Orsa Amarena, avvistati i cuccioli

Sono stati avvistati dai ricercatori i due cuccioli dell’orsa Amarena, freddata ieri notte a San Benedetto dei Marsi. Le ricerche si stanno concentrando ora nella zona dell’avvistamento al fine di catturare i due cuccioli e portarli in salvo. C’è stato un primo tentativo di cattura non andato a buon fine

Il corpo senza vita dell’orsa Amarena, uccisa l’altra sera a San Benedetto dei Marsi, è ad Avezzano nella sede dell’Istituto Zooprofilattico e in queste ore è soggetta ad una necroscopia. “È necessario per capire la dinamica, – commenta il direttore del Pnalm Luciano Sammarone -, capire il punto dove sia stata colpita, quanti colpi esplosi l’hanno uccisa, che calibro è il bossolo. Abbiate rispetto di questi animali non iniziate a fare richieste di tumulazioni come con Juan Carrito”. “Confermo la volontà della Regione di costituirsi parte civile nel processo che seguirà, ma nello stesso tempo condanno le minacce e le intimidazioni che hanno raggiunto l’autore colpevole di questa uccisione, minacce che hanno costretto le forze dell’ordine a istituire un servizio di sorveglianza a tutela della sua incolumità. A un atto incivile non si risponde con la barbarie”. Lo ha scritto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, sul suo profilo Facebook a proposito di quanto accaduto dopo l’uccisione, avvenuta giovedì sera, dell’orsa Amarena a San Benedetto dei Marsi.

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L’orsa Amarena è stata uccisa a fucilate da un uomo alla periferia di San Benedetto dei Marsi, fuori dal Parco e dall’Area Contigua. La notizia è stata postata dal Parco Nazionale sulla sua pagina Facebook. Sul posto sono prontamente intervenute le Guardie del Parco vista l’area in cui Amarena era scesa coi suoi cuccioli. È intervenuto il veterinario del Parco che però ha potuto accertare solo la morte dell’orso vista la gravità della ferita. L’uomo è stato identificato dai Guardiaparco e poi sottoposto ai rilievi a cura dei Carabinieri della locale stazione, intervenuti a seguito della chiamata dei Guardiaparco.

“I rilievi per accertare la dinamica dei fatti sono in corso e andranno avanti tutta la notte, così come il personale del Parco è impegnato a individuare i due cuccioli dell’orsa per valutare il da farsi”, prosegue il Pnalm. “L’episodio è un fatto gravissimo, che arreca un danno enorme alla popolazione che conta una sessantina di esemplari, colpendo una delle femmine più prolifiche della storia del Parco. Ovviamente non esistono motivazioni di nessuna ragione per giustificare l’episodio visto che Amarena, pur arrecando danni ad attività agricole e zootecniche, sempre e comunque indennizzati dal Parco anche fuori dai confini dell’Area Contigua, non aveva mai creato alcun tipo di problema all’uomo”

“La notizia dell’uccisione a colpi di fucile dell’orsa Amarena rappresenta un atto gravissimo nei confronti dell’intera Regione che lascia dolore e rabbia per un gesto incomprensibile. In tutti questi anni le comunità fuori e dentro ai parchi hanno sempre dimostrato di saper convivere con gli orsi senza mai interferire con le loro abitudini. Mai un orso ha rappresentato in Abruzzo un qualunque pericolo per l’uomo, neanche quando si è trovato a frequentare i centri abitati. L’atto violento compiuto nei confronti del plantigrado non ha alcuna giustificazione. Confidiamo nelle indagini che sono state avviate dalle forze dell’ordine e dai vertici del parco, che hanno già individuato il responsabile, affinché la giustizia faccia il suo corso. Sono pronto a costituire la Regione come parte civile contro questo delinquente per tutelare l’immagine e l’onorabilità della nostra gente. Invito le comunità locali e tutti i turisti a continuare ad osservare tutte le norme prescritte affinché gli animali presenti sul territorio possano vivere indisturbati nel loro habitat”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

Avrebbe sparato all’orsa perché l’ha trovata nella sua proprietà, ma non voleva ucciderla. Così ha dichiarato l’uomo fermato dai guardia parco per l’uccisione, di questa notte, di un plantigrado a San Benedetto dei Marsi, nell’aquilano. L’uomo avrebbe spiegato ai carabinieri della Marsica il suo gesto in questo modo e avrebbe dunque ammesso di aver sparato ad Amarena. L’orsa, a quanto pare con radiocollare, sembra non aver mai recato fastidio alle comunità dell’area protetta che frequentava da sempre essendo un orso ‘confidente’ cioè un animale che si avvicina all’uomo senza problemi e ne prende anche il cibo. In questo periodo, spiegano gli esperti, gli orsi si preparano all’inverno e vanno alla ricerca spasmodica di cibo. Nella storia dell’Orso bruno marsicano, specie a rischio estinzione, di cui rimangono poco più di una cinquantina di esemplari, non è da dimenticare l’uccisione a fucilate a Pettorano sul Gizio, sempre nell’aquilano, di un altro orso avvenuta a settembre 2014. L’uomo accusato di aver sparato all’animale fu processato e assolto in primo grado e il ricorso in secondo grado nel procedimento non fu ammesso. L’uomo comunque fu condannato al risarcimento del danno ai vari enti che si occupano di fauna selvatica e ambiente e che si costituirono parte civile nel processo penale che si svolse nel tribunale di Sulmona

Il vicepresidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Roberto Santangelo, rilascia la seguente dichiarazione dopo avere appreso dell’uccisione, questa notte, dell’orsa “Amarena”: “Solo poche ore prima, a Civitella Alfedena, stavamo celebrando il Parco, la sua comunità e il suo patrimonio inestimabile di fauna e flora. La morte dell’orsa “Amarena”, uno dei simboli indiscussi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, mi lascia addolorato e sconfortato. La gioia della festa del Centenario si mescola oggi con la profonda tristezza per la tragica fine, per mano umana, di uno degli esemplari di orsa più prolifici e rappresentativi del Parco. Il danno arrecato dalla bestialità dell’uomo è incalcolabile in termini d’immagine ma, soprattutto, viene ostacolato il processo di ripopolamento della specie. Condanno, senza mezzi termini, il gesto criminale e ringrazio i Guardiaparco e i Carabinieri per l’immediata identificazione del colpevole. Sono solidale con i vertici del Parco e con la popolazione di quei territori che, per la gran parte, ha imparato ad amare la fauna autoctona, instaurando un rapporto di convivenza e di rispetto ammirevole e per certi versi inedito in contesti ambientali così fortemente antropizzati”.

“L’uccisione dell’Orsa Amarena è un atto gravissimo. Da parte nostra non possiamo che auspicare in primo luogo che le indagini e la giustizia facciano rapidamente il loro corso, che le responsabilità siano accertate e adeguatamente, severamente sanzionate”: lo dichiara Daniele Marinelli, segretario del Partito Democratico abruzzese.

Per Marinelli “è importante adesso che l’indignazione, a tutti i livelli, dalle comunità locali fino alle istituzioni della nostra regione, sia forte e unanime. Che sia chiaro che l’uccisione dell’Orsa Amarena è un colpo al cuore dell’Abruzzo, a un modello di convivenza tra persone e animali nella natura che è e deve rimanere un modello. Da difendere sul versante culturale, da tutelare in ogni modo”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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