Montorio al Vomano, si dimettono 7 consiglieri e un assessore

Aleggia lo spettro del commissariamento a Montorio al Vomano, dove si sono dimessi cinque consiglieri del gruppo di maggioranza “Si puo’ fare Montorio e frazioni 2.0” Angela Di Giammarco, Eleonora Cimini, Sergio Rossi e Giancarlo Foglia e Agnese Testa (quest’ultima con ruolo anche di assessore) e l’assessore Alfonso Di Silvestre. Dimissioni alle quali sono seguite, poco dopo, quelle dei consiglieri del gruppo di minoranza Montorio Democratica Angelo di Donatantonio e Margherita Formicone, che hanno portano a 7 il totale dei consiglieri dimissionari. Di fatto la maggioranza piu’ uno del consiglio comunale. Tutto ruota, adesso, attorno al fatto che le dimissioni dei sette non sarebbero state presentate contestualmente. Da qui il confronto tra l’amministrazione e il Prefetto per sciogliere ogni dubbio sul futuro dell’amministrazione. “La strada probabilmente sara’ quella del commissariamento – sottolinea il sindaco Gianni Di Centa – essendo di fatto nell’ impossibilita’ di fare la surroga. Scriveremo comunque al Prefetto e vedremo se ci sono altre strade da seguire e la possibilita’ di andare avanti”. Amministrazione appesa ad un filo, dunque, con gli ormai ex rappresentanti della maggioranza che hanno affidato le proprie motivazioni ad una nota in cui accusano il sindaco di aver tradito lo spirito dell’originario progetto, di ispirazione civica. Tradimento che si sarebbe concretizzato “con la campagna di tesseramento diretta e indiretta nel Partito Democratico finalizzata a soppiantare la dirigenza del circolo comunale nel congresso che si e’ tenuto ad ottobre 2017, al fine di garantirsi, presumibilmente, una continuita’ dell’impegno amministrativo nell’ambito dello stesso partito”. Quello stesso Pd, sottolineano gli ex consiglieri di maggioranza, dal quale lo stesso Di Centa era uscito sbattendo la porta. Una situazione a fronte della quale il gruppo dimissionario avrebbe atteso fino a oggi sperando “in un ravvedimento e nella possibilita’ che il progetto civico potesse andare avanti”. Ravvedimento che non sarebbe arrivato. E se nel dimettersi non hanno cercato il coinvolgimento della minoranza, parte di quest’ultima li ha seguiti autonomamente. 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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