Davide Cavuti presenta Il paese dagli sguardi negati interpretato da Mariangela D’Abbraccio, contro la violenza sulle donne

La voce dell’attrice Mariangela D’Abbraccio interpreta il testo di Davide Cavuti (autore anche della musica originale) con le immagini tratte dalle opere di Omar Galliani.

«Cercherò un nuovo orizzonte, dove l’ultimo velo volerà via/e vivrò una realtà limpida/senza il muro della sopraffazione»: sono gli ultimi versi del testo “Il paese dagli sguardi negati” tratto dal libro “Le Vite” di Davide Cavuti.

Il video è stato realizzato prendendo spunto dal testo di Cavuti, interpretato dalla voce di una delle più grandi attrici del panorama teatrale italiano, Mariangela D’Abbraccio, con le immagini delle opere (e dei particolari di alcune di esse) realizzate dall’artista Omar Galliani, la musica originale composta dal maestro Cavuti e incisa da Glauco Di Sabatino (percussioni), Anchise Vetuschi (chitarra e basso), Flavio Pistilli (tastiere) e dallo stesso Cavuti (synth e direzione), registrata negli studi “Arts Factory” di Teramo. Il montaggio è firmato da Antonio D’Ottavio, la produzione è di MuTeArt FILM.

Il testo del video nasce come parte di uno spettacolo dedicato alla figura della donna e vuole essere un modo per tenere alta l’attenzione sul dramma che molte donne vivono quotidianamente.

«“Il paese dagli sguardi negati” è un testo a cui mi sento molto legato e che deve proiettarci, idealmente, in tutti i paesi del mondo dove, ancora oggi, le donne vivono situazioni di disagio e di violenza e la loro dignità viene cancellata» ha commentato l’autore Davide Cavuti, che, in passato, ha già raccontato, in teatro, storie di donne vittime di violenza. Nel 2004, infatti, il compositore e regista francavillese ha firmato la musica, il testo e la regia dello spettacolo “La donna vestita di sole”, con la partecipazione dell’attrice Caterina Vertova, un viaggio attraverso il dramma delle madri di Plaza de Mayo e la tragedia dei desaparecidos argentini.

«Per molti anni ho portato in tournée lo spettacolo legato alle madri argentine, raccontando una pagina scura di quella nazione e la storia di una donna, una madre a cui era stata fatta la violenza più disumana, quella di essere privata del proprio figlio».

Il testo intitolato “Desaparecidos” fu inciso dalla voce di Giorgio Albertazzi e altri attori, come Edoardo Siravo, Michele Placido, Vanessa Gravina lo hanno interpretato in vari spettacoli e recital che avevano come tema “il rispetto della donna”.

Mariangela D’Abbraccio e Davide Cavuti hanno già lavorato insieme in teatro e, l’ultima collaborazione risale proprio al 2020, per lo spettacolo “Hamlet” interpretato da Giorgio Pasotti e dalla stessa D’Abbraccio, con il maestro Cavuti che ha firmato la musica originale, per la regia di Francesco Tavassi e la produzione del TSA in collaborazione con “Stefano Francioni Produzioni”.

Davide Cavuti, artista eclettico, laureato in Ingegneria elettrica all’Università dell’Aquila, ha composto le musiche per il teatro e per il cinema per registi quali Michele Placido, Ugo Pagliai, Lino Guanciale, Giorgio Pasotti, Edoardo Leo, oltre che per i compianti Pasquale Squitieri, Arnoldo Foà, Giorgio Albertazzi. Ha vinto un “Premio Flaiano” nel 2017 per la regia del film Un’avventura romantica (2016) e il Premio Carlo Savina (2017) per la musica da film. È direttore del “Centro Studi Nazionale Cicognini” sin dalla sua fondazione.

Omar Galliani, diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, è docente di “Pittura” all’Accademia di Belle Arti di Brera. Le sue opere sono state esposte a varie edizioni della “Biennale di Venezia” e in altre prestigiose esposizioni in tutto il mondo: molti suoi lavori sono inclusi nelle collezioni permanenti di importanti musei internazionali. Nel 2018, Galliani ha donato un suo autoritratto alle “Gallerie degli Uffizi” di Firenze e fa parte della sua collezione. Nel gennaio 2019 è uscito “A matita? Omar Galliani”, film documentario sull’artista di Fulvio Wetzl, con la sua partecipazione dell’artista.

Il paese dagli sguardi negati (testo di Davide Cavuti)

Vivo tramonti di emozioni

dove l’amore è imprigionato

nei sotterranei delle credenze primitive

e manca di gesti e sorrisi.

È il paese dagli sguardi negati

il paese dei veli che affogano la dignità

nel castello del servilismo.

Leggo pagine di monito racchiuse in diari di sacrificio.

Tracce di paura segnano la mia vita

sembrano una raccolta di scheletri persi nel nulla.

È il paese dagli sguardi negati

il mio paese

dove muoiono i sogni

dove la civiltà colora le immagini di nero

e la dottrina incorona i responsabili di questa crudeltà.

Vivo con occhi che indugiano

mai liberi e diretti dal pregiudizio

negli spazi del lutto

si fanno cattedrale di difesa.

È il paese dagli sguardi negati

non c’è mai tregua all’affanno

non vi è quiete neppure nel giorno della preghiera.

A volte il fragore di un grido

distrugge attimi di serenità.

A volte le mie mani cercano un volto

che non c’è più.

Sento abiti di ghiaccio sulle mie labbra

mi perdo in brividi improvvisi

dove non c’è spazio per l’amore.

Cercherò un nuovo orizzonte

dove l’ultimo velo volerà via

e vivrò una realtà limpida

senza il muro della sopraffazione.

Tratto dal libro “Le Vite” (2019 – SL Editore) di Davide Cavuti

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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