di Angelo Orlando
- “Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere” (ovvero, quando la propaganda evita l’analisi)!
- La “stagionalità” dell’analisi della politica abruzzese (leggasi maggioranza) a proposito di Farmaceutica e Automotive (rispettivamente il 44% e il 22% per comporre il 66% dell’export regionale).
“Export, Marsilio: l’Abruzzo supera la media nazionale sui mercati internazionali:… “I dati sull’export confermano la forza e la vitalità del sistema produttivo abruzzese che continua a distinguersi sui mercati internazionali con risultati di gran lunga superiori alla media nazionale… Come evidenziato anche dal professor Giuseppe Mauro, l’Abruzzo sta mostrando una significativa capacità competitiva sui mercati internazionali grazie alla tenuta dei suoi comparti di eccellenza e alla spinta di nuovi fattori di crescita, a partire dal farmaceutico, assume ancora più valore il fatto che questi risultati arrivino in una fase in cui l’automotive, dopo aver pesato a lungo in negativo sull’andamento complessivo, mostra almeno segnali di stabilizzazione ( sic!) Reg. Abruzzo, 13 giugno 2026).
Rapporto Banca d’Italia: Abruzzo attrattivo e capace di innovare.
Magnacca: “ Il rapporto annuale sull’economia di Banca d’Italia ci consegna una regione che conferma i suoi segnali positivi di crescita, supportata dall’aumento dell’occupazione, dall’indice positivo dei dati sull’export e dal Pil”.
“Un Abruzzo in buona salute con redditi pro capite in crescita, con un’occupazione in aumento e un livello di benessere migliore rispetto alla media nazionale. A dirlo il rapporto annuale sull’economia di Banca d’Italia che ci consegna una regione che conferma i suoi segnali di crescita… Conforta la lettura effettuata da Miriam Santini, capo della filiale regionale dell’Aquila della Banca d’Italia, che ha evidenziato come l’Abruzzo registri nel 2025 la crescita reale dei redditi delle famiglie sostenuta dall’aumento dell’occupazione, che conseguentemente ha spinto i costumi e quindi sostenuto l’economia…”.
Ecco ora alcuni stralci del rapporto relativi alle dichiarazioni dell’assessore:
“Il mercato del lavoro. – La crescita dell’occupazione è proseguita, sebbene ad un ritmo inferiore rispetto al lavoro dell’anno precedente.… Sulla base dei nostre elaborazioni, in una prospettiva di più lungo periodo si evidenzia invece un calo tra il 2008 e il 2023 in termini reali, inferiore a quello del Mezzogiorno, ma superiore al dato del Paese”.
“ Le famiglie. –Nel 2025 la crescita dei redditi reali delle famiglie è proseguita grazie all’aumento dell’occupazione e agli adeguamenti salariali ma si è attenuata rispetto all’anno precedente…”
Ora, se le valutazioni sulla crescita complessiva di un’economia si valutano soprattutto nel “lungo periodo” e non certamente sul “medio” o sul breve periodo” queste letture devono essere considerate, se non, addirittura, in chiave “stagionale”, quantomeno “congiunturali”, certamente non “strutturali”, anche perché riferite ad un solo settore, la farmaceutica, non considerando i problemi dell’automotive?
Farmaceutica: numeri e prospettive.
Export Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici:
2024 1.277.132.677 2025 1.998.128.034.
I trim. 2025 713.000.921.850 I trim. 2026. 1.336.023.595
Andamento lineare? Guardate questa storia!
Analizzate attentamente questa tabella, valutando le mutazioni del ciclo annuale.
Adesso, che cosa hanno evitato accuratamente di leggere i nostri eroi?
Il “Rapporto sulla competitività dei settori produttivi-Istat -Edizione 2026!
