Automotive in crisi: la “neutralità tecnologica” e il processo italiano alle “follie del green deal” e a Carlos Tavares!

di Angelo Orlando

 

Il mantra del Governo italiano e di Confindustria: “Basta con il dogma dell’elettrico, urge la “neutralità tecnologica”!

Chiedete, ora, alla mitica Intelligenza Artificiale: “Esiste neutralità tecnologica senza gigafactory (in Italia non ci sono gigafactory)?

Ecco la risposta dell’Intelligenza Artificiale:

Sì, la neutralità tecnologica è un principio realizzabile, ma senza gigafactory in Europa e in Italia si rischia di trasformare tale principio in un mero vantaggio competitivo per i mercati asiatici ed extra europei, che controllano già la catena di approvvigionamento di celle e batterie. Anche se si prevede di non imporre solo l’elettrico a batteria, ma di considerare i motori a combustione interna alimentati con carburanti a zero emissioni (e- fuel, biocarburanti,…) per mantenere in vita il motore a scoppio con combustibili alternativi, si ha comunque bisogno di un’industria motoristica all’avanguardia. Tuttavia, per il mercato di massa, la tecnologia dominante resta quella elettrica. Senza gigafactory locali l’Italia e l’Europa sono costrette ad importare il “cuore” del veicolo elettrico (le celle) da colossi cinesi coreani o americani. Questo non tutela la sovranità industriale né i 13 milioni di posti di lavoro legati all’automotive europeo”.

Chiaro? Passiamo ora al processo intentato da chi non sembra proprio avere una politica industriale.

Aula del Senato: question time del 2 luglio 2026.

Pubblico ministero: il ministro del MiMit Adolfo Urso.

Gli imputati-contumaci-: l’Europa e Carlos Tavares.

“In Aula Urso ha tracciato un parallelo tra la crisi di Volkswagen-che ha annunciato la chiusura di quattro stabilimenti e 100.000 licenziamenti (ipotesi smentita il 9 luglio 2026 dall’azienda) e le difficoltà di Mercedes, Porsche e Bosch,…”Il collasso dell’industria dell’auto in Europa è evidente a tutti ed è causata dalle “follie del green deal” che hanno spalancato le porte dell’invasione di auto elettriche cinesi, mettendo in ginocchio le imprese e il lavoro in Europa”… (Energiaoltre 2 luglio 2026).

Presentazione del rapporto sulla Motor Valley, Bologna.

“Stellantis, il Governo liquida l’era Tavares: “Gestione fallimentare, il flop è nei numeri”… “ Il flop sta nei bilanci e nei numeri” ha spiegato il politico, sintetizzando una posizione critica che il CEO Antonio Filosa e John Elkann hanno già affrontato parlando di “errori del passato” e di “crescite insostenibili”( brillante autoassoluzione e redenzione accolta con entusiasmo dal ministro!)… In un contesto di guerre commerciali e conflitti armati, continuare a seguire l’utopia ambientale senza una protezione della base industriale europea è, per il ministro, una “scelta suicida”.

“… l’esecutivo è pronto a guardare altrove. Il ministro infatti ha confermato la massima apertura agli investimenti stranieri con un riferimento esplicito ai costruttori cinesi (come Dongfeng) che potrebbero essere interessati a rilevare o occupare siti produttivi.” Gli investitori stranieri- (noti benefattori!)- scommettono sul nostro paese in massa” ha spiegato Urso, indicando la stabilità politica italiana come forza attrattiva globale.(Quattroruote, 17 aprile 2026).

Ecco ora la difesa del contumace Tavares a proposito delle scelte europee ( traduzione ed evidenziazioni grafiche dell’estensore dell’articolo!) : “                                 Capitolo 11º, La vettura elettrica,

                            L’Europa impantanata nel suo dogmatismo”

..”La nostra voce (quella dei costruttori) era debole…, inudibile, attutita, insignificante. Quella delle ONG (ambientaliste) sembrava molto più determinante… io identifico cinque errori cumulativi da parte dell’Europa.

