E' stato siglato un protocollo d'intesa tra Anpal e Regione Abruzzo, per condividere un modello di governance delle politiche attive del lavoro, nel rispetto delle reciproche competenze. L'accordo, firmato dal presidente Anpal Maurizio Del Conte e dall'assessore Lavoro e Formazione Andrea Gerosolimo, ha come obiettivo quello di ampliare il raggio della sperimentazione dell'Assegno di Ricollocazione (AdR) in Abruzzo, sia coinvolgendo una platea piu' estesa di disoccupati sia incrementando il ventaglio delle politiche attive disponibili. Grazie alla sinergia con Anpal, la Regione Abruzzo intende implementare, in linea con quanto previsto nel Patto per lo sviluppo con le parti sociali del luglio 2016, la misura denominata AdR-Plus, mutuando e integrando metodologie, strumenti e modalita' realizzative dell'Assegno di ricollocazione. "L'intesa di oggi - spiega l'assessore Gerosolimo - eleva l'Abruzzo a laboratorio nazionale per la sperimentazione dell'assegno di ricollocazione. In Abruzzo, insomma, ci saranno piu' disoccupati che avranno modo di fruire di piu' strumenti per rientrare nel mondo del lavoro". "L'intesa - afferma Del Conte - e' un passo importante nella cooperazione tra Stato e Regioni sulle politiche attive del lavoro, che aiuta a massimizzare l'efficacia e l'efficienza degli interventi messi in campo". In questo senso, la Regione ha gia' predisposto un finanziamento aggiuntivo, rispetto alle risorse previste per l' AdR, pari a oltre 7 milioni di euro del Fondo sociale europeo. In questa fase sperimentale il campione dei beneficiari dell'Assegno di Ricollocazione, che in Abruzzo e' pari a quasi 1.500 persone, verra' esteso ai lavoratori in mobilita' e ai disoccupati over 30. Anpal mettera' a disposizione il sistema di profilazione dei beneficiari, i costi standard definiti a livello nazionale e gli strumenti e le funzionalita' del sistema informativo. Inoltre la Regione potra' avvalersi del supporto di Anpal Servizi.
Leggi Tutto »Glm Srl acquisisce il capitale residuo della Glm-Fisher Mexico
GLM Srl, societa' abruzzese con sede a Castellalto, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di componenti metallici e accessori per il comparto automotive, in particolare di supporti per impianti di scarico, partecipata da Star Capital SGR, ha completato un importante add-on perfezionando l'acquisto del 50% residuo del capitale sociale di GLM-Fischer Mexico, societa' produttiva operante nel medesimo settore della capogruppo, con sede in Messico, portando la partecipazione detenuta al 100%. L'operazione consentira' a GLM di consolidare la sua leadership in mercati in fase di forte sviluppo, quali Messico e Stati Uniti. GLM opera con le maggiori case automobilistiche del mondo e negli ultimi anni ha messo a segno un trend di crescita costante chiudendo il 2016 con un monte ricavi pari a 60 milioni di euro (58,4 milioni nel 2015), un Ebitda pari a 7,5 milioni e con oltre 400 dipendenti.
Leggi Tutto »Approvata dalla Commissione Europea la vendita delle tre good bank a Ubi
*Commissione Ue approva vendita di tre banche "ponte" a Ubi Banca Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti Bruxelles, 2 mag. (askanews) - La Commissione europea ha approvato oggi, in applicazione delle regole Ue sugli aiuti di Stato, la vendita a Ubi Banca delle tre banche "ponte" Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti. Le tre banche ponte erano state create nel novembre 2015, quando furono messi in risoluzione i tre istituti di credito da cui sono derivate (Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti). L'Esecutivo Ue ha esaminato il piano di Ubi Banca per la piena integrazione nel proprio gruppo delle tre banche ponte, oggi in perdita, con l'obiettivo di farle ritornare sostenibili. Il piano eviterà distorsioni indebite della concorrenza, osserva la Commissione in una nota. "La Commissione ha concluso - si legge nella nota - che il processo di vendita delle tre banche ponte condotto dalle autorità italiane è stato aperto e competitivo e ha selezionato l'offerta migliore". L'acquisto da parte di Ubi Banca dipendeva dalla vendita a soggetti terzi dei crediti deteriorati detenuti dalle tre banche ponte. In questo quadro, il fondo di risoluzione ha iniettato capitale aggiuntivo per 810 milioni di euro nelle tre banche ponte e ha fornito una serie di garanzie per i rischi connessi agli istituti acquisiti. La Commissione ha concluso che le misure prese sono in linea con le regole Ue sugli aiuti di Stato.
