Youth4Climate: riconvertire le industrie fossili entro il 2030

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Si sono conclusi nella serata del 2 ottobre a Milano i lavori della PreCop, il vertice organizzato per preparare la Cop26 di Glasgow sulla crisi climatica, in programma dal 31 ottobre al 12 novembre. Il summit si è chiuso con l’intenzione, espressa dai 50 ministri dell’Ambiente presenti nel capoluogo lombardo, “di fare di più per mantenere il riscaldamento sotto 1,5 gradi, aumentare gli Ndc (gli impegni degli Stati per la decarbonizzazione), garantire il fondo per il clima da 100 miliardi di dollari ai Paesi in via di sviluppo e andare avanti con il libro delle regole (Rulebook) sull’Accordo di Parigi”, come ha sintetizzato il presidente della Cop26 Alok Sharma.

Tra gli interventi più attesi quello del vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans, il quale ha dichiarato che i cambiamenti climatici rappresentano “la più grande minaccia per l’umanità”, motivo per cui occorre “cambiare radicalmente e velocemente”. Da ricordare, nell’ottica della prossima attuazione del Pnrr da parte del governo Draghi, le parole del ministro della Transizione ecologica italiano Roberto Cingolani, il quale ha sottolineato che va evitato “qualsiasi investimento in ricerca ed estrazioni di fossili”. Cingolani ha inoltre assicurato che “entro fine anno saranno aperte nuove pipeline e avremo una riduzione del prezzo del gas. Ma rimaniamo sulla strada dell’uscita dal gas. Non si può dire che la transizione energetica aumenti il costo dell’energia. Vogliamo uscire dal gas e servono investimenti sulle rinnovabili”.

Occhi puntati, ovviamente, su Stati Uniti e Cina, le due super potenze globali dalle cui politiche dipenderanno concretamente le sorti del processo di transizione ecologica dell’intero pianeta. John Kerry, inviato degli Stati Unti per la lotta al cambiamento climatico, ha detto che “ciascuno deve fare la sua parte”, dicendosi fiduciosi circa le possibilità di “un accordo sul clima con la Cina”.

Ha indicare la strada da seguire nelle giornate dei lavori di Cop26 è stata, infine, Alok Sharma. “La scienza ci dice che, per mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi dai livelli pre-industriali, al 2030 dovremmo ridurre del 45% le emissioni di gas serra rispetto al 2010. Ma con gli Ndc attuali avremmo invece un aumento del 16% delle emissioni al 2030. Il nostro obiettivo è ridurre le emissioni di carbonio, ma la transizione deve essere equa. I lavoratori del settore delle fossili devono avere sostegno e trovare nuovi posti di lavoro. I Paesi del G7 hanno garantito l’abbandono del carbone entro il 2030. Per gli altri Paesi, l’obiettivo potrebbe essere al 2040. Oggi il 70% delle economie mondiali ha target di neutralità climatica. Fino a qualche anno fa era solo il 30%”.

Greta: “La speranza siamo noi”

“Il cambiamento verrà dalle strade, da noi, non dalle conferenze. La speranza non viene dal bla bla bla dei politici, non viene dalla mancanza d’azione e dalle promesse vuote. La speranzia siamo noi, la speranza c’è quando le persone si mettono insieme per un obiettivo comune. Abbiamo tutto il diritto di essere arrabbiati, di scendere in strada e chiedere il cambiamento che non solo è possibile ma anche urgentemente necessario. Vogliamo cambiare le cose e chiediamo che le cose cambini. Non fermiamoci, continuamo a combattere. Another world is possible, we are unstoppable”. Lo ha detto Greta Thunberg nel suo intervento dal palco allestito a Milano per il Climate Strike. “I ministri del mondo – ha aggiunto – riuniti qui a Milano pensano di avere la soluzione per il mondo con i loro blablabla e noi siamo stanchi di questo. La crisi climatica può solo peggiorare e più aspettiamo più sarà peggio”.

Fridays For Future Italia: “Stop immediato a petrolio, gas e carbone”

“50.000 persone in piazza a Milano con Greta e contro il summit del bla-bla-bla
È una marea umana oggi a Milano, il più grande corteo in epoca di pandemia nel nostro Paese. 50.000 giovani e giovanissimi hanno riempito le strade di Milano in un corteo colorato e deciso. Alla testa Greta Thunberg, Vanessa Nakate e un gruppo di delegati stranieri della Youth4Climate, gli stessi che ieri avevano contestato Draghi al grido di ‘El pueblo unido’ e ‘no more greenwashing’”, dice Martina Comparelli, portavoce nazionale di Fridays For Future Italia. “Oggi inizia la PreCop, il primo passo per quella che dovrebbe essere la Cop risolutiva. Ma solo pochi leader e alcuni stakeholders – le multinazionali del fossile in primis – stanno prendendo tutte le decisioni. Non solo: osservatori e movimenti non sono nemmeno stati ammessi. Serve far uscire l’industria del fossile dal tavolo delle trattative, mettere al centro le popolazioni più colpite dalla crisi climatica. Vogliamo stop immediato ad ogni nuova infrastruttura legata a petrolio, gas e carbone, basta greenwashing, basta allevamenti intensivi”.

