Cronaca

Arrestato nel Teramano con oltre cento grammi di cocaina

Arrestato un quarantenne per droga e sequestrati circa 110 grammi di cocaina, sostanze da taglio e un bilancino di precisione. E' il bilancio dell'operazione guardia di finanza comando provinciale Teramo avvenuto nel fine settimana a Martinsicuro. L'uomo, fermato alla guida di un'autovettura ha tentato di disfarsi di 5 involucri termosaldati contenenti 3,9 grammi di cocaina.

Una successiva perquisizione presso l'abitazione del 40enne ha consentiro di scoprire un involucro di plastica contenente circa 106 grammi di cocaina, circa 36 grammi di 'sostanza da taglio', 1 bilancino di precisione nonche' altro materiale utile al confezionamento delle dosi (pellicola e carta stagnola). Il materiale rinvenuto e' stato sequestrato mentre l'uomo e' stato arrestato.

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Crolla un muro durante i lavori, 2 operai feriti nel Pescarese

Due operai sono rimasti feriti in un incidente sul lavoro avvenuto in mattinata a Cepagatti, in localita' Vallemare. Erano impegnati nei lavori di ristrutturazione di una vecchia abitazione di via Vittorio Veneto, quando un muro dell'edificio e' crollato, travolgendoli. Secondo le prime informazioni, uno degli operai stava lavorando su un escavatore, mentre l'altro era a terra. I residenti della zona hanno udito un boato e hanno subito iniziato a rimuovere le macerie. Poi l'arrivo dei Vigili del Fuoco, che hanno liberato i due operai. Uno e' stato trasportato in elisoccorso all'ospedale di Pescara, l'altro a quello di Chieti. Sul posto il 118, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e la Polizia municipale. Intervenuto anche il sindaco di Cepagatti, Sirena Rapattoni.

Il piu' grave e' un 21enne originario di Penne che ha riportato varie fratture ed e' ricoverato in Ortopedia, a Pescara con una prognosi di 90 giorni. L'altro, un 52enne di Penne, trasportato all'ospedale di Chieti, ha riportato solo lievi lesioni. I due operai sono dipendenti di una ditta edile di Montesilvano. Sull'accaduto sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri della Stazione di Cepagatti e della Compagnia di Pescara, del Nucleo ispettorato del lavoro e del personale della Asl.

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L’Aquila, indagato il vice sindaco Trifuoggi

Il vice sindaco dell'Aquila, Nicola Trifuoggi, e' indagato dalla procura della Repubblica del capoluogo nell'ambito di un'inchiesta che, ipotizza egli stesso, potrebbe riguardare una richiesta di sanatoria di alcuni cittadini, da lui non accolta, relativa a un manufatto provvisorio in legno costruito dopo il terremoto del 2009. Con Trifuoggi sono indagate altre 12 persone tra cui il figlio Giuseppe. Titolare del fascicolo e' il sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli. "Non sapevo nulla e non mi sono stati notificati atti, e da quanto ho letto il procedimento e' destinato a essere archiviato - afferma Trifuoggi, ex procuratore della Repubblica di Pescara - Leggendo i nomi degli altri indagati credo di poter ricostruire la vicenda, che e' di qualche anno fa". "Ero gia' vice sindaco, mio figlio mi chiese di ricevere il suo istruttore di arti marziali, io ricevo tutti in Comune e cosi' venne, accompagnato dal cognato". I due chiesero al vice sindaco "che possibilita' ci fossero di sanare la costruzione di una casetta in legno in zona di esondazione. Io - prosegue - risposi che non c'era nessuna possibilita' e loro andarono via. Da allora non avevo saputo piu' nulla di questa storia, fino a oggi".

