Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova ed ex presidente della Conferenza episcopale italiana, richiama l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di mantenere centrale il ruolo dell’uomo. Il cardinale è intervenuto a Pescara, all’Aurum, in occasione di due appuntamenti dedicati all’innovazione tecnologica: l’incontro dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (Ucid), dal titolo “AI e Umanoidi: per quale umanità”, e la XIII edizione di InnovAzioni, il Festival nazionale dell’innovazione promosso da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Bagnasco ha sottolineato l’importanza di evitare che le nuove tecnologie sostituiscano le capacità e le responsabilità umane. Pur riconoscendo l’utilità degli strumenti digitali, il cardinale ha evidenziato i rischi connessi alla rapidità e alla facilità di utilizzo dell’intelligenza artificiale, che potrebbero favorire una progressiva dipendenza dalle tecnologie. “Bisogna stare molto attenti per non essere travolti anziché coinvolti”, ha affermato.
Nel suo intervento Bagnasco ha richiamato il pensiero del filosofo e teologo Romano Guardini, che già nel 1950 aveva affrontato il rapporto tra uomo e macchina, interrogandosi sulle conseguenze dello sviluppo tecnologico. Un riferimento utilizzato per sottolineare come la necessità di governare il progresso tecnico preceda l’attuale diffusione dell’intelligenza artificiale.
Il cardinale si è soffermato anche sull’impiego delle nuove tecnologie nei conflitti armati, auspicando accordi internazionali per regolamentarne l’utilizzo. Secondo Bagnasco, è necessario che Stati e popoli affrontino la questione con responsabilità e disponibilità al confronto, per evitare che l’applicazione degli strumenti tecnologici in ambito militare produca ulteriori conseguenze sulla popolazione.
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