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Un regalo su tre, il 29%, proverra' dal web

Babbo Natale e' sempre piu' digitale. Sotto l'albero quasi un regalo su tre, il 29%, proverra' dal web. Vestiti, libri e specialita' gastronomiche saranno le prime scelte delle famiglie, insieme a smartphone e tablet. Una novita' sara' poi rappresentata dagli abbonamenti alle piattaforme streaming come Netflix o Spotify, esplosi come dono natalizio nell'ultimo anno. Sono queste le indicazioni del sondaggio di Confesercenti e Swg in occasione delle feste di Natale. La spesa prevista per i doni e' in media di 600 euro a famiglia, in linea con quella dello scorso anno (609 euro), ma con un deciso aumento delle disuguaglianze. Sono sempre di piu', infatti, quanti stanziano per i doni meno di 250 euro: quattro famiglie su dieci. E allo stesso tempo aumentano, dal 13% al 17%, coloro che non badano a spese, pagando oltre 800 euro per i regali. Pesa sulle intenzioni di acquisto l'aumento dell'incertezza percepita sia a livello politico, sia a livello personale, e c'e' una sensazione diffusa che sia peggiorata la situazione economica e sociale del Paese nel 2016. Non e' quindi il momento di "fare follie", oltre sette italiani su dieci hanno gia' ridotto le loro spese nel corso dell'anno, a Natale, pero', molti sono pronti a fare qualche sacrifico per offrire un regalo ai propri cari. Il 58% cerca un dono - anche solo simbolico - per tutti i familiari. Il 33% si concentra soprattutto sui bambini, mentre uno su dieci compra doni solo ed esclusivamente per i piu' piccoli. Per lo shopping, sempre piu' spesso le famiglie si lasciano tentare dalle offerte del web, a discapito soprattutto dei centri commerciali e dei grandi esercizi commerciali, presi un po' meno d'assalto del solito. La grande distribuzione resta comunque al primo posto per numero di preferenze, ma queste passano dal 39% del 2015 al 37% di quest'anno. Per una volta, resistono meglio all'avanzata dell'e-commerce i piccoli negozi e i mercatini di Natale, che vengono scelti dal 31% degli italiani per i loro regali (era il 32% lo scorso anno). "La stagione natalizia 2016 - afferma il presidente di Confesercenti, Massimo Vivoli - e' un banco di prova importante per i consumi, e, in particolar modo, per i negozi tradizionali: sono infatti proprio le attivita' di quartiere che hanno pagato in questi anni il conto piu' salato della crisi. Sarebbe bello se, anche per questo, gli italiani scegliessero i negozi tradizionali per i loro regali di Natale".

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