Nel 2025 la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale scende al 22,6%, rispetto al 23,1% del 2024. Si tratta di circa 13 milioni e 265mila persone che vivono in condizioni di difficoltà economica, grave deprivazione materiale e sociale o bassa intensità di lavoro.
La quota di individui a rischio di povertà resta sostanzialmente stabile al 18,6%, mentre diminuisce la percentuale di chi vive in famiglie con bassa intensità lavorativa, che scende all’8,2% dal 9,2% dell’anno precedente. In aumento invece la grave deprivazione materiale e sociale, che sale al 5,2% dal 4,6%.
Il Mezzogiorno continua a registrare l’incidenza più alta di rischio di povertà o esclusione sociale con il 38,4%, mentre il Nord-est si conferma l’area con il dato più basso all’11,3%. Le situazioni più critiche riguardano i monogenitori, con un rischio al 31,6%, le coppie con tre o più figli al 30,6% e le persone sole, attorno al 29%.
Nel 2024 il reddito medio annuo delle famiglie è salito a 39.501 euro, in crescita del 5,3% in termini nominali e del 4,1% in termini reali. Il reddito mediano si attesta a 31.704 euro annui. Nonostante il recupero, i redditi restano ancora inferiori del 4,9% rispetto al periodo precedente la crisi del 2007.
La disuguaglianza si riduce: il 20% delle famiglie più ricche percepisce un reddito 5,1 volte superiore a quello del 20% più povero, contro il 5,5 del 2023. Restano più esposte le famiglie con reddito principale da pensioni o trasferimenti pubblici e quelle con almeno un cittadino straniero, per cui il rischio sale al 41,5%.
Notizie d'Abruzzo le notizie della tua regione