Cronaca

Prostituta minaccia cliente con la siringa per rapinarlo, arrestata

Sale sull'auto di un cliente 73enne, con cui aveva contrattato una prestazione sessuale, ma poco dopo intima all'uomo di fermarsi, e sotto la minaccia di una siringa si fa consegnare il portafogli con 180 euro. Protagonista una 19enne pescarese, M.S., sottoposta agli arresti domiciliari per il reato di rapina aggravata. La misura cautelare, eseguita dal personale della Sezione Antirapina della Squadra Mobile della Questura di Pescara, e' stata emessa dal Gip Gianluca Sarandrea, su richiesta del Pm Barbara Del Bono. La giovane e' stata identificata, come responsabile della rapina compiuta in viale Tiburtina lo scorso 29 maggio, grazie all'esame delle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e grazie anche alle accurate descrizioni fornite dalla vittima.

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Ricorsi al Tar dei finanzieri per il pagamento delle indennita’ di servizi esterni

Sono 1.267 i finanzieri, appartenenti a 46 sezioni aeronavali di 15 regioni, a ricorrere al Tar contro il Comando Generale per l'indennita' per servizi esterni (che ammonta a circa 150 euro mensili): nove ricorsi sono stati gia' depositati, mentre altri 15 stanno per essere depositati in due successive tranche in questi giorni. Il trattamento economico era stato riformato nel maggio 2016 dal generale Saverio Capolupo a pochi giorni dal passaggio di consegne del comando della Guardia di Finanza al generale Giorgio Toschi e dalla sua nomina nel Consiglio di Stato. Nello scorso ottobre in risposta alla diffida a pagare l'indennita' - presentata da oltre mille finanzieri - il Comando Generale della Guardia di Finanza aveva fatto sapere che avrebbe emanato "a breve una apposita circolare" che doveva disciplinare nuovamente la materia "anche in considerazione delle aspirazioni degli interessati". Le regioni dei ricorrenti sono Abruzzo, Molise, Lazio, Puglia, Marche, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Calabria, Sardegna, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Liguria. Tra le disposizioni applicative introdotte dal nuovo Compendio del trattamento economico accessorio che hanno scatenato le rimostranze dei finanzieri c'e' quella di "non considerare esterne le attivita' di servizio eseguite in luoghi di lavoro che pur non facendo parte dell'immobile sede del reparto ne costituiscano pertinenza (ormeggi, garitte e hangar)", pur essendo spesso distanti chilometri dagli uffici di reparto; nel caso specifico risulta contestabile, secondo i militari, in base all'articolo 817 del codice civile, qualificare come pertinenza un'opera autonoma dall'immobile principale e, spesso, di proprieta' di altri soggetti. I finanzieri contestano, tra gli altri requisiti richiesti dal nuovo Compendio, l'esclusione dell'indennita' per l'esecuzione di servizi "aventi natura sporadica o occasionale" come ad esempio la manutenzione periodica dei mezzi (riparazione, carenaggio presso cantieri navali), eseguiti tutti 'a cielo aperto' con qualsiasi condizione meteo giornaliera; il fatto di considerare "il naviglio o i velivoli ricompresi tra le 'sedi esterne' solo durante i periodi di navigazione', escludendo quindi tutta una serie di servizi a bordo (Comandata, Pronti a muovere, approntamento e riassetto dell'unita') necessaria a preparare il mezzo per essere operativo; quest'ultima circostanza puo' incidere anche sul mancato riconoscimento dell'indennita', considerando la necessita' di un servizio della durata minima non inferiore a tre ore continuative. 

