Rapporto BES 2026, Abruzzo ai primi posti per assistenza agli anziani

L’Abruzzo si distingue tra le regioni del Mezzogiorno per diversi indicatori di benessere, ma registra criticità nell’erogazione dell’acqua e nella disponibilità di strutture residenziali socio-assistenziali. È quanto emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (BES) 2026 dell’Istat, che analizza le condizioni di vita attraverso indicatori relativi a salute, istruzione, lavoro, sicurezza, ambiente e servizi. Secondo l’istituto di statistica, l’Abruzzo è l’unica regione del Mezzogiorno nella quale almeno la metà degli indicatori considerati presenta risultati pari o superiori alla media nazionale.

Nel settore sanitario, la speranza di vita alla nascita raggiunge gli 83,7 anni, in linea con la media italiana, mentre quella in buona salute si attesta a 60,6 anni, collocando l’Abruzzo al sesto posto tra le regioni. La regione, insieme al Molise, registra inoltre la quota più elevata di anziani assistiti a domicilio: il servizio raggiunge il 6,9% della popolazione con almeno 65 anni. Rimane invece inferiore alla media nazionale la disponibilità di posti letto nelle strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali, pari a 48,1 ogni 10mila abitanti contro 74,1. Sul fronte dei servizi, il 30,3% delle famiglie abruzzesi segnala irregolarità nell’erogazione dell’acqua, una percentuale aumentata di 13,2 punti rispetto al 2024 e seconda più elevata tra le regioni italiane.

Gli indicatori relativi all’istruzione evidenziano un tasso di abbandono scolastico precoce del 5,3%, tra i più bassi d’Italia, mentre il 32,5% dei giovani tra 25 e 34 anni possiede un titolo di studio terziario. La quota dei giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano e non seguono percorsi di istruzione o formazione, i cosiddetti Neet, è pari al 14%. Nel mercato del lavoro il tasso di occupazione della popolazione tra 20 e 64 anni raggiunge il 67,2%, il valore più alto del Mezzogiorno, mentre quello femminile si attesta al 56,6%. Il rapporto rileva inoltre che il 12% della popolazione tra 15 e 74 anni è interessato dalla mancata partecipazione al lavoro.

Sul piano economico, l’8,4% della popolazione abruzzese dichiara grandi difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Per quanto riguarda la sicurezza, l’Istat registra 7,9 furti in abitazione ogni mille famiglie, 1,1 borseggi e 0,4 rapine ogni mille abitanti. La partecipazione culturale fuori casa coinvolge il 34,2% della popolazione di almeno sei anni. Nel complesso, il rapporto restituisce un quadro regionale caratterizzato da risultati relativamente favorevoli in salute, istruzione e occupazione rispetto al resto del Mezzogiorno, accanto a difficoltà che riguardano soprattutto la continuità dei servizi idrici e l’offerta di assistenza residenziale.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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