Nel 2026 le donne rappresentano il 35,3% degli amministratori locali nei Comuni italiani, per un totale di 44.402 presenze. È quanto emerge dall’indagine “Donne in Comune 2026” realizzata da Anci, che evidenzia una crescita della partecipazione femminile nelle istituzioni locali.
Nel dettaglio, le donne sono il 15,4% dei sindaci (1.187 in totale), il 32,3% dei vicesindaci, il 35,3% dei consiglieri, il 44,5% degli assessori e il 29,6% dei presidenti del Consiglio comunale. Rispetto al passato, il numero delle sindache è aumentato in modo significativo: erano 145 nel 1986. Il 43,9% dei Comuni ha avuto almeno una donna alla guida dell’amministrazione.
L’analisi territoriale evidenzia una maggiore presenza femminile nei Comuni del Nord-Est (37,9%) e del Centro (36,4%), mentre nel Sud e nelle Isole il dato si attesta al 32,9%. Le donne amministratrici risultano mediamente più giovani e più istruite rispetto agli uomini: il 49% possiede una laurea o un titolo post laurea, contro il 34% degli uomini, e l’età media è di 49 anni rispetto ai 52 dei colleghi.
Cresce inoltre la presenza femminile anche nei settori strategici del governo locale. Nel 2026 il 23,7% delle deleghe riguarda ancora ambiti come famiglia, scuola e politiche sociali, ma aumenta il peso in settori come ambiente e territorio, lavori pubblici, patrimonio e mobilità. Sul fronte del lavoro negli enti locali, le donne rappresentano il 58% dei dipendenti comunali e il 56% dei segretari comunali, con una crescita anche nelle posizioni dirigenziali.
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