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Crollo hotel Rigopiano, la difesa del sindaco fa ricorso per avere lo spostamento a L’Aquila

I legali del sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e del tecnico comunale Enrico Colangeli, indagati insieme ad altre quattro persone, per disastro colposo plurimo, lesioni plurime e omissione dolose di cautele contro infortuni sul lavoro, nell'ambito dell'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano, hanno presentato ricorso alla Procura generale contro la decisione del procuratore di Pescara Gennaro Varone e del pm Andrea Papalia, che hanno respinto la loro istanza di trasferire l'inchiesta da Pescara a L'Aquila. Gli avvocati Cristiana Valentini, Goffredo Tatozzi e Massimo Manieri, che assistono Lacchetta, Colangeli e il Comune di Farindola, contestano il perno delle motivazioni della Procura pescarese, secondo la quale "non essendo mai stati ipotizzati e non apparendo in alcun modo ipotizzabili i delitti di disastro valanghivo o di crollo di edificio nella forma dolosa, il delitto piu' grave va individuato in quello, posto in essere nel circondario pescarese, di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro". I tre legali elencano una serie di motivazioni strettamente tecniche, sulla base delle quali "deve ritenersi che non risulti sostenibile, in diritto, l'ipotesi di omissione dolosa di cautele antinfortunistiche ventilata dalla Procura di Pescara" e affermano che "risulta in realta' impensabile non sottoporre ad apposita indagine l'ipotesi di disastro doloso, a carico di organi regionali, e cio' tanto piu' alla luce delle acquisizioni investigative maturate in epoca successiva al deposito della denuncia". A giudizio degli avvocati di Lacchetta e Colangeli, infatti, sussiste una responsabilita' dolosa da parte di chi, negli uffici aquilani della Regione, non ha redatto, nonostante una legge e una delibera di giunta lo imponessero, la Carta di localizzazione dei pericoli valanghivi. "L'ipotesi delittuosa del disastro nasce da una constatazione assolutamente piana, fattibile da qualsivoglia esperto si voglia consultare in materia - rimarcano Valentini, Tatozzi e Manieri -. Non e' pensabile prevenzione, cautela o vincolo urbanistico in area montuosa, in assenza della Carta di Localizzazione di Pericoli da Valanga, obbligatoria ex lege regionale 47/92, in Abruzzo come nelle altre sette regioni valanghive italiane"

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Crollo hotel Rigopiano, ascoltato in Procura il dirigente della Regione Abruzzo

E' stato ascoltato questa mattina, in Procura a Pescara, il funzionario della Regione Abruzzo Antonio Iovino, nell'ambito dell'indagine sul disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola. Dirigente del servizio di programmazione attivita' della Protezione Civile, Iovino e' stato ascoltato per circa un'ora dal pm Andrea Papalia, alla presenza dei legali Cristiana Valentini, Goffredo Tatozzi e Massimo Manieri, che assistono il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e il tecnico comunale Enrico Colangeli, due dei sei indagati. Sono stati i tre avvocati a chiedere l'audizione di Iovino, che all'epoca dei fatti era il superiore di Sabatino Belmaggio, a quel tempo responsabile dell'Ufficio Rischio Neve e Valanghe, interrogato nel maggio scorso. Questa mattina si e' parlato della mancata realizzazione, da parte della Protezione Civile, della Carta di Localizzazione dei Pericoli da Valanga, resa obbligatoria da una legge regionale. Iovino ha spiegato di non ricordare nulla in proposito, mentre Belmaggio nel corso della sua audizione aveva sostanzialmente spiegato che non c'erano risorse per la realizzazione della carta. Gli avvocati Valentini, Tatozzi e Manieri, nell'istanza presentata alla Procura Generale contro il rigetto della richiesta di trasferimento dell'inchiesta da Pescara a L'Aquila, hanno messo in luce quelle che considerano alcune contraddizioni nelle parole di Belmaggio, il quale davanti al pm aveva parlato della necessita' di una cifra tra i 10 e i 70 milioni di euro per realizzare la Clpv, "quando lui stesso ha individuato in complessivi 1.300.000 euro, nella determina poi sottoposta alla Giunta a febbraio, il costo per la realizzazione della carta". A giudizio dei tre legali, "la verita' sta nel fatto che la Regione ha voluto risparmiare sulla prevenzione".