  • Il primo è aver imposto la soluzione tecnologica. Aver rifiutato di fissare un obiettivo globale lasciandoci la scelta del miglior modo per raggiungerlola neutralità tecnologica-, nell’interesse del pianeta e del consumatore…

2) Il secondo, commesso nel 2021, è stato decidere rapidissimamente, fissando la scadenza del 2035 per vietare la vendita delle vetture termiche nuove…

3) Il terzo è aver dimenticato il parco in circolazione… Ci sono 1,3 miliardi di veicoli per la maggior parte termici in circolazione sul pianeta… Questo terzo errore è quello dei paesi ricchi che pensano che il mondo sia a loro immagine… Il Sud dell’Europa è già un altro mondo visto da Bruxelles, Berlino, Amsterdam, Parigi o Stoccolma…

4) Il quarto errore è quello di aver nascosto la dimensione economica di questa trasformazione.Supponiamo che la vettura elettrica sia effettivamente la soluzione. Nessuno potrebbe pagarsela…

5) Il quinto errore dell’Europa è quello di essersi volontariamente messo in un angolo del ring, a portata degli uppercut dell’industria cinese…” (Carlos Tavares-Un pilota nella tempesta, ottobre 2025, pagine 143-146, passim).

A proposito di Volkswagen:

“ In General Motors Mary Barra ha tentato opportunamente la scommessa dell’ elettrico… In Volkswagen, è tutto il contrario: i manager saltano. Questo gruppo è ai miei occhi estremamente rappresentativo di quello che non va in Europa, incarna l’incapacità di cambiare… Volkswagen è oggi un’impresa la cui struttura è completamente sovradimensionata. Il gruppo fabbrica 9 milioni di veicoli con 600.000 salariati. In Stellantis, le cifre rispettive sono di 6 milioni di veicoli e di  230.000 dipendenti. Fino a quando Volkswagen non sarà sul bordo del precipizio, i suoi dirigenti si rifiuteranno di prendere le misure necessarie)” (Carlos Tavares, op.cit. pagine 158-159, passim).

Per concludere, alla pagina 218 della sua autobiografia, per chiarire il suo rapporto con il Governo Meloni, Tavares scrive ( unica citazione di un politico italiano !):

“ Le relazioni di Stellantis con il Governo italiano di Giorgia Meloni non sono state affatto facili. Eufemismo! Io mi ricordo di una baruffa al Parlamento romano all’inizio 2024 (quella in cui, dopo due ore e sette minuti Tavares è stato l’unico a parlare di Atessa!) che era veramente violenta. Gli eletti italiani hanno cominciato a rimproverarmi dei problemi nell’industria del loro paese. A questo io ho loro risposto: “Io sono tenuto a rispettare un regolamento europeo che voi combattete; come volete che io incrementi le vostre fabbriche italiane con delle vetture elettriche imposte da un regolamento europeo che voi, Italia, combattete?” Una vera seduta di pugilato verbale! Come sconfiggere gli asiatici in questo caos?”.

Ora, se Tavares accusa l’Europa di essersi “impantanata nel dogmatismo” e di aver “imposto la soluzione tecnologica“, è possibile, ma dimostrabile ?, che queste accuse siano espressione di un tentativo di tardiva autodifesa.

Nello stesso tempo accusa il Governo italiano di non avere una politica industriale e confessa di aver coltivato l’illusione di competere con i cinesi, quei cinesi, ad esempio Dongfeng che ha una felice joint-venture con Stellantis, che rappresentano, per il ministro, una risorsa per il futuro italiano dell’automotive!

Per il ministro, che dovrebbe preoccuparsi dell’insediamento di una gigafactory, (Termoli, per problemi logistici, sarebbe la soluzione ideale, per Atessa, Cassino, Pomigliano, Melfi e non solo) sembra più importante coltivare l’idillio con il nuovo manager di Stellantis, Antonio Filosa, considerato molto più rassicurante del suo predecessore Tavares.

Realismo o illusione? Decisamente, illusione!

Alla prossima la spiegazione, nella lunga marcia verso l’analisi delle prospettive di futuro per il sito di Atessa.

 

 

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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