Politica

L’UDC chiede a Regione rifinanziare progetto coast to coast

Wifi free sulle spiagge abruzzesi: a richiedere un finanziamento per la riattivazione dei servizio è il Comitato Regionale dell'Udc, con una nota indirizzata al servizio Politiche Turistiche, Demanio Marittimo e Sostegno alle Imprese della Regione Abruzzo ed all'assessore regionale al Turismo Giovanni Lolli.

“Da quest’anno purtroppo le spiagge di tutta la costa abruzzese, non potranno più beneficiare del servizio WiFi free, poiché è terminato il progetto Coast to Coast, attivato dalla Regione Abruzzo nel 2013 e grazie al quale per tre anni gran parte della costa ha potuto beneficiare della connettività internet gratuita – spiega il segretario regionale Udc, Enrico Di Giuseppantonio-Non avere un servizio del genere sulle nostre spiagge è davvero un peccato, perché i turisti e tutti i frequentatori del nostro mare lo avevano particolarmente apprezzato”. Il progetto Coast to Coast infatti era stato attivato dalla Regione Abruzzo nel 2013 con una durata di 3 anni e con il preciso obiettivo di servire tutta la costa abruzzese del WiFi gratuito, cosa che ha avuto un ottimo riscontro fra tutti i turisti ed i frequentatori delle spiagge. “I sindaci dei comuni costieri chiedono di ripristinare la connettività internet gratuita sulle spiagge -aggiunge Di Giuseppantonio, che è anche sindaco di Fossacesia – ma ci vogliono soldi che i comuni, specialmente quelli più piccoli, non hanno ed è per questa ragione che l'Udc chiede alla Regione Abruzzo di prorogare il finanziamento per riattivare la navigazione gratis. Fare turismo significa innanzitutto dare servizi ed in un’epoca come questa il WiFi free è diventato fondamentale per i comuni da Martinsicuro a San Salvo, che durante l’estate triplicano la loro popolazione proprio grazie al turismo del mare”.

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Centri sociali, Parlione: in arrivo sedi più adatte alle esigenze degli anziani

Novità per gli anziani di Montesilvano. La Giunta Maragno ha individuato due nuove sedi che ospiteranno altrettanti centri sociali per anziani.

«Con la volontà di offrire servizi migliori, valorizzare questa importante risorsa della popolazione di Montesilvano, custode di tradizioni e storie della nostra città, e fornire loro luoghi di aggregazione confortevoli e adeguati alle loro esigenze abbiamo deciso di operare un intervento di ammodernamento delle sedi che fino ad oggi hanno ospitato i centri sociali per anziani di Montesilvano». Lo dichiara l’assessore alle Politiche della Terza Età, Maria Rosaria Parlione che specifica: «I centri sociali attivi in città sono 4 e resteranno 4. Nei mesi scorsi abbiamo però effettuato una serie di sopralluoghi per verificare le condizioni delle sedi, ascoltando le opinioni e le esigenze dei loro fruitori. Abbiamo valutato l’opportunità di individuare immobili alternativi, in particolare per ciò che riguarda le sedi di Santa Filomena e della zona centrale, lasciando invece invariate quelle del Colle e di via Napoli. Abbiamo quindi emanato un avviso pubblico per individuare locali più consoni. Alla luce dei requisiti delle nuove sedi, sentito anche il parere degli anziani coinvolti in questo progetto, abbiamo scelto due nuovi edifici».

Nello specifico il centro sociale del quartiere Santa Filomena ad oggi ospitato in un immobile di via Lago di Bomba, dal 1 gennaio 2018 verrà trasferito in via Marrone. Quello del centro di via Antonelli verrà invece trasferito in una sede di via San Domenico.

«Tale operazione -  dice ancora l’assessore  -  ci permette inoltre anche di razionalizzare le risorse, Grazie a canoni di affitto mensili più contenuti, otterremo un risparmio annuale di oltre 14.000 euro. La priorità – conclude la Parlione -  è quella di fornire ai nostri cittadini luoghi di aggregazione, dove poter socializzare e costruire insieme un senso di appartenenza alla comunità. Lo facciamo in estate con la chiusura del lungomare, che genera così un grande spazio di condivisione e lo abbiamo fatto con questo progetto di rivalorizzazione dei centri sociali, individuando soluzioni più adatte e meno dispersive, capaci di incontrare in maniera più efficace le necessità degli anziani».