Eppure, il 23 marzo 2026 Quotidiano Sanità aveva già indicato dei problemi:
“Farmaceutica italiana: export boom verso gli USA, ma cresce la dipendenza dalla Cina.… In sostanza, la guerra commerciale globale ha favorito, almeno nel breve periodo, il posizionamento della farmaceutica italiana sul mercato americano
… Se il fronte delle esportazioni offre un quadro tutto sommato positivo, quello delle importazioni solleva interrogativi più profondi. Il dato più dirompente dell’intero rapporto riguarda proprio la farmaceutica: nel 2025 gli acquisti italiani di prodotti farmaceutici dalla Cina sono aumentati del 933,7%-non è un errore tipografico-passando da poco più di 680 milioni di euro ad oltre 7,7 miliardi… il rapporto individua sei settori italiani come i più esposti al mercato statunitense: chimica, farmaceutica, prodotti da minerali… Sul piano della vulnerabilità strategica delle importazioni, il rapporto inquadra la farmaceutica tra i settori da monitorare nel contesto delle turbolenze geopolitiche in corso.… Il quadro che emerge dal rapporto Istat 2026 è quello di un settore farmaceutico italiano che cresce, esporta e si afferma sui mercati globali, ma la cui solidità è strettamente condizionata dalle strategie di pochi grandi gruppi multinazionali e da equilibri geopolitici fragili. La crescita delle esportazioni verso gli Stati Uniti è reale, ma in larga misura riflette movimenti intragruppo”.
Leggete, ora, il Rapporto a pagina 30: “ Da una simulazione realizzata a partire dalle tavole input-output internazionali, nell’ipotesi teorica di un azzeramento delle esportazioni agli Stati Uniti, il Pil italiano si ridurrebbe dell’1,1% (circa 20 miliardi di euro): lo 0,8% generato da effetti diretti, lo 0,3% da effetti indiretti.Circa un terzo dell’effetto totale (quasi 7 miliardi di euro) deriverebbe dai settori più esposti a questo mercato (Chimica, farmaceutica, prodotti da me minerali non metalliferi…)”.
Finiti i problemi? Sembrerebbe proprio di no.
Quotidiano Sanità-19 giugno 2026: “ Farmaci. AIFA studia revisione del prontuario e clausole di salvaguardia. Aziende contrarie e timori per l’impatto sui cittadini… il cuore dell’intervento è rappresentato dalla revisione del Prontuario. L’ipotesi allo studio punta a verificare se, per alcune categorie di farmaci oramai consolidate nella pratica clinica, il prezzo riconosciuto dal Servizio sanitario nazionale sia ancora coerente con il valore terapeutico espresso e con la presenza di alternative disponibili… Una riflessione che si inserisce però in un contesto particolarmente complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche (compreso l’MFN varato dagli USA), aumento dei costi produttivi, difficoltà di approvvigionamento e rischi di carenze…”.
Questa revisione avrebbe impatti significativi sulle aziende farmaceutiche localizzate in Abruzzo?
Oggi Alfa Sigma, Dompè farmaceutici e Menarini appartengono alle FAB 13, le grandi realtà delle aziende farmaceutiche storiche in Italia, quelle che secondo la Fondazione Edison “hanno saputo puntare sull’internazionalizzazione mantenendo tutte “cuore e cervello” in Italia.”
“Farmaci, Dompè investe 1 miliardo in innovazione nel triennio 2026-2028” ( Il Sole 24 ore, 3 giugno 2026”
“Menarini cresce e guarda agli USA, mentre l’Europa “si fa male da sola”… Il fatturato sale a 4.603.000.000 di euro (4.037.000.000 di euro nel 2023) mentre le confezioni prodotte sono state oltre 600 milioni di unità in 18 stabilimenti” (Fortune Healt,5 marzo 2025).
Multinazionale Sanofi: “Farmaceutica, a Scoppito l’innovazione diventa azione. Dall’Abruzzo modello di eccellenza per le Life Sciences (Quotidiano Sanità, 31 ottobre 2025).
Resisteranno queste realtà alla revisione del prontuario, alle tensioni geopolitiche, agli appetiti degli USA (“Sanofi prevede di investire almeno 20 miliardi di dollari negli Stati Uniti” (Export USA, 3 aprile 2026)?
In questo clima complesso, la politica non dovrebbe spalancare tutti e due gli occhi e analizzare piuttosto che celebrare?
Alla prossima con l’automotive…
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