Lo stato della sanità territoriale in Abruzzo

Lo stato della sanità territoriale in Abruzzo, dall’invecchiamento della popolazione alle strutture, passando per la disponibilità di medici e pediatri e per le opportunità offerte dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) in tal senso.

Di sanità si parla nell’ultimo approfondimento tematico di Osservatorio Abruzzo. La pandemia ha dimostrato in modo inequivocabile l’importanza della pianificazione in tema di sanità pubblica. Si tratta di un ambito della vita fondamentale, per il quale adeguate politiche pubbliche non sono più rinviabili. Per l’Abruzzo ci saranno 213 milioni di euro nel comparto sanità.  Di questi 59 andranno all’apertura delle “Case della comunità”, 54 all’adeguamento antisismico delle strutture, 38 alla digitalizzazione del sistema, 31 all’acquisto di grandi apparecchiature, 26 agli “ospedali di comunità” e 4 milioni alle centrali operative territoriali.

A proposito delle infrastrutture, il Pnrr destina una voce di investimento significativa alle nuove case e ospedali di comunità.

Le prime (2 miliardi di euro) dovrebbero diventare il punto di riferimento per l’erogazione dei servizi sanitari offerti ai cittadini, con particolare attenzione per i malati cronici. Un altro miliardo è invece dedicato alla realizzazione di ospedali di comunità. Queste strutture sono rivolte ai pazienti che necessitano di cure a “intensità clinica medio-bassa” e per degenze di breve durata. A servizio di questo nuovo modello organizzativo dovranno poi essere realizzate delle centrali operative territoriali (Cot).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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