Trifuoggi, accreditato per sua ammissione di candidatura a sindaco alle prossime elezioni comunali di giugno in una forza diversa dal centrosinistra con cui governa attualmente, vedrebbe nella vicenda giudiziaria dei risvolti politici. "E' legata alla mia candidatura? Sicuramente si', ne sono certo - afferma - Me lo aspettavo perche' so che da un anno si prepara un dossier su di me, per screditarmi. Inoltre, di recente un consigliere comunale di minoranza e' venuto a informarmi, dissociandosi, che un'altra forza politica cerchera' di maciullarmi sulla mia onorabilita'. Io comunque vado avanti". I reati ipotizzati, non tutti noti, sono a vario titolo di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e millantato credito.

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Giovane pugile si accascia a terra per un malore dopo un incontro

"Tenui segnali di evoluzione positiva del quadro clinico fanno sorgere, accanto alla speranza, un cauto ottimismo sulle possibilita' di piena ripresa della ragazza, la cui situazione verra' costantemente seguita e supportata a tutti i livelli". Lo fa sapere in serata la Federazione pugilistica italiana (Fpi) in merito alle condizioni della pugilatrice veneta Francesca Moro, ricoverata a Pescara. La federazione, in una nota, riafferma inoltre "la partecipazione e la vicinanza all'atleta ed ai suoi suoi familiari, ai quali - si fa sapere - e' stato assicurato il massimo sostegno attraverso la presenza di personale e dirigenza Fpi sul luogo e garantite assistenza ed ospitalita'".

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"I medici sono ancora cauti, Francesca e' in rianimazione, ma fanno trasparire un segno di positivita'". Parte subito dai segnali di speranza per le condizioni di Francesca Moro, la pugilatrice mestrina colta ieri da grave malore dopo un match a Chieti, il presidente della Union Boxe di Mestre, Luciano Favaro. Il fratello, Adriano, allenatore di Francesca, si trova all'ospedale di Pescara, per assistere la sua atleta. "Stasera i medici faranno un'altra Tac, per capire l'esito dell'intervento effettuato per riassorbire l'ematoma - prosegue - e domani, passate le 24 ore, dovrebbero sciogliere la prognosi". Francesca, spiega il dirigente, non aveva pero' finito il match di semifinale, previsto sui 4 round di due minuti ciascuno. "Non aveva subito alcun colpo particolare - afferma Favaro - ma alla fine del terzo round, tornando all'angolo, ha detto che si sentiva un po' tremare le gambe, forse per la stanchezza. Cosi' il nostro angolo, d'accordo con il medico a bordo ring, ha preferito fermare li' l'incontro. Quando ha fatto per uscire, poi, e' stata colta da malore". Favaro riferisce che la giovane aveva sostenuto il penultimo match un mese fa, e non c'era stato alcun problema. Francesca Moro frequenta la palestra mestrina da cinque anni; i primi due ha boxato solo a livello amatoriale, poi da tre anni aveva scelto l'agonismo.

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Sono definite "critiche", dai medici dell'ospedale di Pescara, le condizioni di Francesca Moro, 26 anni, la pugilatrice originaria di Padova e residente a Mestre in coma da ieri dopo essersi sentita male al termine di un match di semifinale, a Chieti, nell'ambito del torneo femminile Junior/Youth e Torneo Femminile Elite 2 di boxe. Nelle prossime ora sara' sottoposta a tac di controllo. La giovane, arrivata in ospedale con un ematoma sottodurale acuto, nella notte e' stata sottoposta a intervento chirurgico in Neurochirurgia e ora e' ricoverata in Rianimazione. La prognosi resta riservata. I medici del reparto diretto da Tullio Spina la stanno tenendo sotto costante monitoraggio. La 26enne e' intubata e respira con ventilazione meccanica. E' sedata e lo restera' almeno fino a lunedi'. Determinante, per poter capire come la giovane atleta stia rispondendo alle cure, l'evoluzione del quadro clinico nelle prossime ore

 

 

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Molta paura per Maria Francesca Moro, pugilessa mestrina ricoverata in prognosi riservata dopo essersi accasciata al termine del suo match della categoria dei 57 kg al torneo nazionale femminile Elite II di Chieti. Vincitrice ai punti, la Moro non appena reso noto il verdetto, si è portata la mano alla testa e poi a fatica, barcollando, aveva salutato l'angolo rivale per uscire dal ring. A quel punto è stata portata fuori a braccia. Veneziana in forza alla Boxing Mestre, studentessa universitaria a Padova, è stata immediatamente soccorsa prima dai medici sul posto e poi dal 118. Nella notte è stata operata all'ospedale di Pescara.

