Consumi, solo il 17 % dei commercianti segnala riduzioni per l’inflazione

Commercianti preoccupati per l’aumento dei prezzi delle materie prime (61,2%) e il caro energia (59,3%), ma solo il 17% dei piccoli business segnala una riduzione dell’attività. È quanto emerge dall’Osservatorio Small Business di SumUp, fintech del settore dei pagamenti digitali con soluzioni innovative per business di ogni dimensione. Tra i circa 1.600 esercenti italiani che si sono espressi sull’impatto dell’inflazione sul proprio esercizio, la maggioranza si mostra ottimista e 6 su 10, in vista della stagione natalizia, prevedono vendite stabili o in crescita. Per metà dei commercianti, la crisi legata al carovita ha dato una forte spinta verso la digitalizzazione del business: in particolare, il 47,7% degli intervistati considera i pagamenti digitali lo strumento più utile per gestire la crisi, e, in prospettiva, il 36,5% considera l’intelligenza artificiale un’opportunità per attrarre nuovi clienti. La crisi economica non spaventa i merchant italiani: il 77,3% giudica la propria attività stabile oppure migliorata nel corso degli ultimi dodici mesi. La maggioranza non teme neppure ricadute sulla stagione dello shopping natalizio: il 40,3% si aspetta gli stessi ricavi dell’anno scorso, mentre il 22,1% prevede di guadagnare di più. Tra gli elementi che nel 2023 hanno impattato di più sul business, dopo il costo di materie prime ed energia, gli esercenti italiani citano la mancanza di supporto dal Governo (32,1%) e l’aumento dei costi di logistica e trasporto (26,6%). A queste sfide si aggiunge, secondo i commercianti, la tendenza dei clienti a ridurre i consumi (55,5%), cercare sconti (36,9%), recarsi in negozio più raramente (33,4%).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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