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Inchiesta concorsi Arta, Pagnanelli: ‘incongruenze nel bando’

 Il presidente del Consiglio comunale di Pescara Franceso Pagnanelli e' stato ascoltato oggi, in qualita' di testimone, dal Tribunale collegiale di Pescara presieduto dal giudice Carmine Di Fulvio, nell'ambito del processo su un concorso da perito elettronico all'Arta (Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente) e sulla gara di affidamento del servizio di patrocinio legale dell'Ente. La vicenda e' frutto di un'inchiesta del 2012, venuta alla luce grazie alle rivelazioni della funzionaria dell'Arta Monica Ruscitti. Pagnanelli, che e' anche avvocato, e' stato citato dalla difesa di uno degli imputati, avendo partecipato alla gara per l'affidamento del servizio di patrocinio legale dell'ente.

"Nel 2011 partecipai al bando in quanto ritenevo di essere in possesso dei requisiti richiesti, tra i quali figurava ad esempio quello di avere sostenuto un certo numero di procedimenti amministrativi - spiega il presidente del Consiglio comunale pescarese -. In seguito mi contatto' un collega che aveva partecipato all'apertura delle buste, grazie al quale scoprii di non essere in linea con i requisiti, a causa di una piccola incongruenza nel bando, in quanto da una parte si richiedeva di essere avvocati da almeno cinque anni e dall'altra si chiedeva di essere cassazionisti, un requisito per il quale occorrono 12 anni di esperienza. Subito dopo essermi reso conto della cosa - aggiunge Pagnanelli - ritirai la mia candidatura".

Nel procedimento sono imputati Antonio Fernandez, ex direttore dell'Arta; Pierluigi Tenaglia, presidente uscente dell'ordine degli avvocati di Chieti; Angela Del Vecchio, ex direttore del distretto provinciale Arta di Pescara; Nicola Colonna, membro della commissione di concorso; Pietro Domenico Pellegrini, candidato precario, che secondo l'accusa sarebbe stato il "beneficiario consapevole del concorso truccato" da perito elettronico; Ernesto D' Onofrio, ex dipendente dell'Arta. In mattinata sono stati ascoltati altri testimoni delle difese, tra i quali la persona che ha partecipato alla verbalizzazione della gara per il patrocinio legale dell'Arta, che ha confermato l'incongruenza rilevata da Pagnanelli. Inoltre sono stati ascoltati diversi esperti di enti pubblici di altre regioni, che hanno parlato di Colonna come di "uno dei massimi esperti di campi elettro-magnetici su elettrodotti". Infine sono stati ascoltati alcuni dipendenti ed ex dipendenti dell'Arta, che avevano collaborato con Pellegrini quando questi lavorava da precario all'interno dell'ente. Il giudice infine ha fissato all'11 dicembre l'esame degli ultimi testimoni e degli imputati e al 16 gennaio la discussione finale. 

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Intesa per collaborare nella tutela dell’Orso bruno marsicano

Accordo Parco Nazionale D'Abruzzo, Lazio e Molise e Associazione "Salviamo l'Orso" per collaborare nella tutela dell'Orso bruno marsicano. Con l'intesa, valida un anno e prorogabile, l'Associazione Salviamo l'orso si e' resa disponibile a collaborare nel monitoraggio, nel contrasto al randagismo canino, nella messa in opera e manutenzione delle recinzioni elettrificate ed anche nella raccolta della frutta presente nei centri abitati nonche' nell'informazione e sensibilizzazione di residenti e turisti sulla gestione degli orsi confidenti. Attivita' prevalente nei territori di Scanno e Villalago dove, da anni, e' presente l'orsa Gemma; tra gli obiettivi, migliorare la prevenzione dei danni. La partnership con l'Associazione punta a sperimentare la collaborazione con una onlus che della conservazione dell'orso bruno marsicano ha fatto la sua ragione di esistere, con l'obiettivo di un maggior coinvolgimento di soggetti non istituzionali.