Aggiornamento dell’1 ottobre: corteo di Fridays for Future a Milano

Questa mattina gli attivisti di Fridays for Future tornano in piazza con un corteo che parte da largo Cairoli e a cui parteciperanno anche Greta Thunberg e Vanessa Nakate. Dal largo Cairoli il corteo toccherà piazza Affari e della Conciliazione, transiterà lungo via Monte Rosa, via Silva e via Colleoni per giungere in piazzale Damiano Chiesa, dove è  stato allestito un palco.

Nel pomeriggio, alle 15, ci sarà un flash mob all’Arco della pace in collaborazione con Legambiente e Clean Cities Campaign e con il Botellon in piazza Leonardo da Vinci. Alle 19.30 è in programma il forum “Transizione ecologica e diseguaglianze sociali: come si realizza una transizione giusta?” ai giardini Lea Garofalo. La mobilitazione prosegue sabato 2 ottobre con la Global March for Climate Justice, in programma dalle 15 sempre da largo Cairoli.

“Non possiamo più aspettare discussioni vuote e inutili, è tempo di ascoltare realmente la nostra voce, di chi lotta per il futuro contro chi cerca di togliercelo, per portare una conversione ecologica secondo giustizia climatica e sociale. A partire dalle scuole all’università fino alla ricerca bisogna investire per un radicale cambio di sistema, perché un altro mondo non è solo possibile ma è necessario e urgente”, scrivono nella loro pagina Facebook i giovani attivisti di Fridays for Future Milano.

Il documento finale della Youth4Climate Driving Ambition

Alla fine dei lavori, l’Assemblea dei 400 giovani da tutto il mondo è riuscita a redigere un documento unico con le richieste da avanzare ai politici che si incontreranno a Glasgow per la Cop26. Quattro gli argomenti principali: maggiore coinvolgimento dei giovani, transizione energetica urgente anche in vista della necessaria ripresa post pandemica, alfabetizzazione climatica della società e, soprattutto, abbandono dell’industria fossile entro il 2030. Le richieste ritenute più valide arriveranno direttamente sul tavolo della trattativa in Scozia a novembre. Secondo il ministro Cingolani: “Sono stati approvati messaggi chiave di un documento molto buono, una base su cui lavorare”. Al termine della lavorazione sul documento, i giovani hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di tutti gli attivisti ambientalisti uccisi nel mondo.

Il documento è stato presentato ai ministri partecipanti alla Pre-Cop26 a Milano la mattina di giovedì 30 settembre, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e del premier Mario Draghi.

Aggiornamenti del 30 settembre, gli interventi dei leader politici

Nelle prime ore della Pre-Cop26, aperta questa mattina 30 settembre al MiCo di Milano, il premier Mario Draghi ha incontrato privatamente in Prefettura le attiviste Greta Thunberg, Vanessa Nakate e Martina Camparelli. Al centro del colloquio l’impegno dell’Italia nella lotta ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle emissioni inquinanti, sul piano nazionale, europeo ed internazionale. Intanto, blocchi di manifestanti facevano sentire la propria voce, con lo striscione “Milano blocca chi devasta il pianeta”.

Draghi Greta

Foto: Twitter Palazzo Chigi

All’evento conclusivo dei lavori della Conferenza dei giovani, presentato dal ministro Roberto Cingolani, hanno partecipato anche il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il premier britannico Boris Johnson.

Il messaggio del Premier Draghi è chiaro: “Dobbiamo agire velocemente, e ancora più velocemente – ha dichiarato. – La transizione ecologica non è una scelta ma una necessità. Abbiamo solo due possibilità: o affrontare ora il costo della transizione, o pagare più tardi un prezzo che sarà molto più alto”. Rivolgendosi ai giovani presenti ha aggiunto: “Voglio ringraziare tutti i giovani che si sono dati da fare negli ultimi anni e negli ultimi mesi per la questione ambientale. La stragrande maggioranza di voi arriva da Paesi che hanno problemi di reddito e che conoscono benissimo le conseguenze drammatiche dei cambiamenti climatici. Abbiamo molto da imparare dalle vostre idee e dai vostri suggerimenti; Dobbiamo essere stimolati ad agire e la vostra mobilitazione è stata molto importante. Vi garantisco che vi ascolteremo“. Alcuni attivisti di Fridays for Future hanno interrotto il discorso del Premier con cori di protesta.

