Elezioni regionali, prima uscita per il candidato Luciano D’Amico: puntiamo sull’economia della conoscenza

Luciano D’Amico ha presentato la sua candidatura alla Presidenza della Regione Abruzzo. Nel suo discorso ha ringraziato in apertura “le associazioni, il civismo, le forze politiche che compongono la coalizione. Auspico che se ne aggiungano altre: la pluralità è la ricchezza del progetto politico che andremo ad elaborare, un patto per l’Abruzzo da scrivere ascoltando le cittadine e i cittadini, con cui cercheremo di far tornare l’Abruzzo ai tassi di sviluppo che merita, che sia all’altezza dell’entusiasmo che ho già iniziato a riscontrare”.

L’Abruzzo, ha detto D’Amico, è “in bilico tra il conseguimento di una capacità di sviluppo in grado di autoalimentarsi e un grave arretramento. Questo mentre siamo di fronte a sfide di carattere epocale, che coinvolgono in primo luogo la rivoluzione dei sistemi di produzione. I bisogni della nostra regione vanno affrontati in una prospettiva nuova. La salute in primo luogo va immaginata in modo globale. Un marchigiano ha un’aspettativa di vita di quasi un anno in più rispetto a un abruzzese: è un problema ampio, che riguarda ad esempio anche il fatto che quattro bambini su dieci nella nostra regione rischiano a causa di una cattiva alimentazione di sviluppare patologie croniche. Dobbiamo fare in modo che non accada e naturalmente affrontare le gravi difficoltà che attanagliano la sanità abruzzese”.

Poi per D’Amico occorre “creare un ecosistema dello sviluppo, basato su un’economia sempre più basata sulla conoscenza e in grado di sconfiggere le molteplici forme di povertà, economica, sociale e culturale. Non possiamo più permetterci che competenze come quelle dei laureati abbandonino la nostra regione, è su queste dobbiamo puntare. Sempre facendo riferimento alle Marche, regione confinante e per certi versi paragonabile alla nostra, si registra qui un tasso di occupazione di dieci punti percentuali superiore al nostro: è una differenza che va colmata, occorre rimuovere una serie di ostacoli che impediscono alle abruzzesi agli abruzzesi di concorrere allo sviluppo della nostra regione. In Abruzzo deve essere piacevole vivere, l’Abruzzo deve attrarre imprese e cittadini”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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