Rinnovabili in Abruzzo, Legambiente: la moratoria e’ sbagliata, rischio perdita anni di sviluppo dell’energia pulita.

Legambiente interviene sulle Disposizioni urgenti della regione Abruzzo per l’individuazione delle aree idonee all’istallazione di impianti da fonti rinnovabili, sollecitandone una veloce definizione al fine di evitare lo stallo e di arrivare a fine anno senza risultati concreti.

“La moratoria sulle rinnovabili nelle aree di produzione agroalimentare di pregio fino all’approvazione del Piano energetico varata dal Consiglio regionale è sbagliata – dichiara Enrico Stagnini, direttore di Legambiente Abruzzo -. Prima della sua stesura e approvazione definitiva rischiano di trascorrere anni in cui l’Abruzzo continuerà a fare uso soprattutto delle fonti fossili senza potersi liberare dalla schiavitù degli idrocarburi. Piuttosto la Regione dovrebbe aggiornare le linee guida per l’individuazione delle aree non idonee allo sviluppo delle rinnovabili e garantire anche agli agricoltori di usare sempre di più le fonti pulite per decarbonizzare le loro produzioni. Ci chiediamo perché non sia stato usato lo stesso metro di giudizio a fronte di vertenze che hanno a che fare con lo smaltimento dei rifiuti, l’estrazione degli inerti dalle cave o la realizzazione di nuove urbanizzazioni civili o produttive.”

Tra l’altro, l’Abruzzo è in piena definizione del PNRR e della nuova programmazione 2021-2027 e la tanto attesa transizione ecologica passa per quella energetica e le rinnovabili giocano un ruolo fondamentale in questo. Centrale sarà in futuro il ruolo delle comunità energetiche ed i processi di pianificazione ed integrazione della produzione agricola con quella energetica, a partire dall’agrivoltaico e dalla produzione di biometano dalla digestione anaerobica da scarti agricoli, sottoprodotti agroalimentari e reflui zootecnici, che si stanno diffondendo in moltissime realtà italiane ed internazionali ed è il momento di agire subito per incentivarlo. Inoltre, alcune produzioni di vino pregiati sono localizzate in parti d’Italia dove l’eolico è molto diffuso: si pensi all’Aglianico in Basilicata, al Morellino in Maremma, al Primitivo nel Brindisino, alla Falanghina in provincia di Benevento, al Greco di Tufo in quella di Avellino, al Nero d’Avola in Sicilia, al Cannonau in Sardegna, al Cirò in Calabria e allo Shiraz nel Lazio. Anche le produzioni di vini di qualità si possono quindi integrare con lo sviluppo delle fonti pulite dietro un’attenta pianificazione territoriale e condivisione con le comunità.

I nuovi obiettivi che l’Italia si è data con il PNRR, passano per il denominatore comune della decarbonizzazione del Paese entro il 2040, processo che può essere attuato solo attraverso lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo intermedio al 2030 fissato dall’Italia, è che almeno il 55% dell’energia venga prodotta da fonti rinnovabili (grafico).

La richiesta da parte della Regione Abruzzo di energia elettrica, è stata di 6,2 TWh nel 2018 (ultimo dato Terna), di cui 2.582 MWh da settore industriale, 94 MWh da agricoltura, 2.312 MWh da terziario e 1.294 MWh da domestico. Di questi: 39.6% coperto da idroelettrico con 2.1 TWh, 37.7% termoelettrico 2 TWh, 15.1% da fotovoltaico con 0.8 TWh, 5.7% da eolico con 0.3 TWh e 0.1 TWh da bioenergia.

La produzione di energia da fonti rinnovabili in Abruzzo (dato più aggiornato del GSE) è invece così distribuita: 1.0 TWh da idroelettrico, 0.74 TWh da fotofoltaico, 0.25 TWh da eolico e 0.031 TWh da bioenergie. Risulta chiaro quindi che, per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, si debba incentivare, anche nella nostra regione, quanto più possibile lo sviluppo delle rinnovabili, sia per contrastare i cambiamenti climatici in atto, sia per non incorrere in sanzioni economiche da parte dell’Europa per il non raggiungimento degli obiettivi e, non ultimo, per dare una spinta alla ripresa economica con finanziamenti mirati e di entità mai riscontrata in precedenza.

“I singoli casi vanno affrontati rapidamente nella loro specificità – conclude Stagnini –  e va scongiurato uno stop generalizzato delle rinnovabili che l’Abruzzo non può permettersi. Bene la tutela del paesaggio e delle aree di pregio ma bisogna rapidamente definire in modo certo lo scenario, altrimenti il sistema non regge e si rischia di ritrovarsi punto a capo, senza soluzione dei problemi ed in particolare momento storico, dove la transizione ecologica con le rinnovabili giocano un ruolo fondamentale per il nostro paese e l’Abruzzo che è sempre la regione verde d’Europa.”

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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