Un quadro allarmante per il sistema delle Pmi, quello che emerge dal sondaggio dell’Ufficio studi di Api, l’Assocazione piccole e medie imprese aderente a Confartigianato, che ha fotografato il sentiment di circa 400 imprenditori associati. “A oggi abbiamo già richieste di cassa integrazione da oltre 400 imprese per circa 8.300 lavoratori. E siamo solo ai primi di aprile”, spiega il presidente Paolo Galassi che ricorda come l’80% delle imprese meccaniche, che rappresentano il 30% delle 2mila imprese Api, sia chiuso, mentre sono attivi i settori alimentare e logistica. Il 73,9% delle aziende che importano o utilizzano materie prime provenienti dai Paesi Ue (oltre il 57% del campione), nell’ultimo mese, ha, infatti, subito ritardi o disservizi nelle consegne. Disservizi che hanno inciso sulla produzione, per il 18,5% delle PMI tra lo 0 e il 5%, per il 21,5% tra il 6 e il 10%, per il 12,3% delle aziende si è superato il 40%, mentre per oltre il 24% è ancora troppo presto per quantificare. Tra le aziende esportatrici (il 55% del campione), oltre l’81% ha subito un calo o uno stop degli ordini o ha avuto dei problemi nel consegnare le merci. I disservizi hanno inciso sul fatturato tra l’11 e il 15% per l’11,8% delle aziende, tra il 16 e il 20% per il 9,8%, tra il 21 e il 30% per il 15,7%, oltre il 40% per il 23,5% delle PMI. Tra i Paesi con i quali si registra una maggiore diminuzione degli ordini si trovano Asia (27,4%) e Europa Orientale (16,8%).
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