La produzione vinicola italiana dell’ultima vendemmia si attesta a 44,383 milioni di ettolitri, in linea con l’anno precedente (+0,7%), secondo i dati comunicati dall’Italia alla Commissione europea. Lo rende noto Unione italiana vini (Uiv), che attribuisce il risultato alla riduzione delle rese delle principali denominazioni più che a eventi atmosferici.
Secondo il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, nelle cantine italiane sono presenti 61 milioni di ettolitri di vino, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato sale a quasi 68 milioni di ettolitri (+7,5%) includendo i mosti. Le giacenze evidenziano un incremento dell’11,3% per vini comuni e varietali e del 10,5% per gli Igt bianchi, mentre i vini Dop registrano un aumento più contenuto, pari al 3,6%, per un totale di 31,7 milioni di ettolitri.
Il segretario generale Paolo Castelletti segnala un calo dei ritmi di uscita del prodotto pari a circa il 20% rispetto all’inizio del 2024 e al 2023. Le quotazioni dei vini comuni bianchi nelle principali regioni produttrici registrano diminuzioni medie superiori al 10% su base annua. Uiv indica tra i correttivi possibili l’abbassamento delle rese per ettaro, la revisione delle deroghe per i vini generici e un intervento sulle nuove autorizzazioni agli impianti, che consentono ogni anno un ampliamento di quasi 7mila ettari di vigneto.
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