 

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Rainaldi (Confindustria): Troppi ritardi nelle pratiche della ricostruzione

"Troppi ritardi nelle pratiche della ricostruzione, che giacciono nei cassetti del Genio civile e degli uffici speciali. La ripresa del lavoro e dell'occupazione, una priorità assoluta dell'Aquila e dell'intero territorio, passa attraverso la soluzione dei problemi burocratici e lo snellimento di procedure lente e farraginose". A dichiararlo è il delegato alla ricostruzione di Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno, Ezio Rainaldi, che invita la nuova amministrazione comunale "a dare una sterzata all'iter, troppo lungo, delle pratiche per l'approvazione dei progetti. "Ne è una testimonianza quanto continua ad accadere all'interno del Genio civile dove per evadere una pratica passano mesi", sottolinea Rainaldi, "con il blocco di centinaia di cantieri della ricostruzione post sisma". Il nodo è nella carenza di personale in forza al Genio civile e agli Uffici speciali.

"Nei mesi scorsi si è tentato di affrontare questo gravissimo problema, senza tuttavia individuare una soluzione definitiva", incalza Rainaldi, "nonostante le azioni propositive del presidente dell'Ance, Ettore Barattelli. Di recente, alcune pratiche sono state trasferite in uffici fuori dal territorio aquilano, ma anche questa è una soluzione-tampone, che non produce effetti reali su ritardi vistosi che stanno bloccando il lavoro di centinaia di imprese edili. Il processo va risolto alla fonte con personale formato e adeguato numericamente". Rainaldi fa notare come "ad oggi il Genio civile stia esaminando pratiche della ricostruzione consegnate a settembre e ottobre 2016. Anche i rilasci degli attestati di avvenuto deposito delle relazioni sulle struttura ultimate e dei collaudi risentono fortementi di ritardi di mesi. Ultimo tema, non meno importante", conclude Rainaldi, "è quello della verifica puntuale della regolarità delle ditte che lavorano alla ricostruzione post- sisma. Un esempio eclatante è quello portato all'attenzione della cronaca negli ultimi giorni: una ditta edile che opera nel nucleo industriale di Fossa ha licenziato in tronco un collaboratore senza pagarlo, dopo che lo stesso aveva procurato cantieri e contatti per i lavori. Alla ricostruzione devono operare solo aziende serie, su questo chiediamo un impegno congiunto". Confindustra ricorda, infine "la necessità di monitorare e rimodulare l'utizzo dei fondi del 4%, a sostegno della ripresa socio-economica, nonché occupazionale, del territorio".

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Migranti, Forza Italia chiede chiarezza sull’uso di un edificio a Pescara

Forza Italia, alla Regione e al Comune di Pescara, chiede chiarezza al sindaco del capoluogo adriatico sull'uso di strutture di proprieta' dell'amministrazione per ospitare migranti. In particolare, con una 'istanza ufficiale' al primo cittadino e al dirigente del patrimonio immobiliare, Lorenzo Sospiri (capogruppo alla Regione), Marcello Antonelli e Vincenzo D'Incecco (Capogruppo e Vice capogruppo al Comune) vogliono capire "se il sindaco fosse consapevole dell'impiego che la Caritas, evidentemente, avrebbe fatto di un immobile nato e costruito dal Comune, giunta Albore Mascia, con fondi pubblici per ospitare donne italiane vittime di maltrattamenti, con o senza minori, e che oggi invece, stando al bando della Prefettura, sara' invaso, a giorni, dai migranti per i quali lo Stato paghera' alla Caritas 35 euro al giorno oltre Iva. Soprattutto ci preoccupa la situazione dei residenti della zona che a oggi sono completamente all'oscuro di quanto sta per accadere accanto alle loro case, cittadini che invece hanno diritto a essere informati". "Con l'apertura delle buste per affidare la gestione di 1.114 presunti profughi su Pescara e provincia abbiamo ripreso il monitoraggio di quella che e' una vera emergenza per il nostro territorio - dicono i tre esponenti di Fi. E ieri abbiamo appreso che anche una struttura comunale di Pescara verra' utilizzata per accogliere un numero imprecisato di migranti. Una noticia che ci ha colti di sorpresa visto che mai il sindaco Alessandrini aveva paventato una simile possibilita', ne' ha mai messo a bando la gestione dei propri immobili eventualmente sfitti per questi o altri scopi". Il fabbricato in questione e' denominato 'La Volpe', situato in via Valle Furci, un immobile inaugurato nella primavera del 2014 dal governo di centro-destra, insieme all'edificio-gemello, 'La Rosa', per ospitare, in entrambi i casi, donne che vivono una condizione di disagio, vittime anche di abusi e maltrattamenti.

