L’Italia è tra i primi cinque Paesi in Europa per competitività tecnologica verde

L’Italia è tra i primi cinque Paesi in Europa per competitività tecnologica verde. E’ quanto emerge da una ricerca del Centro Ricerche Enrico Fermi (Cref), presentata al convegno “La transizione ecologica: un’opportunità di sviluppo per l’Italia”, organizzato dal Forum Disuguaglianze e Diversità insieme al Cref e alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa al Cnel.

La ricerca del Cref si concentra sull’Europa 28+ (Eu con Gran Bretagna, Macedonia, Montenegro, Norvegia, Svizzera, Turchia). Dal punto di vista della quantità dei brevetti green presentati, l’Italia nel 2016 è quarta a pari merito con la Spagna con il 4% (nel 2000 era al 3%). Guida la classifica la Germania con il 46% (scesa dal 56%), al secondo posto la Francia con il 17% (che raddoppia dall’8% del 2000) e al terzo posto il Regno Unito con il 9% (dall’8% del 2000). Rispetto alla Green Technological Fitness, una misura della competitività verde e delle capabilities dei sistemi di innovazione nazionali e regionali, l’Italia è quinta dopo Germania, Inghilterra, Francia e Austria. emerge anche che la relazione tra disuguaglianze di reddito e la Green Technological Fitness dei paesi è negativa e significativa perché l’alta disuguaglianza è associata a costi più alti e all’incertezza nello sviluppo di nuove tecnologie e capabilities verdi. Tra le regioni, al primo posto per numero di brevetti green c’è la Lombardia, seguita dal Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, e in quinta posizione la Toscana. La prima regione del Sud è la Campania, seguita dalla Puglia.

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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