Leggi Tutto »Quote rosa nei Cda delle aziende pubbliche, il Sud è indietro
A tre anni dall'entrata in vigore della legge sull'equilibrio di genere, datata 2013, le donne rappresentano più di un quarto dei componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società pubbliche non quotate, ma la quota rosa del 30% c'è al Nord, al Sud invece è ferma al 15%. E' quanto emerge dal 'Rapporto sull'attività di controllo parlamentare 2016', appena pubblicato dalla Camera dei deputati, relativo allo scorso anno. Un dato generale che fa, comunque, registrare "da aprile 2014 a febbraio 2016 un incremento di otto punti percentuali, da 17.5 a 25.7, grazie all'accesso di circa 900 nuovi componenti di genere femminile negli organi collegiali". Lo studio della Camera, che riporta i dati elaborati dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, si riferisce a un campione parziale delle società a partecipazione pubblica. In totale 173 società, tra quelle di primo livello partecipate dalle amministrazioni centrali, e quelle di secondo livello nelle quali le società capofila detengono una quota di partecipazione superiore o uguale al 30% del capitale.
Dalle informazioni disponibili al 31 dicembre 2016, risulta che 85 società abbiano effettuato il primo rinnovo degli amministratori in scadenza con organi non monocratici dopo l'entrata in vigore della normativa sulle 'quote di genere'; di queste, 77 società (pari al 90,5%) hanno rispettato la percentuale minima di genere nella composizione degli organi amministrativi prevista per il primo rinnovo, pari ad almeno un quinto dei componenti. Secondo il rapporto "ulteriori 47 società hanno effettuato il secondo rinnovo dopo l'entrata in vigore della normativa sulle 'quote di genere', di queste, 42 società (pari all'89,3%) hanno rispettato la percentuale prevista per il secondo rinnovo, pari ad almeno un terzo dei componenti". La distribuzione geografica della presenza femminile negli organi sociali delle società sottoposte a monitoraggio evidenzia notevoli differenze regionali, con valori particolarmente elevati nel Nord dell'Italia, dove la percentuale di donne negli organi collegiali si avvicina o raggiunge il 30% in diverse regioni (come in Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta).
Nel Sud dell'Italia le donne non raggiungono la soglia del 15% dei componenti degli organi collegiali sia in Basilicata (13,2%) che in Calabria (14,9%) e, in generale, non raggiungono il 20%, fatta eccezione per l'Abruzzo, in cui la percentuale si attesta al 24,8%. Dai dati in possesso del Dipartimento per le pari opportunità relativi alle nomine negli organi delle società non quotate nei mercati regolamentati controllate dalle pubbliche amministrazioni, nell'ultimo biennio si osserva una non trascurabile tendenza incrementale di nomine di amministratori unici
Leggi Tutto »Nato il gruppo di lavoro per intercettare le risorse europee per la cultura
Un gruppo di lavoro interistituzionale, nato dalla sinergia tra Consiglio e Giunta regionale, con l'obiettivo di supportare le associazioni e gli enti culturali nella conoscenza e nell'utilizzo di fondi europei: e' Eurocultura Abruzzo, il nuovo progetto presentato questa mattina a PESCARA, nella sede della Regione, dal Consigliere con delega alla Cultura, Luciano Monticelli e dal direttore del Dipartimento della Presidenza e Rapporti con l'Europa, Vincenzo Rivera. Con loro, a spiegare le finalita' e il programma di attivita', il dirigente del Servizio Beni e Attivita' Culturali, Francesco Tentarelli, la dirigente del Servizio di Cooperazione Territoriale Ipa Adriatic, Paola Di Salvatore, e il dirigente del Servizio Affari Istituzionali del Consiglio regionale Giovanni Giardino. "Abbiamo pensato di creare questa innovativa struttura - ha spiegato Monticelli - con l'intento di fornire un aiuto concreto agli operatori culturali nella ricerca delle risorse e dei finanziamenti europei, un ambito per molti ancora sconosciuto e inesplorato. Con questo progetto, inoltre, intendiamo risaldare i rapporti e le relazioni della Macroregione adriatica su un segmento cruciale quale quello della cultura. Siamo consapevoli che si tratta di una grande sfida che accogliamo con entusiasmo, certi di poter dare un contributo importante ad un settore che costituisce parte integrante del profilo identitario della nostra regione". Tra le prime attivita' in programma, la pubblicazione di due bandi dedicati al cinema e la costituzione di una piattaforma informatica che, come ha sottolineato il direttore Rivera "costituira' un punto di riferimento per lo scambio delle informazioni tra la Regione e gli enti culturali. A questo primo step pensiamo di far seguire anche l'apertura di un front office".
