Nuova Pescara, confronto aperto nella maggioranza sulla proroga al 2029

A pochi giorni dal Consiglio regionale chiamato ad affrontare il futuro della Nuova Pescara, nel centrodestra non c’è ancora una posizione condivisa sull’emendamento che propone di fissare al 1° febbraio 2029 la nascita del Comune unico. A evidenziarlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Luca De Renzis, ascoltato dalla Commissione Statuto, secondo il quale nelle condizioni attuali non ci sarebbero i presupposti per arrivare al voto. La proposta porta la firma del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e introduce, oltre alla nuova scadenza, una cabina di regia, la supervisione della Regione e la possibilità di poteri sostitutivi per gli adempimenti necessari alla fusione.

De Renzis si è detto contrario a un ulteriore rinvio, ricordando di non aver condiviso neppure la precedente proroga. Il consigliere di FdI si è invece dichiarato disponibile a valutare una soluzione che consenta ai tre Comuni coinvolti di completare le rispettive consiliature, eventualmente seguita da un breve periodo di commissariamento finalizzato alla costituzione del nuovo Comune. Diversa la posizione del presidente della Commissione Statuto, Luigi Albore Mascia, che ha richiamato l’attenzione non soltanto sulla data del 2029, ma anche sugli strumenti previsti dall’emendamento per rafforzare il controllo regionale sul percorso. Gli eventuali poteri sostitutivi, ha precisato, riguarderebbero specifici atti propedeutici alla fusione e non il commissariamento dei tre sindaci.

Sul testo è intervenuto anche il deputato del Partito Democratico Luciano D’Alfonso, che ha contestato il rinvio al 2029 e chiesto che il percorso venga accompagnato da un progetto capace di definire vantaggi, servizi e interventi per i cittadini dei tre territori. D’Alfonso ha inoltre espresso perplessità sulla cabina di regia, proponendo un gruppo di professionalità dedicate alla costruzione amministrativa del nuovo Comune.

Tra i temi indicati dal deputato Pd figurano anche l’utilizzo dei 105 milioni destinati al percorso di fusione, la manutenzione delle infrastrutture, la valorizzazione dell’asse compreso tra i fiumi Pescara e Saline e il mare, la forestazione urbana, un Piano dei Tempi e un Piano regolatore del sottosuolo.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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