
Dal 1° giugno 2026 è nuovamente possibile pescare negli ultimi 300 metri del molo. La riapertura dopo il divieto del 2022 è il risultato del confronto tra FIPSAS, Comune di Ortona , Capitaneria di Porto di Ortona e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.
Torna la pesca sportiva e ricreativa nel tratto terminale del Molo Sud del porto di Ortona. La riapertura, in vigore dal 1° giugno 2026, è disciplinata dall’Ordinanza n. 8 del 29 maggio 2026 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, che stabilisce aree, orari, divieti e condizioni di sicurezza per consentire la convivenza tra pescatori e pedoni.
Il percorso che ha portato alla riapertura ha coinvolto la FIPSAS, il Comune di Ortona, la Capitaneria di Porto e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. Un confronto istituzionale che ha preso nuovo impulso nel luglio 2025, con la costituzione del Comitato Provinciale FIPSAS di Chieti.
L’obiettivo era ripristinare la possibilità di praticare la pesca sportiva, sia agonistica sia ricreativa, individuando condizioni compatibili con le esigenze di sicurezza dell’infrastruttura portuale e con il transito dei cittadini.
Il confronto ha riguardato anche l’organizzazione degli spazi e la segnaletica destinata agli utenti. La nuova disciplina ha individuato nel tratto terminale del molo l’area in cui è consentita la pesca, definendo le prescrizioni da rispettare.
Eugenio Rapino, presidente del Comitato Provinciale FIPSAS di Chieti, ricostruisce il ruolo della Federazione nel percorso che ha portato alla riapertura. Il Comitato, costituito nel luglio 2025, ha inserito tra le proprie priorità il ripristino dell’attività di pesca sportiva e ricreativa sul Molo Sud.
«Il Comitato aveva proprio l’obiettivo di riaprire l’attività di pesca sportiva, sia agonistica che ricreativa, sul Molo Sud del porto di Ortona», spiega Rapino, riferendo degli incontri avviati con le istituzioni per individuare una soluzione condivisa.
Il presidente ricorda inoltre il lavoro svolto per la cartellonistica: la FIPSAS ha predisposto una serie di proposte grafiche, successivamente sottoposte alla Capitaneria di Porto per le verifiche e le modifiche necessarie prima della realizzazione definitiva.
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La nuova disciplina è contenuta nell’Ordinanza n. 8 del 29 maggio 2026 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. La pesca sportiva e ricreativa è consentita esclusivamente negli ultimi 300 metri del Molo Sud, in prossimità del fanale rosso.
L’attività deve essere praticata dal massetto asfaltato, con le canne rivolte verso l’esterno del porto. È vietato pescare verso l’interno del bacino portuale e accedere o praticare la pesca sui massi posti a protezione del molo.
Dal 1° giugno al 15 settembre la pesca è vietata il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle ore 8 alle ore 20. L’attività è inoltre vietata durante gli eventi e le manifestazioni autorizzati, secondo le disposizioni previste dall’ordinanza.
Al di fuori delle fasce interdette è possibile pescare anche di giorno e di notte, purché nel tratto autorizzato e nel rispetto delle altre prescrizioni.
La sicurezza è uno degli aspetti centrali della nuova disciplina. Dario Gerardi, comandante della Capitaneria di Porto di Ortona, richiama la necessità di rispettare le condizioni stabilite per l’accesso al molo e per lo svolgimento della pesca.
«Libera fruizione non significa accesso indiscriminato», chiarisce Gerardi, sottolineando che la riapertura deve avvenire nel rispetto delle regole predisposte a tutela della pubblica incolumità.
Il comandante precisa che l’accesso non è consentito in presenza delle condizioni meteomarine previste dall’ordinanza, tra cui mare mosso, vento forte e pioggia moderata. Durante la pesca notturna sono obbligatori gli indumenti ad alta visibilità e una lampada.
Gerardi riferisce inoltre che l’avvio della nuova disciplina è stato accompagnato da un’attività di informazione attraverso i social, la stampa locale e il personale presente sul posto. Il rispetto delle prescrizioni resta essenziale: le violazioni possono comportare sanzioni.
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La riapertura riguarda anche il transito pedonale, secondo le aree e le condizioni indicate dalla segnaletica e dall’ordinanza. Il passaggio è vietato durante le manifestazioni e le gare di pesca sportiva autorizzate e in presenza delle condizioni meteomarine che ne impediscono la fruizione in sicurezza.
Tra i divieti figurano l’accesso con biciclette, monopattini, pattini, skateboard e altri mezzi, i tuffi dalla scogliera, il transito sui massi di protezione e l’abbandono di rifiuti. Gli utenti sono tenuti a rispettare la segnaletica e a lasciare l’area pulita.
Anche il Comune di Ortona ha partecipato al confronto che ha portato alla riapertura. Il sindaco Angelo Di Nardo riferisce che il percorso è nato dall’ascolto delle richieste dei frequentatori del molo e della FIPSAS, con l’obiettivo di conciliare le diverse modalità di utilizzo dell’area.
«Non ci sono controindicazioni tra chi decide magari di fare anche un po’ di attività fisica lungo il molo o decide di praticare la pesca sportiva», afferma Di Nardo, evidenziando la possibilità di far convivere pesca, passeggio e attività fisica nel rispetto delle regole.
Il sindaco considera la riapertura anche un’opportunità di promozione territoriale. «Una scusa in più per promuovere la nostra città», la definisce, auspicando che eventi e competizioni possano attirare a Ortona pescatori e società sportive provenienti da altre località.
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Per Stefano Sarti, viceresponsabile del settore pesca di superficie della FIPSAS, il risultato raggiunto a Ortona può rappresentare un riferimento anche per altre realtà. Il rappresentante federale richiama il contributo del Comitato Provinciale di Chieti, delle società sportive e delle istituzioni coinvolte nel percorso.
«Io spero tanto che il Molo di Ortona non sia solo l’inizio di questo importante percorso» per consentire agli appassionati di praticare la pesca sportiva «in sicurezza, ma soprattutto in legalità», afferma Sarti.
Il viceresponsabile collega inoltre la riapertura al rapporto con la natura e all’avvicinamento dei giovani alla pesca sportiva. L’auspicio è che l’esperienza possa contribuire a favorire nuove occasioni di pratica e a valorizzare una disciplina legata alla frequentazione dell’ambiente marino.
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La riapertura del Molo Sud rappresenta il risultato di un percorso istituzionale finalizzato a recuperare una consuetudine locale, definendo al tempo stesso le condizioni necessarie per la sicurezza degli utenti.
La possibilità di praticare la pesca sportiva e ricreativa e di utilizzare il molo per il passeggio è subordinata al rispetto dell’Ordinanza n. 8 del 29 maggio 2026: il tratto autorizzato, gli orari, le limitazioni stagionali, le condizioni meteomarine e gli obblighi previsti per la pesca notturna costituiscono elementi essenziali della nuova disciplina.
Per FIPSAS, Comune e Capitaneria, la sfida è ora conciliare la fruizione dell’area con la tutela della pubblica incolumità. La riapertura segna quindi l’avvio di una nuova fase, nella quale il rispetto delle prescrizioni sarà determinante per garantire la convivenza tra pesca, passeggio e attività sportive.
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