Pubblica Amministrazione, formazione per 3,2 milioni di dipendenti

Un piano strategico per la valorizzazione e lo sviluppo del capitale umano della Pubblica amministrazione rivolto ai 3,2 milioni di dipendenti pubblici. Si chiama ‘Ri-formare la PA. Persone qualificate per qualificare il Paese’ e l’obiettivo del programma, annunciato nel nome stesso, si articola in due filoni. Il primo punta ad accrescere le conoscenze e le competenze dei lavoratori pubblici agevolando l’iscrizione a corsi di laurea e master in tutte le Università italiane. Il secondo prevede l’avvio di programmi formativi specifici per sostenere le transizioni previste dal Pnrr, a cominciare da quella digitale, con partner pubblici e privati, nazionali e internazionali. In questo modo “comincia un percorso importante di ‘ricarica delle batterie’ della Pubblica amministrazione, che si aggiungerà al ‘cambio del sangue’ nella Pa legato al turnover e alle decine di migliaia di assunzioni per l’attuazione del Pnrr”, sottolinea il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, evidenziando che “all’immissione di competenze dovuta ai flussi in ingresso si accompagnerà un investimento massiccio nella formazione dei dipendenti pubblici già in servizio, valorizzata nei nuovi contratti di lavoro, attraverso miglioramenti di carriera e di retribuzione, e rafforzata dal rilancio della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) e di Formez Pa”. Per raggiungere l’obiettivo si guarda anche al settore privato e a realtà come Tim e Microsoft.

In cinque anni “abbiamo a disposizione quasi un miliardo di euro per uno scatto in avanti della Pa, che può incarnare la postura civile, dinamica ed essenziale, fatta di impegno a investire su di sé, di cui la nostra società ha bisogno. Uno scatto che sosterrà la transizione digitale ed ecologica e che permetterà alle amministrazioni pubbliche di fornire servizi migliori e sempre più moderni a cittadini e imprese”, ricorda il ministro.

L’Università mette a disposizione corsi più flessibili e interdisciplinari e modalità per seguire le lezioni varie, pensate per andare incontro all’esigenza di conciliare lavoro e studio. “Sono convinta che il forte coinvolgimento del sistema universitario in questo progetto unito all’impegno e alla volontà dei lavoratori-studenti di conseguire un titolo di studio universitario porteranno la pubblica amministrazione a migliorare la qualità dei servizi offerti, a garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per i prossimi anni anche dal Pnrr, ad affrontare situazioni sempre più complesse'”, sostiene la ministra dell’Università, Maria Cristina Messa .Il piano riguarda sia gli ambiti ‘tradizionali’, giuridici ed economici, sia lo sviluppo di competenze manageriali e organizzative fondamentali per il Pnrr. Il modello di riferimento per la formazione sulle competenze digitali è il progetto ‘Syllabus’ del Dipartimento che, organizzato in cinque aree e tre livelli di padronanza, descrive l’insieme minimo delle conoscenze che ogni dipendente pubblico deve possedere per partecipare attivamente alla transizione digitale. Al dipendente viene rilasciato un ‘open badge’ con i corsi frequentati e i test superati e i dati complessivi saranno registrati in un ‘fascicolo delle competenze’, parte integrante del ‘fascicolo del dipendente’.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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