Studio Cgia, nei cantieri 1 morto ogni 2 giorni

Nei cantieri edili c’e’ “un addetto che perde la vita ogni due giorni e in un caso su tre non lavora in un’azienda edile, ma in una realta’ imprenditoriale appartenente al settore dell’installazione degli impianti che, come previsto dagli accordi sindacali tra le parti sociali, applica ai propri dipendenti il contratto metalmeccanico”. Lo comunica l’ufficio studi della Cgia di Mestre. “Non e’ comunque da escludere che in misura sempre piu’ crescente questi lavoratori si trovino all’interno di un cantiere non per realizzare degli impianti (elettrici, idraulici, sanitari, di condizionamento, di sollevamento, etc.), ma per eseguire delle mansioni di natura strettamente edile (demolizioni, carpenteria, coibentazione, muratura etc.), senza disporre – prosegue -, pero’, di un corretto inquadramento contrattuale, ovvero quello dell’edilizia. Una tendenza, quest’ultima, che consente alle imprese che ricorrono a questo ‘escamotage’ di risparmiare sul costo del lavoro”.

“Purtroppo – prosegue l’ufficio studi della Cgia di Mestre -, i dati disponibili non ci consentono di “soppesare” quante imprese dell’edilizia applicano il contratto metalmeccanico anziche’ quello edile, tuttavia, al netto delle considerazioni appena sviluppate, e’ evidente che nei cantieri accedono comunque troppi addetti che non hanno ricevuto un’adeguata formazione in materia di sicurezza”, continua.

“Se tra le principali irregolarita’ riscontrate dall’ispettorato del Lavoro durante l’attivita’ di controllo emergono, in particolar modo, i ponteggi non ancorati correttamente, l’assenza di percorsi all’interno del cantiere dedicati ai mezzi e/o ai pedoni o la mancanza/inadeguatezza di dispositivi di protezione collettivi (parapetti, armature, barriere), vuol dire che il lavoro da fare in materia di prevenzione e’ ancora tantissimo”. Secondo la banca dati Inail, “in Italia nel 2022 sono stati denunciati 1.208 incidenti mortali nei luoghi di lavoro, di cui 175 – praticamente uno ogni due giorni – hanno interessato il comparto delle costruzioni”, continua l’ufficio studi. “Tra i decessi avvenuti in questo settore ben 63 (ovvero il 36 per cento del totale), erano lavoratori del settore dell’installazione degli impianti”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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