Leggi Tutto »Football City Program, le eccellenze d’Abruzzo in Cina
Realizzare in Cina, nella provincia del Fujian, un progetto innovativo nel quale il know-how italiano si ponga al servizio della domanda cinese per favorire l'accesso della cultura calcistica e delle eccellenze del Made in Italy: e' l'obiettivo del Football City Program, format ideato da Proger Spa, multinazionale di ingegneria civile, che intende riunire la migliore offerta nei settori moda, enogastronomia, design, cultura, commercio e servizi. Il progetto e' stato ideato insieme alla Camera di Commercio diPescara e al Pescara Calcio grazie ad accordi stretti con partner e istituzioni cinesi. "E' un intervento coerente con le linee guida del grande piano strategico trentennale annunciato dal governo cinese, volto a trasformare in una potenza calcistica un Paese in cui il fenomeno calcio sta crescendo in modo esponenziale - ha spiegato in conferenza stampa l'amministratore delegato di Proger, Umberto Sgambati - Allo stesso tempo stesso il Football City Program e' perfettamente in linea con il Programma OBOR (One Belt, One Road) attraverso il quale il governo cinese intende rafforzare i legami commerciali tra i territori collegati dalla Silk Road, la Via della Seta che da circa otto secoli unisce l'Italia alla Cina".
Leggi Tutto »Più di 3.200 i soci della Bcc di Cappelle sul Tavo chiamati in assemblea
Sono più di 3.200 i soci chiamati a partecipare all’assemblea della Bcc Abruzzese di Cappelle sul Tavo che si terrà lunedì Primo Maggio, alle ore 10.30, nel Grand Hotel Adriatico di Montesilvano, in via Carlo Maresca 10.
Durante l’assemblea verranno trattati alcuni punti focali per il destino della banca e di tutte le altre Bcc: uno di questi è un’informativa sulla riforma del Credito cooperativo e i progetti di costituzione dei Gruppi bancari; l’altro punto all’ordine del giorno, la riduzione del numero delle deleghe da tre a una nell’ambito delle assemblee ordinarie, al fine di consentire una partecipazione più consapevole alle decisioni assembleari che sono la vita dell’istituto.
“L’assemblea del Primo Maggio è un momento di importanza straordinaria per reinterpretare il sistema di relazioni fra la banca e i propri soci”, afferma il presidente Michele Borgia, “al fine di incentivare la partecipazione agli eventi assembleari da parte dei soci, si propone di ridurre ad uno il numero delle deleghe che si possono ricevere in rappresentanza di altri soci. Si vuole in tal modo aumentare il livello di consapevolezza partecipata, indispensabile in questo momento di scelte epocali”.
Durante l’assemblea, i soci saranno chiamati a discutere e deliberare su un ricco ordine del giorno: bilancio sociale e di missione; bilancio d’esercizio 2016, anche quest’anno positivo con quasi 600 mila euro di utili; politiche di remunerazione; determinazione dell’ammontare massimo delle posizioni di rischio che possono essere assunte nei confronti dei soci, dei clienti e degli esponenti aziendali.
