Centrale unica di committenza, risparmi per 75 milioni di euro in Abruzzo

La stima sull’abbattimento dei costi per la Regione Abruzzo, in relazione all’acquisto di beni e servizi per il tramite della centrale unica di committenza, e quindi di domanda aggregata, si aggira intorno ai 75 milioni di euro annui, che equivale al 10 per cento della spesa attualmente sostenuta”. Lo ha ribadito, questa mattina, il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, in apertura del convegno “Obblighi e opportunita’ del procurement pubblico – il ruolo del soggetto aggregatore”, in corso di svolgimento all’Aurum di Pescara. Un confronto di alto livello che, nella sessione mattutina, ha visto relatori il presidente del corso di laurea magistrale in scienze delle amministrazioni, Salvatore Cimini, il presidente della sezione di controllo della Corte dei Conti per l’Abruzzo, Antonio Frittella, il procuratore capo di Chieti Francesco Testa e il vice segretario generale di Palazzo Chigi con delega all’innovazione, Luigi Fiorentino. “Occorre ritrovare le ragioni di una spesa pubblica che non sia indecorosa – ha dichiarato D’Alfonso – ma per fare questo e’ necessaria una spending review intelligente, che non tagli le risorse indiscriminatamente, ma che abbia la forza di entrare nel merito. L’efficacia dell’acquisto – ha proseguito – rappresenta, del resto, proprio il contrario dell’atteggiamento burocratico, perche’ richiede studio, analisi e approfondimento”. D’Alfonso si e’ poi soffermato sulla importantissima novita’ legislativa rappresentata dalla introduzione della figura del soggetto aggregatore. “I normatori – ha detto – hanno concepito la centralizzazione della stazione appaltante e la misurazione dei risultati. Tuttavia, bisogna fare attenzione affinche’ la centrale unica degli acquisti non si trasformi in centrale unica degli affari. A tal proposito, c’e’ bisogno di una continuita’ di tensione morale che, evidentemente, in passato, e’ venuta meno. Poteva conoscere la pubblica amministrazione italiana quanto costasse e quanto valesse effettivamente un bene o un servizio, se e’ stata massacrata per anni da 36mila operatori di contrattualistica pubblica? Ecco perche’ – ha concluso – c’e’ bisogno di cultura dell’aggregazione, di una cultura dei dati, di una cultura dell’efficacia della decisione pubblica. C’e’ da lavorare molto in questa direzione anche in Abruzzo, che pero’ si deve liberare dall’abbraccio delle societa’ di assistenza tecnica che, capaci di un lavoro prezioso in alcuni contesti, hanno fatto ormai il loro tempo, come testimonia un recente studio di Svimez”.  La sessione pomeridiana si aprira’ alle 16 con i saluti del direttore generale della Regione Abruzzo Vincenzo Rivera e dell’assessore alla programmazione economica e sanitaria Silvio Paolucci, cui seguira’ la relazione del commissario nazionale alla spending review Yoram Gutgeld. A seguire gli interventi di Antonio Samaritani, direttore generale Agid, Angela Adduce, dirigente della Ragioneria Generale dello Stato, Alessandra Boni, Intercenter soggetto aggregatore Emilia Romagna e Anna Casini presidente Itaca e vice presidente Regione Marche, Tommaso Miele presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per l’Abruzzo, di Fabio Brusamarello, direttore della centrale acquisti Ikea Italia e di Carlo Tamburi, direttore Country Italia Enel. Le conclusioni sono affidate al presidente Luciano D’Alfonso e al vice ministro dell’economia Enrico Morando

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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