In Abruzzo, il Centro Destra di fare convivere due fotografie della sanità per renderle distanti. La prima è quella della Fondazione GIMBE, che da anni colloca la nostra regione tra quelle in ritardo, con criticità gravi e strutturali: capacità di spesa insufficiente, accesso ai servizi compromesso, performance territoriali deboli, esiti sanitari non allineati agli standard nazionali, prevenzione in caduta libera. La seconda è quella del CREA, oggi brandita dal Centrodestra come prova della “buona sanità abruzzese”. Ma questa lettura è una manipolazione politica, perché CREA non valuta la qualità dei servizi né l’effettivo accesso dei cittadini: CREA ha il solo compito di misurare equilibri amministrativi, bilanci formalmente in ordine, parametri economico‑finanziari. E infatti, quando si leggono davvero i dati del CREA , non le narrazioni propagandistiche , emerge un Abruzzo pieno di ritardi, criticità e fallimenti. Il Centrodestra usa CREA come scudo politico, ma CREA stesso certifica i ritardi dell’Abruzzo. Nel capitolo dedicato alla nostra regione, CREA segnala che l’Abruzzo possiede la peggiore quota nazionale di Case della Comunità con almeno un servizio attivo, concorda con la Fondazione GIMBE’ sul fatto che la nostra regione ha una delle peggiori percentuali di cittadini che rinunciano alle cure;, insieme ad un tasso di mobilità passiva che continua a drenare risorse e fiducia. Crea racconta come positiva la presenza Fascicolo Sanitario Elettronico, che riguarda solo il 3%, dei cittadini, segno di una innovazione solo proclamata ma non praticata. Eppure, per il Centrodestra, ogni dato negativo diventa “trascurabile”, ogni ritardo diventa “irrilevante”, ogni criticità diventa “un dettaglio”. È la solita narrazione rosa su dati grigi. Ma c’è di più: CREA non cita la crisi amministrativa che ha portato al “Salva Abruzzo” dove il Governo, per porre fine allo scempio amministrativo della Giunta regionale ha commissariato di fatto la sanità abruzzese sotto la supervisione dei Ministeri della Salute e dell’Economia. Quindi il Centrodestra usa CREA per occultare, dati e fatti, e per nascondere il fallimento che il Governo ha già certificato la gravità della situazione. Ma CREA non ha ignorato la situazione reale , e andando al succo della questione richiamando quanto visto: – il fallimento della rete territoriale; – la paralisi delle Case della Comunità; – la crescita della rinuncia alle cure, per mancanza di risorse familiari; – la crescita della mobilità passiva. Insieme alla disorganizzazione degli screening. Quindi CREA ha pubblicato ciò che vede: ritardi, criticità, inefficienze, Oggi lo dicono GIMBE, CREA, Agenas, Corte dei Conti, i cittadini, le associazioni, i dati ufficiali. La verità è semplice: la sanità abruzzese non migliora. Il Centrodestra deve rimettere i piedi per terra evitando di disorientare e “sconvolgere” i numeri, per nascondere la realtà. Non basta inaugurare muri per nascondere l’assenza di servizi. Non basta manipolare i dati per nascondere le liste d’attesa. Non basta parlare di “buona sanità” quando i cittadini rinunciano alle cure. La verità è che l’Abruzzo non vola: l’Abruzzo arranca. E arranca perché la sanità è stata gestita con superficialità, propaganda e autoesaltazione.
Associazione regionale ART 32 “Salute Bene Fondamentale”.
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