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Operativa da luglio la convenzione Regione-Vigili del Fuoco per la lotta agli incendi

Operativa dal primo luglio la Convenzione Regione-Vigili del Fuoco per la lotta agli incendi boschivi. I Vigili hanno ereditato i compiti del soppresso Corpo Forestale dello Stato. Le modalita' sono state illustrate dal sottosegretario alla Giunta Regionale Mario Mazzocca e dal Direttore del Dipartimento Opere Pubbliche, Ambiente e Protezione Civile Emidio Primavera. "Con il Dl 177 e la norma che ha soppresso il Corpo Forestale dello Stato e l'assorbimento nell'Arma dei Carabinieri - hanno spiegato Mazzocca e Primavera - non potremo piu' avere dal punto di vista regionale una convenzione per lo spegnimento degli incendi boschivi anche con il Cfs, oltre che con i vigili del fuoco. Quest'anno invece ci saranno solo i vigili del fuoco a cui abbiamo chiesto di supplire anche per la parte mancante del Cfs, ma non sara' facile perche' con i mezzi (due elicotteri) e le risorse umane a disposizione non riescono a supplire a questa mancanza. Abbiamo comunque gia' finito di stilare la Convenzione, operativa dal 1 luglio, che - hanno spiegato Mazzocca e Primavera - prevede l'attivita' degli anni scorsi, anche con la fornitura di Dos (Direttore delle operazioni di spegnimento)". Sulla contrazione dei fondi a disposizione Mazzocca ha aggiunto: "E' un problema crediamo Comune a tutte le Regioni e che vede anche quest'anno una diminuzione di fondi a disposizione. Per questa estate avremo circa 600mila euro. Abbiamo anche dovuto trovare fondi da altri capitoli di spesa che abbiamo trasferito sull'antincendio boschivo perche' era urgente farlo. Di questi fondi, 460mila euro andranno a coprire la Convenzione con i vigili del fuoco. Parliamo di fondi che obiettivamente - ha concluso - non possono bastare"

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Acqua del Gran Sasso, la Corte dei conti apre un fascicolo

La Corte dei Conti d'Abruzzo avrebbe aperto un fascicolo sugli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, con un decreto di richiesta di informazione agli enti interessati sulle loro attivita'. Lo rendono noto la Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa) e il Forum H2O ricordando che gia' ad aprile scorso avevano inviato alla Corte un esposto "per i fatti relativi al periodo agosto-dicembre 2016, per la contaminazione da diclorometano e cloroformio". "Nell'esposto si faceva riferimento anche alle enormi cifre spese nel passato dal Commissario governativo, con interventi che evidentemente si sono rivelati parziali e/o inefficaci. I successivi fatti di maggio 2017 hanno confermato le preoccupazioni", dicono le associazioni.

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Rubano auto sul lungomare a Pescara, denunciati due sedicenni

Trovano un'automobile parcheggiata con le chiavi nel quadro sul lungomare e decidono di rubarla, ma nel giro di pochi minuti vengono rintracciati e bloccati: protagonisti dell'episodio, avvenuto in tarda mattinata a Pescara, sono due sedicenni, denunciati per furto aggravato in concorso. Intorno alle 13 una persona ha segnalato al 113 il furto della sua automobile, parcheggiata di fronte a uno stabilimento balneare. La Polizia ha subito avviato le ricerche e pochi minuti dopo una pattuglia del Reparto prevenzione crimine Abruzzo e' riuscita a intercettare e bloccare il veicolo. Il conducente e' stato fermato, mentre il passeggero si e' dato alla fuga. A poca distanza, pero', un'altra pattuglia ha bloccato anche il giovane che era riuscito a scappare. Dagli accertamenti e' emersa cosi' l'eta' dei giovani, entrambi del posto e incensurati. Il ragazzino che era alla guida dell'auto e' stato anche trovato in possesso di un coltello da cucina, sottoposto a sequestro. I due sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila e affidati ai genitori. Il ragazzo in possesso del coltello deve rispondere anche di porto di oggetti atti ad offendere. L'automobile e' stata riconsegnata al proprietario.

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