La 25enne veneta è stata portata all'ospedale e subito sottoposta ad una Tac cerebrale che ha evidenziato uno stravaso ematico. Trasferita al reparto di neurochirurgia di Pescara le è stato drenato un ematoma subdurale acuto. Nelle prossime ore l'atleta sarà trasferita nel reparto di rianimazione.

 

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Spoltore, i controlli dei carabinieri portano a due arresti

Fine settimana di controlli per i Carabinieri della Compagnia di Pescara. Nel corso di un servizio a largo raggio svolto sulla città e sul territorio di Spoltore, i militari hanno rafforzato l'ordinario dispositivo per effettuare una serie di controlli volti alla prevenzione e alla repressione di reati. I militari della Stazione di Spoltore hanno arrestato, per il reato di evasione, M. F., 34enne pescarese sorpreso poco dopo le 3 di notte mentre percorreva a piedi via Parigi.

Sottoposto a un controllo, ha provato a giustificarsi riferendo di essere uscito per andare a comprare le sigarette. L'uomo si trovava in regime di arresti per reati contro il patrimonio. Poche ore prima gli stessi militari avevano tratto in arresto E.D.L., 38enne napoletano residente a Spoltore, destinatario di un ordine di carcerazione per scontare una condanna di 6 mesi per furto. Denunciati inoltre 2 extracomunitari sorpresi in centro a cedere dosi di marijuana a giovani.

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Scontro auto-moto a Silvi, due persone ferite

Un uomo e una donna sono rimasti feriti in un incidente stradale tra un'automobile e una moto, avvenuto domenica pomeriggio a Silvi. Ad avere la peggio e' stata una 62enne, trasportata in gravi condizioni all'ospedale di Pescara; l'uomo che viaggiava con lei sulla due ruote, invece, e' stato trasportato ad Atri. L'incidente e' avvenuto sul lungomare, all'altezza dell' incrocio con via Michelangelo. La moto si e' scontrata con l' automobile, che usciva dalla traversa. Molto violento l'impatto. Sul posto, per i soccorsi, il 118, con la Croce Rossa di Silvi e l'ambulanza medicalizzata di Atri. Dei rilievi si occupa la Polizia locale.

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Due coniugi investiti in centro a Pescara

Due coniugi di 66 e 70 anni sono rimasti feriti a Pescara dopo essere stati investiti da un'auto in via Regina Elena, all'angolo con via De Amicis, in pieno centro cittadino. Subito soccorsi, marito e moglie sono stati prima medicati sul posto, poi trasferiti in ospedale con ambulanze del 118 e della Croce Rossa. Le loro condizioni non sarebbero gravi. Sulla dinamica dell'incidente, avvenuto intorno alle 12:30, indagano gli agenti della Polizia Municipale

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Hotel Rigopiano, fiaccolata in omaggio alle vittime

Fiaccolata questo pomeriggio a Rigopiano di Farindola per ricordare e rendere omaggio, a due mesi dalla tragedia, alle 29 vittime della valanga che il 18 gennaio scorso ha travolto l'Hotel Rigopiano, dove si trovavano quaranta persone, fra clienti e dipendenti. Quasi 1500 persone, sindaci e amministratori dei centri colpiti dai lutti insieme ai parenti degli scomparsi, hanno percorso a piedi due chilometri e mezzo fino a giungere a ridosso dei resti dell'albergo crollato e dalle cui macerie furono anche estratte vive dai soccorritori 11 persone. "Siamo qui - ha spiegato il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta - a pregare per le vittime e per essere al fianco dei loro parenti. Quella Vestina e' una comunita' sotto shock ma dobbiamo lavorare per andare avanti e per fare ripartire questa terra; lo facciamo con la condivisione del dolore e stando vicini a chi ha perduto un suo caro".