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Progetto SPRAR, Maragno: ‘Con la clausola di salvaguardia Montesilvano non sarà più penalizzata’

«Alla luce della situazione emergenziale che sta interessando tutto il Paese che ha visto in soli 4 giorni sulle nostre coste ben 10.000 sbarchi, per l’ultima volta la città di Montesilvano è stata utilizzata per sole 24 ore come centro di smistamento. 50 migranti, 25 dei quali donne, sono stati distribuiti in uno dei due CAS di Montesilvano, ma sono stati già trasferiti presso centri di accoglienza anche di altre regioni. Da domani, sabato 1 luglio, l’avvio ufficiale del progetto SPRAR, (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che il Comune di Montesilvano ha presentato al Ministero e risultato il più importante rispetto a tutti quelli ammessi a finanziamento, non consentirà più l’invio di nuovi migranti all’interno dei CAS». E’ quanto spiega il sindaco Francesco Maragno. Ad oggi sul territorio di Montesilvano vi sono 200 migranti. L’adesione alla progettualità SPRAR, un modello di accoglienza diffuso sul territorio, che non si riduce a mero dormitorio, ma è un progetto molto articolato, portato avanti con Azienda Speciale e con l'Ati Arci Pescara, Polis, Caritas diocesana e Cooperativa Sociale Ausiliatrice, che con fondi di natura statale, elaboreranno una serie di iniziative per integrare socialmente ma anche culturalmente i migranti, ha consentito di garantire a Montesilvano il rispetto della clausola di salvaguardia, che impedisce l’arrivo di nuovi migranti sul territorio e porta alla chiusura dei due CAS, i centri di prima accoglienza che ad oggi sono presenti negli hotel Excelsior e Ariminum. Di questi 200 migranti quindi, 39 al massimo resteranno in uno dei due CAS, fino al 31 dicembre, mentre gli altri, se in possesso dei requisiti necessari, sulla base dell’individuazione da parte della Prefettura, andranno a confluire nello SPRAR per il numero massimo destinato a Montesilvano. Il progetto prevede infatti l’accoglienza di 161 migranti che l’Amministrazione Comunale distribuirà tra diversi immobili diffusi su tutto il territorio.

«Se Montesilvano fino ad oggi è stata penalizzata con l’invio indiscriminato nei centri di prima accoglienza di profughi - spiega ancora Maragno -, grazie alla lungimiranza dell’adesione alla progettualità SPRAR questo non accadrà più. Noi sindaci abbiamo un dovere nei confronti dei concittadini e delle città che amministriamo: garantire la sicurezza e favorire lo sviluppo del territorio. Subire passivamente l’arrivo di migranti come accaduto fino ad oracon i CAS, non ce lo consente. Ecco perché a Montesilvano - conclude il primo cittadino -abbiamo aderito allo SPRAR, che permetterà di tutelare la vocazione turistica del territorio, di ridurre l’impatto dell’arrivo dei migranti in città, di evitare situazioni ghettizzanti e di garantire percorsi di integrazione dei migranti coinvolgendoli in attività formative e lavorativegratuite a favore del Comune, che possano agevolare il loro inserimento culturale, sociale e lavorativo».

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Ospedale di Penne, Paolucci incontra i cittadini

Dopo la protesta di ieri pomeriggio a Pescara di amministratori e cittadini dell'area Vestina in difesa dell'ospedale S. Massimo di Penne, oggi e' arrivata la risposta dell'assessore regionale alla Sanita' Silvio Paolucci. "Intanto - spiega - dobbiamo dire che la Regione ha portato a casa una deroga specifica, utilizzando una norma Nazionale che prevedeva per le aree disagiate la possibilita' che i presidi rimanessero anche se sotto dimensionati rispetto ai numeri che la norma stessa prevedeva e che rimanessero presidi con pronto soccorso, e questo risultato lo abbiamo portato a casa. Se si vuole ottenere di piu', poiche' gli atti aziendali previsti dalla Asl di Pescara sono molto oltre quanto gia' programmato dalla Regione e a livello nazionale, bisognera' rivolgersi allo Stato, ai Ministri e ai parlamentari perche' sono loro che hanno competenza sugli interventi delle leggi nazionali, e la programmazione regionale deve stare nel quadro e all'interno dei vincoli della norma nazionale. Se poi si vuole strumentalizzare la Sanita' ben vengano le manifestazioni, ma su questo punto la Regione ha gia' ottenuto il massimo - aggiunge - se poi si vuole oltre il massimo allora bisogna cambiare l'interlocutore che non puo' essere piu' la Regione, ma deve essere lo Stato".

