Lombardo (Uil Abruzzo): “La crescita non basta, servono investimenti e rilancio delle aree interne”

I più recenti rapporti di Banca d’Italia e Svimez descrivono un Abruzzo in crescita, ma per la Uil Abruzzo i dati evidenziano anche criticità strutturali che rischiano di frenare lo sviluppo della regione, in particolare nelle aree interne. Il sindacato sottolinea come l’aumento del Pil non sia sufficiente a misurare lo stato di salute del territorio e richiama l’attenzione su salari, investimenti e innovazione.

Secondo la Uil, le retribuzioni nominali dei lavoratori dipendenti del settore privato sono aumentate del 19,2%, ma l’inflazione avrebbe eroso gli incrementi, determinando salari reali inferiori dell’11,7% rispetto al 2008. Inoltre, l’aumento degli occupati registrato nel 2025 (+0,9%) sarebbe sostenuto soprattutto dalla crescita del lavoro autonomo (+4,8%). Sul fronte degli investimenti pubblici, il sindacato evidenzia che tra il 2022 e il 2025 l’Abruzzo ha fatto registrare un incremento del 42,9%, il più basso tra le regioni italiane, a fronte di una crescita dell’88,3% nel Mezzogiorno e dell’87,8% nel Centro-Nord.

La Uil richiama anche i dati della Banca d’Italia, secondo cui l’Abruzzo continua a collocarsi al di sotto della media europea per capacità innovativa, con ritardi sul capitale umano, sulla ricerca e sulla diffusione delle competenze avanzate. A questo si aggiungono le difficoltà di accesso al credito: nel 2025 i finanziamenti alle grandi imprese sono aumentati del 2,5%, mentre quelli alle piccole imprese sono diminuiti del 4,6%.

Per il segretario regionale Michele Lombardo è necessario avviare una strategia integrata per il rilancio delle aree interne, che rappresentano il 62% del territorio regionale. Tra le priorità indicate figurano il potenziamento della banda ultralarga, la creazione di spazi di coworking e telelavoro, incentivi alle imprese innovative, il rafforzamento della sanità territoriale e della telemedicina, investimenti nella scuola e percorsi formativi diffusi. Secondo il sindacato, la programmazione della Strategia nazionale per le aree interne 2021-2027 e i fondi europei possono rappresentare gli strumenti per sostenere una nuova stagione di investimenti e sviluppo.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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Un commento

  1. Attenzione all’uso dei dati. Bankitalia ha messo, scritto su carta, in evidenza che quella abruzzese è una “economia di consumo”, quindi ristorazione e co. Mentre emerge che quel poco che c’è di produttivo è la Farmaceutica, molto positiva, accompagnata da settori a piccola presenza. Il resto viene dalle attività congiunturali. L’areo Abruzzo non vola, ma resta fermo allo scalo……. in avaria

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