Biennale del Gran Sasso, conclusa l’Edizione Zero tra arte e territorio

Tre giorni di arte contemporanea tra borghi, sentieri e paesaggi d’alta quota hanno caratterizzato l’Edizione Zero della Biennale del Gran Sasso. Il progetto, nato per mettere in relazione produzione artistica, paesaggio e comunità, ha coinvolto Santo Stefano di Sessanio, Poggio Picenze, Barisciano, Campo Imperatore e Castel del Monte con installazioni, performance, incontri, escursioni, laboratori e sperimentazioni sonore.

Protagonisti dell’iniziativa sono stati Serena Vittorini, Simone Cametti, Wendi Yang, Veronica Vagnoni e Filippo Gregoretti, selezionati tra oltre 250 candidature provenienti dall’Italia e dall’estero. Il programma ha preso il via a Santo Stefano di Sessanio con l’installazione “Galateo” di Vittorini ed è proseguito tra la Valle del Campanaro e il Convento di San Colombo, con opere, laboratori e performance. A Campo Imperatore, al Rifugio Le Fontari, Cametti ha presentato “Terre di Passo”, mentre Castel del Monte ha ospitato la giornata conclusiva con il talk “Essere Paesi – Oltre l’opera” e la performance “Come carne cruda” di Vagnoni.

L’Edizione Zero ha sviluppato un percorso nel quale le opere sono state realizzate in relazione con i luoghi, dalle piazze dei paesi ai sentieri, dal Convento di San Colombo agli spazi aperti di Campo Imperatore. Gli artisti avevano inoltre partecipato nei giorni precedenti a sessioni di studio e ricerca nei territori attraversati dal Cammino del Gran Sasso.

La Biennale nasce dalla collaborazione tra Cammino del Gran Sasso, Frequenze dal Gran Sasso e Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, con il coinvolgimento delle Accademie di Belle Arti dell’Aquila e di Roma e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, il supporto del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il sostegno della Fondazione Carispaq e il patrocinio dei Comuni coinvolti. Il presidente della Biennale Andrea Lolli ha sottolineato la partecipazione delle comunità locali e il lavoro della direzione artistica composta da Luca Pasquali, Patrizia Cianforlini e Valentina Bosio, con la curatela di Maurizio Coccia e Sara Dias.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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