Bankitalia, in Abruzzo cresce del 2,5 per cento il numero degli occupati

Nei primi sei mesi del 2022 è proseguito il miglioramento del quadro occupazionale in regione (+2,5% il numero di occupati nella media del semestre), anche grazie alla crescita dei livelli di attività produttiva. Lo si legge nell’aggiornamento congiunturale redatto dalla Banca d’Italia. La partecipazione al mercato del lavoro è aumentata (tasso di attività dal 61,9% al 65,0%), in particolare quella femminile. Nei primi otto mesi dell’anno la creazione di nuove posizioni lavorative alle dipendenze ha interessato prevalentemente le forme contrattuali a tempo determinato e il settore dei servizi, in particolare quello del turismo; si è al contempo registrata una ripresa delle attivazioni nette a tempo indeterminato. Nel corso dei mesi estivi la dinamica dell’occupazione dipendente ha tuttavia cominciato a indebolirsi rispetto ai ritmi dello scorso anno, pur mantenendosi al di sopra dei livelli del 2019. Il settore delle costruzioni ha continuato a beneficiare degli incentivi per la riqualificazione del patrimonio edilizio; le transazioni immobiliari sono ulteriormente cresciute, sia nel comparto delle abitazioni (+20,8%) sia in quello non residenziale. Nel terziario è proseguita la ripresa dei livelli di attività, in concomitanza con la progressiva eliminazione delle misure di contrasto alla pandemia. Il commercio sarebbe stato sostenuto dalla crescita dei consumi delle famiglie, che per l’intero 2022 sono però previsti in rallentamento a causa dell’aumento dell’inflazione e del peggioramento del clima di fiducia. Le presenze turistiche, sempre secondo le analisi di Bankitalia, in regione sono significativamente aumentate rispetto allo scorso anno (+22% circa nel periodo gennaio-settembre), anche grazie alla marcata ripresa dei flussi di visitatori stranieri che si sono portati ampiamente al di sopra dei valori del 2019; ne ha beneficiato anche l’attività dello scalo aeroportuale d’Abruzzo, il cui volume di transiti ha recuperato i livelli precedenti la pandemia. La redditività delle imprese è lievemente aumentata rispetto all’anno precedente; in prospettiva gli utili aziendali potrebbero tuttavia risentire della contrazione dei margini di profitto.

Continua la crescita produttiva in Abruzzo, seppure con una dinamica lievemente inferiore alla media nazionale, ma l’incertezza sull’evoluzione delle tensioni geopolitiche internazionali e i costi delle materie prime potrebbe incidere sulle prospettive di ripresa.

Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (Iter) elaborato da Bankitalia, nel primo semestre 2022 è proseguito il recupero dell’attività produttiva. Nella media del periodo il Pil è stimato in crescita di circa il 5,3%, la media nazionale si attesta sul 5,7%. Dal sondaggio della Banca d’Italia realizzato tra fine settembre e inizio ottobre su un campione di imprese manifatturiere abruzzesi è emersa una crescita del fatturato nei primi nove mesi dell’anno meno diffusa tra le piccole imprese e quelle orientate prevalentemente sul mercato domestico. Vi ha contribuito anche l’aumento dei prezzi di vendita praticato dalle imprese in risposta al forte rincaro delle materie prime, in particolare di quelle energetiche. Le difficoltà di approvvigionamento di input produttivi, come si evince ancora nella nota di Bankitalia, hanno continuato a rallentare l’attività di alcuni comparti rilevanti come quello dell’automotive. Le vendite all’estero delle imprese della regione (-0,8% nel semestre rispetto allo stesso periodo del 2021; +22,5% in Italia e +32,4% nel Mezzogiorno) hanno nel complesso risentito dell’andamento fortemente negativo del settore dei mezzi di trasporto (-25,1%), sebbene siano mediamente cresciute negli altri comparti (+24,4%), specie in quello chimico-farmaceutico, della gomma e della metallurgia. Le previsioni formulate dagli imprenditori per i prossimi mesi prefigurano un deterioramento delle prospettive di ripresa, in connessione con il calo del clima di fiducia generale. La maggior parte delle aziende intervistate avrebbe comunque rispettato i programmi di investimento formulati per il 2022, ma il rischio per i prossimi mesi è nella prospettiva stagnazione del processo di accumulazione del capitale.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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