Leggi Tutto »A Bolzano gli stipendi più alti, nel Mezzogiorno la prima città è L’Aquila
Con 1.476 euro mensili e' Bolzano la provincia che, oltre ad avere il tasso di disoccupazione piu' basso, detiene il primato degli stipendi medi piu' alti fra gli occupati alle dipendenze. Seguono Varese (1.471€), Monza e Brianza (1.456€), Como (1.449€), Verbano Cusio Ossola (1.434€), Bologna (1.424€) e Lodi (1.423€). Si tratta di retribuzioni piu' alte rispetto alla media nazionale (1.315€) e, per la meta' delle province italiane, si riferiscono alle citta' del Nord Italia. La prima provincia del Mezzogiorno con la retribuzione media piu' elevata e' solo al 55° posto della classifica dove si colloca L'Aquila con 1.282 euro. Quella, invece, con gli stipendi piu' bassi e' Ascoli Piceno: 925 euro. È questa la fotografia scattata dall'Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro per il 2016 all'interno della seconda edizione del rapporto "Le dinamiche del mercato del lavoro nelle province italiane", presentato a Napoli durante la giornata di chiusura del 9° Congresso Nazionale di Categoria. Quanto allo squilibrio tra tasso d'occupazione maschile e femminile, quest'ultimo e' strettamente correlato allo sbilanciamento nella suddivisione del carico familiare tra donne e uomini. Nonostante la differenziata presenza sul territorio nazionale di strutture dedite ai servizi per l'infanzia, spesso non e' conveniente per le mamme lavorare, perche' il costo dei servizi sostitutivi per la cura dei bambini e per il lavoro domestico e' decisamente elevato. Il tasso d'occupazione femminile piu' alto si osserva nella provincia di Bologna dove due terzi delle donne sono occupate (66,5%), mentre quello piu' basso si registra a BarlettaAndria-Trani dove lavorano meno di un quarto delle donne (24,1%). Tassi d'occupazione femminile superiori al 63% si registrano anche in altre 3 province tra le quali Bolzano (66,4%), Arezzo (64,4%) e Forli'-Cesena (63,3%), mentre solo un quarto della popolazione femminile lavora a Napoli (25,5%), Foggia (25,6%) ed Agrigento (25,9%). Il tasso di occupazione maschile e', ovviamente, piu' elevato: la provincia di Bolzano si colloca al vertice della classifica con piu' di tre quarti degli uomini occupati (78,9%), mentre a Reggio Calabria lavora meno della meta' della popolazione maschile (44,5%), seguita da Vibo Valentia (48,1%), Palermo (48,8%) e Caserta (49,9%). La ricerca, nell'analizzare a fondo i dati sull'occupazione e sulla disoccupazione, fornisce un'analisi molto dettagliata anche sul fenomeno dei Neet: i giovani con un'eta' compresa fra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione. Nel 2016 erano 2,2 milioni di unita' (1,1 milione di donne e 1 milione di uomini) in diminuzione rispetto al 2015 di 135 mila unita' (-5,7%), come risultante della flessione sia delle donne che si trovano in questa condizione (-49 mila unita', pari a -4%) sia degli uomini (-86 mila unita', pari a -7,6%). La riduzione maggiore si registra nelle regioni del Nord (8,4%), rispetto a quelle del Centro (-5,9%) e del Mezzogiorno (-4,2%). Il tasso di Neet nel 2016 (24,2%) diminuisce di quasi un punto percentuale rispetto al 2015 (25,5%): il valore di questo indicatore nel Sud (34,0%) e' superiore di 13 punti percentuali rispetto a quello del Centro (30,3%) e di 17 punti rispetto a quello del Nord (16,8%). Il tasso di Neet piu' elevato nel 2016 si registra nella provincia di Medio Campidano (46,2%) e quello piu' basso in quella di Bolzano (9,5%), con una differenza di oltre 36 punti percentuali. Il tasso di Neet e' superiore al 40% nelle province di Cosenza (41,5%), Palermo (41,3%) e Catania (40%). Valori elevati di questo indicatore si osservano anche a Napoli (37,6%), al 10° posto fra le province con il tasso di Neet piu' elevato
Il rapporto analizza, tra le altre cose, il mercato del lavoro anche attraverso un "indice sintetico di efficienza e di innovazione (Labour market efficiency and innovation index)" e stila una graduatoria delle province italiane in base al loro livello di competitivita' occupazionale, derivato da cinque indicatori che meglio rappresentano e spiegano la capacita' del tessuto economico e sociale di produrre maggiore e migliore occupazione. Al primo posto si colloca Bologna, che cresce di una posizione rispetto al 2015 pur non primeggiando in nessuno dei 5 indicatori; segue Milano, che occupava la prima posizione nel 2015 e che presenta la quota piu' alta di occupati che esercitano professioni altamente qualificate. Valori elevati anche nelle altre province lombarde: Lecco (3° posto), Monza e Brianza (4° posto), Lodi (9° posto), Como (10° posto), Pavia (11° posto), Cremona (18° posto) e Varese (20° posto). Il gruppo con le peggiori performance (dall'89° al 110° posto) vede 5 province del Sud Italia: Agrigento, Barletta-Andria-Trani, Crotone, Medio Campidano e Caltanissetta. La provincia di Barletta-Andria-Trani (con il piu' elevato gender gap nell'occupazione) e' una delle cinque province pugliesi con i valori peggiori dell'indice, insieme a Foggia, Taranto, Lecce e Brindisi. Nel gruppo anche tutte le province calabresi e due capoluoghi regionali: Napoli al 97° posto e Palermo al 100° posto (in compagnia della maggioranza delle province siciliane).
