Processo per la discarica di Bussi, cancellate le condanne in Cassazione

Quattro imputati assolti “per non aver commesso il fatto”, e 6 posizioni cadute in prescrizione relative al reato di disastro ambientale colposo aggravato. Questa la decisione presa dalla quarta sezione penale della Cassazione nel processo sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. Un verdetto che ribalta la sentenza d’appello, in cui erano state inflitte 10 condanne a pene – coperte interamente da indulto – comprese tra 2 e 3 anni. La Corte ha rigettato inoltre 6 ricorsi con cui chi era stato assolto in appello in base all’articolo del codice di procedura penale che ricalca la vecchia formula dell’insufficienza di prove chiedeva l’assoluzione con formula piena.

Revocate le statuizioni civili (restituzioni e risarcimenti danni) accordate dalla Corte d’assise d’appello dell’Aquila nell’ambito del processo sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. E’ una delle decisioni contenute nella sentenza emessa stasera dalla quarta sezione penale della Cassazione. I giudici di secondo grado avevano invece stabilito per le parti civili – tra cui la presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell’Ambiente, la Regione Abruzzo e numerose associazioni ambientaliste – provvisionali di poco inferiori ai 4 milioni di euro.

– “E’ una sentenza che, a mio avviso, non da’ spazio piu’ per nessun tipo di richiesta risarcitoria. Secondo me sara’ difficilissimo ottenere anche in sede amministrativa qualche risultato per il territorio sulla bonifica. E’ una sentenza tombale che sostanzialmente dice non e’ successo niente. E’ come se niente fosse stato”. Cosi’ Cristina Gerardis, dell’avvocatura dello Stato, commenta la decisione della Cassazione sulla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. “Tutto quello che e’ rimasto seppellito li’ – aggiunge – lo ripulira’ lo Stato”. “La prescrizione – commenta Augusto De Sanctis, del Forum H2O – e’ il disastro della giurisprudenza italiana. Adesso bisogna puntare sulla bonifica e, visto che l’aspetto penale che riguardava dei singoli cittadini ha portato a prescrizioni, oltre che assoluzioni, auspichiamo che il ministro valuti attentamente la possibilita’ di seguire la via civile verso almeno le aziende che riterra’ opportuno eventualmente individuare per una questione risarcitoria”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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