Crescita record del Pil nel 2021, + 6.5%

Il prodotto interno lordo dell’Italia è cresciuto del 6,5% nel 2021, stabilendo il record dall’inizio della serie storica (1995). L’ottimo dato dello scorso anno va considerato alla luce del crollo registrato nel 2020, quando a causa del covid l’economia ha registrato un -8,9%. Le montagne russe su cui è salita la ‘locomotiva’ italiana, fatte di pandemia, crisi energetica e tensioni internazionali, hanno provocato un dislivello di 15 punti percentuali in 24 mesi, spiega l’Istat nel corso della conferenza stampa che segue la diffusione della stima preliminare del pil. E per recuperare i livelli del 2019 (anno precedente alla pandemia) bisognerà aspettare ancora fino al primo trimestre del 2022, ma solo se l’economia dell’Italia crescesse al tasso congiunturale tra lo 0,5% e lo 0,6% ”riassorbiremmo nel primo trimestre del 2022 l’intero gap e torneremmo a quel sentiero di crescita, allo stesso punto che abbiamo raggiunto nell’ultimo trimestre del 2019”, spiegano i tecnici dell’Istituto. Poi il paese dovrebbe ripartire e cercare di riassorbire nel minor tempo possibile anche la mancata crescita, sfruttando al massimo il potenziale del pnrr. I dati dell”Istituto di statistica ufficializzano i numeri annunciati qualche giorno fa dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, che per l’anno in corso ha previsto un incremento del prodotto interno lordo superiore al 4%. Per ora l’Istat spiega che la variazione acquisita (cioè nel caso di una variazione congiunturale nulla nell’anno) è del 2,4%. In contemporanea arrivano i dati dell’Eurostat che fissano la crescita dell’eurozona nel 2021 al 5,2%

L’Istat ricorda che la variazione congiunturale del 2021 ”è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e di un aumento sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta”. Guardando i dati degli ultimi 3 mesi dello scorso anno il Pil (espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato) secondo l’Istat è aumentato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 6,4% in termini tendenziali, registrando per il quarto trimestre consecutivo una espansione, seppure a ritmi più moderati rispetto ai periodi precedenti. Stessi valori riportati dall’Eurostat nelle tabelle che supportano il dato complessivo (+0,6% sul trimestre precedente e +6,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente). Mentre nell’area euro è salito dello 0,3% rispetto al terzo trimestre, in linea con il consensus, e del 4,6% rispetto al quarto trimestre del 2020. Nell’Ue le variazioni sono state del +0,4% e del +4,8%, rispettivamente. Tornando ai dati dell’Istat, i tecnici spiegano che per trovare numeri simili, e poter fare ”un confronto non in termini tecnici bisogna risalire al 1976 e prima il al 1973”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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