La Commissione europea taglia le stime di crescita per il 2021, in Italia Pil in calo del 9,9%

La Commissione europea ha dovuto tagliare le stime di crescita per l’anno prossimo a causa dell’incertezza schizzata ai livelli record di marzo di fronte alle nuove misure di contenimento che torneranno a colpire anche l’economia. Per tutta l’Unione significa rinviare a dopo il 2022 il ritorno alla normalita’ pre-Covid, e prepararsi ad altri mesi di rischi elevatissimi. L’Italia, che ha avuto un rimbalzo nel terzo trimestre piu’ forte del previsto, attenua la perdita nel 2020 ma modera anche la ripresa nel 2021. E i nuovi danni all’economia faranno impennare la disoccupazione. “L’Italia si sta riprendendo da un profondo calo della produzione, ma la pandemia e le sue ripercussioni negative persistono e pesano sull’attivita’ economica, in particolare sui servizi. E’ improbabile che la ripresa sia sufficiente a far tornare la produzione ai livelli pre-pandemici entro il 2022”, scrive Bruxelles nelle sue stime che pero’ migliorano le prospettive per l’anno in corso. Il calo del Pil si fermera’ infatti al -9,9% invece del -11,2% previsto a luglio. E’ il secondo peggiore d’Europa, davanti c’e’ la Spagna (-12,4%). Frena pero’ la ripresa del 2021: la crescita salira’ al 4,1% invece del 6,1%. Le ripercussioni della nuova ondata si sentiranno soprattutto sul mercato del lavoro. Perche’ se “gli schemi di integrazione salariale (Cassa integrazione guadagni) e il divieto di licenziamenti fino all’anno prossimo” sono riusciti a prevenire “l’ampia perdita di occupazione nel 2020”, scaricando il peso soprattutto sui lavoratori temporanei, “e’ improbabile che i lavoratori a tempo indeterminato restino illesi una volta che le misure di emergenza finiranno”. Il tasso di disoccupazione salira’ quindi all’11,6% l’anno prossimo, “con la maggioranza dei posti persi nel settore servizi”. I conti pubblici invece non preoccupano, nonostante il debito arrivi a sfiorare il 160% e il deficit raggiunga le due cifre (-10,8%) per quest’anno. Ma dall’anno prossimo inizieranno a calare, sottolinea la Ue, e il commissario Paolo Gentiloni assicura che non ci sono rischi per la sostenibilita’ ma solo la necessita’, condivisa con il Governo, che il debito inizi a calare dall’anno prossimo. Ma comunque non c’e’ fretta sull’aggiustamento dei conti, perche’ il Patto di stabilita’ restera’ sospeso anche l’anno prossimo per consentire agli Stati di dare tutto il sostegno che serve all’economia. Se tutto va bene, inoltre, l’anno prossimo si dovrebbe anche ricominciare a parlare di riforma delle regole di bilancio, per renderle piu’ adatte al quadro post-pandemico.

Per ora l’importante e’ attuare le decisioni gia’ prese. Come il Recovery fund, che se approvato entro l’anno consentira’ di far arrivare i primi fondi (il 10% di tutta la spettanza) gia’ nella tarda primavera, assicura il commissario italiano. E proprio oggi la trattativa sul Recovery ha fatto un importante passo in avanti: Parlamento Ue e Consiglio hanno trovato un accordo sul cosiddetto meccanismo di condizionalita’ per lo stato di diritto, cioe’ su quella procedura che blocchera’ i fondi Ue per chi non rispetta le regole democratiche e i valori fondamentali dell’Unione. L’accordo deve ora essere approvato dalle singole istituzioni. Nel frattempo resta ancora aperta la partita sull’aumento delle poste dei singoli programmi del nuovo bilancio Ue, richiesto dagli eurodeputati. Lunedi’ un nuovo round di trattative provera’ a trovare un’intesa anche su quest’ultimo aspetto, aprendo la strada all’approvazione finale del summit Ue (il prossimo e’ a dicembre) e alle ratifiche dei 27 Parlamenti nazionali, operazione che richiedera’ qualche mese.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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