio e l’espansione delle foreste si accompagna alla diminuzione della popolazione nelle aree montane e a una ridotta gestione del patrimonio boschivo. Il presidente di Uncem Abruzzo ha inoltre evidenziato come le norme e la sovrapposizione di procedure burocratiche possano ostacolare la realizzazione di interventi preventivi e l’apertura di strade forestali.
La proposta avanzata da Uncem prevede la creazione di un tavolo permanente e di una cabina di regia coordinata dalla Regione Abruzzo, con il coinvolgimento degli enti territoriali. Berardinetti ha chiesto anche di individuare gli interventi da attuare dopo gli incendi e le aree da rimboschire, richiamando quanto accaduto sul Morrone negli incendi del 2017 e del 2020.
Per Uncem, la prevenzione deve passare soprattutto attraverso la selvicoltura e una gestione continuativa delle aree boschive, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità, favorire la biodiversità e ridurre i costi delle operazioni di spegnimento.
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