Interviene in diretta dall’Inghilterra anche il Primo ministro inglese Boris Johnson: “I giovani non devono pagare con il proprio futuro il prezzo delle azioni sconsiderate delle generazioni precedenti. Ho seguito le proteste di questi giorni; so che i giovani hanno il diritto di chiedere giustizia. Chi nasce nel 2020 ha 7 volte più problemi relativi al cambiamento climatico rispetto ai suoi genitori, e per questo dobbiamo darci da fare tutti”. E sull’incontro di Glasgow di novembre insiste: “La Cop26 potrà essere l’inizio della fine dei problemi legati al cambiamento climatico. Dovete continuare a far sentire la vostra voce ai leader politici in modo così appassionato e chiaro. Quella in cui viviamo è una situazione spaventosa e urgente ma il cambiamento è possibile. Aiutate me e tutti noi ad agire e facciamo in modo che questo sia il pianeta che vi meritate di avere“.

Un videomessaggio è giunto anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che afferma: “Grazie ai giovani, siete un esempio potente per raggiungere gli obiettivi climatici alla Cop26”.

Il messaggio di Papa Francesco

Con un videomessaggio arrivato durante la seconda giornata di lavori, Papa Francesco ha salutato tutti i giovani che stanno partecipando alla Youth4Climate a Milano.  “Desidero ringraziarvi – scandisce il Pontefice – per i sogni e i progetti di bene che voi avete e per il fatto che vi preoccupate tanto delle relazioni umane quanto della cura dell’ambiente. Grazie. È una preoccupazione che fa bene a tutti. Questa visione è capace di mettere in crisi il mondo degli adulti, poiché rivela il fatto che non solo siete preparati all’azione, ma siete anche disposti all’ascolto paziente, al dialogo costruttivo e alla comprensione reciproca. Attraverso idee e progetti comuni si potranno trovare soluzioni che superino la povertà energetica e che pongano la cura dei beni comuni al centro delle politiche nazionali e internazionali, favorendo la produzione sostenibile, l’economia circolare, la messa in comune delle tecnologie adeguate. È il momento di prendere decisioni sagge”. In chiusura poi ha aggiunto: “Accompagno il vostro cammino e vi incoraggio a portare avanti il lavoro per il bene dell’umanità. Dio vi benedica tutti!”

Gli aggiornamenti del 29 settembre

Intanto, all’esterno delle sale della conferenza dei giovani, le voci escluse dalla Pre-Cop26 si riuniscono al Milano Climate Camp: un contro evento organizzato da Survival International insieme ad altre 70 realtà unite nella Climate Justice Platform. La voce dei popoli indigeni denuncia i crimini compiuti contro di loro dall’industria e propone una visione alternativa della protezione della natura. “Nelle terre indigene si concentra l’80% della biodiversità mondiale” ha commentato Juan-Pablo Gutierrez, attivista yukpa e delegato internazionale di ONIC Colombia (Organización Nacional indígena de Colombia) che sarà a Milano sabato 2 ottobre.

Cresce sempre di più il dissenso a riguardo delle false soluzioni proposte dai governi. In particolare, i gruppi si schierano contro la proposta di convertire il 30% del pianeta in Aree protette entro il 2030. “A prima vista – spiega Fiore Longo, responsabile della campagna di Survival International per decolonizzare la conservazione – la proposta di creare più aree protette può sembrare un’ottima idea, ma non lo è. Creare più aree protette non equivale a proteggere più territori o a proteggere l’ambiente: oltre a comportare lo sfratto degli abitanti delle loro terre ancestrali e gravi violazioni dei diritti umani, favorisce le attività estrattive ed inquinanti”.

L’apertura dei lavori

Nella mattinata di oggi, 28 settembre, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani al Centro congressi Mico ha aperto i lavori della Youth4Climate, l’evento promosso dal governo italiano che vedrà coinvolti circa 400 giovani provenienti dai 197 paesi dell’Onu come introduzione alla pre-Cop26.

Obiettivo dell’incontro, dal 28 al 30 settembre, è quello di discutere con gli esperti e scrivere delle proposte concrete in materia di clima e sostenibilità da presentare ai ministri in occasione della Pre-Cop che avrà luogo a Milano dal 1° ottobre. Ospite attesa della giornata di apertura è stata Greta Thunberg, che ha avuto un confronto diretto con il Ministro Cingolani. Presente anche la giovane attivista Vanessa Nakate, che come Greta è intervenuta in seguito al discorso del ministro della Transizione ecologica.

“Le vostre proteste sono utili – ha dichiarato Cingolani – ma occorre lavorare insieme per trovare una soluzione. Spero che oltre a protestare ci aiutiate a identificare nuove soluzioni visionali, è questo che ci aspettiamo da voi”.

“Il cambiamento climatico non è solo una minaccia, ma una grande opportunità di avere un pianeta più sano e più green – insiste Greta – Non c’è un pianeta B. Non c’è un pianeta “Bla”. Bla bla bla, dai politici sentiamo solo parole. Non possiamo lasciare ancora che siano le persone di potere a decidere cosa sia la speranza. La speranza non è bla bla bla. La speranza è dire la verità. La speranza è azione. Vogliamo Giustizia climatica e la vogliamo ora”.

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Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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