Leggi Tutto »In Gazzetta Carife a Bper, Banca Etruria e Marche a Ubi
La Gazzetta Ufficiale odierna pubblica i comunicati della Banca d'Italia con la cessione delle partecipazioni di Nuova Banca delle Marche spa, Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio spa e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti spa a Ubi Banca spa. Pubblicato anche il comunicato con la cessione di Nuova Cassa di risparmio di Ferrara spa a Bper Banca spa
Leggi Tutto »Abruzzo, credito in flessione di 223 milioni rispetto al trimestre precedente
Se da un lato il risparmio delle famiglie abruzzesi e i depositi in banca aumentano senza sosta, dall'altro gli istituti erogano sempre meno credito verso il sistema produttivo, a meno che non si paghino tassi di interesse stellari. Emerge dallo studio realizzato dal ricercatore Aldo Ronci per la Cna Abruzzo, relativo al quarto trimestre dello scorso anno. L'indagine e' stata presentata a Pescara, presenti presidente e direttore della confederazione artigiana, Italo Lupo e Graziano Di Costanzo. Tra ottobre e dicembre, secondo dati Bankitalia, il credito erogato ha subito una flessione di 223 milioni rispetto al trimestre precedente: 23 miliardi e 131 milioni, contro 23 miliardi e 354 milioni, con un valore percentuale (0,95%) superiore allo 0,38% nazionale. A fare le spese del taglio e' stato il mondo delle imprese, che ha subito una sforbiciata di 228 milioni, suddivisi tra i 220 in meno a societa' non finanziarie e otto a micro imprese; il contrario di quanto accaduto alle 'famiglie consumatrici', in attivo di 5 milioni. Sul piano territoriale, rileva l'indagine, i tagli non sono stati affatto omogenei nelle quattro province abruzzesi. A fronte del picco registrato a Teramo (-88 milioni, 3,87% in meno), le altre aree hanno subito cadute piu' lievi, come Chieti (-57), L'Aquila (-51) e PESCARA (-32). A livello settoriale, il comparto che ha subito i tagli piu' robusti e' quello delle costruzioni (-163), seguito dall'industria manifatturiera (-93), con l'area dell'abbigliamento particolarmente penalizzata (-47). In controtendenza la produzione di mezzi di trasporto (+27) e, soprattutto, l'area immobiliare (+79). Analizzando i dati emerge che, nonostante il taglio del credito alle imprese, la tendenza al risparmio continua a crescere in tutto l'Abruzzo, di trimestre in trimestre: i depositi e il risparmio postale, sempre nel quarto trimestre 2016, hanno segnato un incremento di 381 milioni (+1,5%), con il Chietino in testa (+184). Marcato il rapporto tra credito erogato e 'sofferenze', ovvero i crediti non piu' esigibili dalle banche, che crescono a vista d'occhio e in progressione geometrica: 50 milioni, con un aumento dell'1,26% (in Italia 2,1%). Un "andamento abnorme (17,24% nel rapporto con il credito erogato, 12,37% in Italia) che fa schizzare alle stelle i tassi di interesse praticati sulle cosiddette 'operazioni a revoca': in Abruzzo e' salito all'8,08%, a fronte del 4,94% nazionale, e dunque con uno spread enorme, pari a 3,14 punti percentuali". Tra le cause dei tagli al credito, secondo Ronci, anche il fatto che "le piccole banche abruzzesi non esistono piu': sono tutte non abruzzesi e, quindi, meno sensibili alle peculiarita' territoriali. Una situazione che ha comportato un decremento del credito erogato delle piccole banche di 95 milioni, in controtendenza con il sostegno assicurato nel passato". "Mai come in questo momento di difficolta' delle imprese - dice Italo Lupo lanciando un appello alla Regione - occorrerebbe immettere nel circuito economico risorse pubbliche, soprattutto quelle derivanti da bandi europei. Capitolo sul quale, purtroppo, l'Abruzzo certo non brilla attualmente per celerita'". Al sistema bancario Graziano Di Costanzo chiede di "cambiare registro per dar vita a una nuova alleanza con il mondo delle piccole e micro imprese per riaprire i cordoni della borsa. La restrizione del credito al sistema produttivo non ha impedito la crescita delle sofferenze e dei crediti non riscossi - osserva - Nello stesso tempo occorre utilizzare al meglio tutti gli strumenti esistenti, legislativi e non, come la legge Bassanini o il Fondo centrale di garanzia, per accrescere e favorire, anche attraverso il ruolo dei confidi, l'aumento del credito alle attivita' produttive".
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