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Se gli orti urbani arrivano in città

di Piero Giampietro

Un luogo simbolico: alle porte dell’ex discarica di Fosso Grande, a valle di un grande insediamento edilizio che a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta ha portato alla costruzione di 800 appartamenti in cooperativa. Pescara avrà i suoi primi orti urbani promossi dal Comune nel cuore di cemento del quartiere Colli, fra via Santina Campana e via Remo Ronchitelli. Ci sarà spazio per 16 orti urbani, dove altrettante famiglie – selezionate attraverso un regolamento in fase di redazione – potranno coltivare un piccolo appezzamento e condividere un luogo di socialità. La sfida è impegnativa, anche perché non più di quattro anni fa i residenti avevano chiesto una presenza più massiccia di forze dell’ordine perché gli spacciatori del quartiere avevano scelto quel luogo come ritrovo. La battaglia per ridare vita sociale ad un rione – quello delle cooperative – troppo grande anche per Pescara Colli era nata in realtà con l’idea di un parco pubblico. Era il 1994 e il parco aveva giù un nome: Giardino dei popoli, in omaggio agli abitanti del quartiere che in più di una occasione avevano dimostrato spirito di accoglienza e grande apertura mentale, nonostante fosse stato pensato senza negozi, senza spazi pubblici, senza scuole. Il parco non si è mai fatto, al suo posto sono arrivati gli spacciatori, le erbacce e il degrado. Ora la città si riprenderà i suoi spazi, dandoli in gestione alla cittadinanza attiva del quartiere, mescolando ecologia e senso di appartenenza, in una nuova sfida che se coglierà il suo obiettivo, potrà essere esportata anche in altri luoghi dove gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, quelli delle città da bere, hanno lasciato in eredità solo cemento e zero spazi di socialità. Una sfida appena iniziata.

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