La crescita dell’occupazione nei territori del cratere sismico rappresenta un segnale positivo, ma per trasformare la ricostruzione in uno sviluppo duraturo servono servizi essenziali, lavoro di qualità e maggiore attenzione alla legalità. È la posizione della Uil Abruzzo, espressa dal segretario generale Michele Lombardo, dopo la presentazione del Rapporto annuale 2026 sulla Ricostruzione del Centro Italia post-sisma 2016-2017.
Secondo il rapporto, al 31 maggio 2026 la ricostruzione privata conta 36.149 richieste di contributo, per un valore complessivo di 17,82 miliardi di euro, con oltre 23 mila cantieri autorizzati, trainati dall’avanzamento della ricostruzione pesante. Sul fronte pubblico risultano avviati il 97,5% dei 3.667 interventi programmati. Tra il 2022 e il 2025 il cosiddetto “cratere ristretto” ha registrato un incremento dell’occupazione del 17%, a fronte del 4% della media nazionale. Il tasso di occupazione è salito al 66,1%, con una riduzione dei giovani Neet e una crescita dell’occupazione femminile superiore alla media italiana.
Per la Uil questi risultati dimostrano l’efficacia degli investimenti pubblici, ma restano legati alla fase straordinaria della ricostruzione e al programma NextAppennino. Il sindacato sottolinea che la rinascita delle aree interne richiede politiche capaci di contrastare spopolamento e invecchiamento della popolazione attraverso servizi pubblici efficienti, opportunità di lavoro per i giovani e interventi per affrontare il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici.
La Uil chiede inoltre di rafforzare i controlli nei cantieri, garantendo legalità negli appalti, sicurezza sul lavoro e piena applicazione dei contratti collettivi nazionali per contrastare lavoro irregolare e dumping contrattuale. Secondo Lombardo, le competenze acquisite dai lavoratori della ricostruzione dovranno essere valorizzate in un piano nazionale dedicato alla manutenzione del territorio, all’efficientamento energetico e allo sviluppo delle filiere produttive locali.
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