Il primo satellite dimostrativo della missione Celeste dell’Agenzia Spaziale Europea ha lasciato il sito di Thales Alenia Space a L’Aquila ed è diretto a Berlino e successivamente in Nuova Zelanda, da dove sarà lanciato con un razzo Electron di Rocket Lab non prima del 24 marzo. IOD-2 è il primo di 11 microsatelliti in orbita terrestre bassa che rafforzeranno resilienza e potenza degli attuali e futuri sistemi di navigazione in orbita terrestre media, come Galileo.
Il satellite, un CubeSat del peso di circa 30 chili, grande quanto una valigia, trasporta payload per trasmissioni in banda L e banda S. Il suo compito sarà convalidare la definizione di sistema e abilitare la trasmissione del segnale, riducendo i rischi e dimostrando le tecnologie principali per i futuri satelliti della costellazione Celeste. Una volta in orbita opererà per almeno sei mesi.
I quattro satelliti IOD successivi saranno più grandi e complessi, con peso doppio e ulteriori payload per testare segnali innovativi su più bande di frequenza e dimostrare nuove capacità di servizio. La costellazione, prevista tra 500 e 560 chilometri di quota, offrirà applicazioni in ambiti come veicoli autonomi, navigazione marittima, infrastrutture critiche, operazioni polari, reti wireless, servizi di emergenza, tracciamento delle risorse e Internet delle cose.
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