A Rigopiano di Farindola oggi, anche il vescovo della diocesi Pescara-Penne Monsignor Tommaso Valentinetti: "Ho accolto con grande favore l'invito per stare con i parenti delle vittime e al fianco di questa comunita'. Mi sembrava doveroso essere oggi qui per vivere un momento di fede e speranza, per rimettersi nelle mani di Dio, per chiedere forza e coraggio sapendo che, purtroppo, la natura ha le sue leggi. Dobbiamo avere la forza di avere una fede capace di superare le prove e la morte e' la prova suprema e piu' difficile che l'uomo deve affrontare". Tra i parenti delle vittime, con sindaci e amministratori dei centri colpiti dal lutto, c'era anche Massimiliano Giancaterino, ex sindaco di Farindola, e fratello di Alessandro, cameriere dell'albergo: "A due mesi da quello che e' accaduto il dolore e' ancora grande. La realta' - ha detto - e' che 29 persone sono scomparse in quel posto. Persone che avevano fatto sacrifici e facevano sacrifici quotidiani per lavorare con impegno e generosita'. Quello che e' accaduto a Rigopiano credo che, anche per il numero delle vittime, puo' essere paragonato alla tragedia della Costa Concordia". Piange il papa' di Marinella Colangeli, la 30enne farindolese, responsabile della struttura benessere dell'albergo: "Nel nostro dolore siamo amareggiati perche' siamo stati abbandonati da tutti. Vogliamo che venga fatta giustizia perche' bastava poco per salvare queste 29 persone. Bastava una turbina per liberare la strada. Loro erano pronti per partire e invece nulla". Tra gli organizzatori della fiaccolata c'e' Gianluca Tanda, fratello di Marco, il pilota 25enne della Ryanair originario di Gagliole morto nel crollo dell'albergo con la fidanzata Jessica Tinari, di Lanciano.

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Agguato al direttore della motorizzazione, l’arrestato si avvale della facoltà di non rispondere

Si e' avvalso della facolta' di non rispondere Doriano Mancinelli, il 36enne di Silvi  comparso oggi davanti al gip del Tribunale di Roma per l'interrogatorio di garanzia che si e' svolto per rogatoria, nel carcere di Rebibbia dopo l'arresto a Londra, qualche giorno fa, nell'inchiesta sull'agguato, del giugno scorso, al direttore della Motorizzazione civile di Chieti, Nino Mario Presutti. Nei prossimi giorni l'uomo, accusato di tentato omicidio, sara' probabilmente trasferito nel carcere Castrogno di Teramo. L'agguato a Presutti risale alla mattina dell'8 giugno dello scorso anno ed avvenne a Silvi, dove risiede, poco dopo essere uscito di casa per andare a lavoro. La portiera dell'auto sulla quale viaggiava fu raggiunta da un proiettile esploso da un uomo a bordo di una moto che la Procura di Teramo ritiene fosse Mancinelli. L'arresto di Mancinelli, dopo lunghe indagini, e' stato chiesto dal pm Greta Aloisi.

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Bloccati dalla Stradale con quattromila ricci di mare

Sono stati fermati da una pattuglia della Polizia stradale di Vasto mentre stavano per imboccare l'autostrada A14. Nell'auto dei tre gli agenti hanno trovato quattromila ricci di mare, bombole, erogatori e mute per l'immersione. I tre pescatori sportivi, provenienti dalla Puglia, sono stati sanzionati per pesca di frodo e dovranno pagare 4.000 euro di multa; l'attrezzatura da sub e' stata posta sotto sequestro. I ricci, dopo i controlli di competenza del Servizio veterinario dell'Asl Lanciano Vasto Chieti, sono stati rigettati in mare dal personale dell'Ufficio circondariale marittimo di Vasto.

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