Le sindromi coronariche acute, tra le principali cause di morbilità e mortalità cardiovascolare, saranno al centro di un convegno in programma venerdì 27 marzo nell’Aula Magna del CAST dell’Università d’Annunzio di Chieti. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Medicina diretto da Francesco Cipollone, con direzione scientifica affidata a Francesca Santilli del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento.
Il confronto coinvolgerà studiosi provenienti da diversi centri italiani e affronterà le strategie terapeutiche per la gestione dei pazienti, alla luce del fatto che, nonostante i progressi nella rivascolarizzazione percutanea e l’uso della duplice terapia antiaggregante piastrinica, una quota di pazienti continua a presentare eventi ischemici ricorrenti, inclusa la trombosi di stent nei primi mesi successivi all’evento. La terapia basata sull’associazione di acido acetilsalicilico e inibitore del recettore piastrinico P2Y12 rappresenta lo standard dopo l’intervento coronarico percutaneo, ma è documentata una variabilità nella risposta ai farmaci con casi di alta reattività piastrinica associata a prognosi sfavorevole.
Il congresso, intitolato “Terapia antiaggregante piastrinica nelle sindromi coronariche acute: dalla ricerca alla pratica clinica”, prevede una prima sessione dedicata alle strategie di gestione, con attenzione alla de-escalation e al monitoraggio della terapia antiaggregante, e una seconda sessione sul ruolo dei biomarcatori di aterotrombosi, della variabilità interindividuale e della biologia del megacariocita nella modulazione della risposta farmacologica.
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