L'assessore regionale alla Sanita' ha poi parlato anche della rete di emergenza. "Noi abbiamo rafforzato la rete tempo dipendente e inserito nella nostra regione tante postazioni in piu' di ambulanze e postazioni sulla rete cardiovascolare degli infarti e per gli ictus. Sulla rete dei salvavita abbiamo investito tanto, realizzando una rete ancora piu' radicata di quella di prima per offrire ancora una maggiore presenza nella rete di emergenza-urgenza".

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Mancini (Asl Pescara): l’ospedale di Penne non sara’ smantellato

"Rispetto a com'era Penne prima del Decreto Lorenzin, manca in pratica solo l'U.O. di Cardiologia. Per legge - sottolinea il direttore generale - non potevamo mantenerla per una questione di numeri, ma verra' comunque mantenuto il servizio. I reparti che abbiamo aggiunto rispetto a quanto previsto dal decreto Lorenzin, essendo il numero totale di Uo della Asl non modificabile per legge, sono stati sottratti a quelli attribuibili all'ospedale di Pescara. E' stata una precisa scelta, finalizzata a far si' che quello di Penne resti il secondo ospedale della Asl di Pescara". Mancini aggiunge che "investiremo 12,5 milioni di euro per la messa in sicurezza sismica e per il rifacimento dei Reparti, che vanno ovviamente rimodulati sul Decreto Lorenzin" e che e' stata inoltrata alla Regione la richiesta "di localizzare nell'ospedale di Penne un 'ospedale di comunita'', la cui gestione vedra' integrati i medici di Medicina generale". "Il Decreto Lorenzin e' figlio della ristrettezza economica e della spending review. Spero che un domani questo Paese vivra' condizioni migliori. In ogni caso non e' pensabile per alcuno che l'area Vestina possa essere priva di un presidio ospedaliero. Il nostro impegno e' mantenere in Penne lo 'spoke' dell''hub' di Pescara, con sempre maggiori collegamenti, anche attraverso la telemedicina".

"Rispetto a com'era Penne prima del Decreto Lorenzin, manca in pratica solo l'U.O. di Cardiologia. Per legge - sottolinea il direttore generale - non potevamo mantenerla per una questione di numeri, ma verra' comunque mantenuto il servizio. I reparti che abbiamo aggiunto rispetto a quanto previsto dal decreto Lorenzin, essendo il numero totale di Uo della Asl non modificabile per legge, sono stati sottratti a quelli attribuibili all'ospedale di Pescara. E' stata una precisa scelta, finalizzata a far si' che quello di Penne resti il secondo ospedale della Asl di Pescara". Mancini aggiunge che "investiremo 12,5 milioni di euro per la messa in sicurezza sismica e per il rifacimento dei Reparti, che vanno ovviamente rimodulati sul Decreto Lorenzin" e che e' stata inoltrata alla Regione la richiesta "di localizzare nell'ospedale di Penne un 'ospedale di comunita'', la cui gestione vedra' integrati i medici di Medicina generale". "Il Decreto Lorenzin e' figlio della ristrettezza economica e della spending review. Spero che un domani questo Paese vivra' condizioni migliori. In ogni caso non e' pensabile per alcuno che l'area Vestina possa essere priva di un presidio ospedaliero. Il nostro impegno e' mantenere in Penne lo 'spoke' dell''hub' di Pescara, con sempre maggiori collegamenti, anche attraverso la telemedicina"

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Pescara, variazione del bilancio del Comune per 1,5 milioni

La giunta del Comune di Pescara ha dato il via libera ad una variazione al al Bilancio di previsione 2017-2019 da 1,5 milioni di euro: "La maggior parte delle risorse - dice l'assessore alle Finanze Giuliano Diodati - andra' al sociale". Non solo sociale perche', la variazione interessa anche mobilita', eventi e manutenzione. "Questa importante variazione di bilancio ci consentira' di attivare sul territorio comunale una serie di progetti con fondi ottenuti attraverso la partecipazione a bandi regionali e nazionali - spiega l'assessore alle Politiche Sociali, Antonella Allegrino - Si tratta, in particolare, dell'attivazione del Centro Servizi Famiglia, dei progetti Listen, destinato agli immigrati, Sibilla, riguardante i centri antiviolenza, Libero Tempo, che prevede attivita' sportive e ludiche per minori di famiglie disagiate, e Pippi, teso a prevenire l'istituzionalizzazione nelle strutture di minori con disagio. Si tratta di attivita' che partiranno in tempi molto rapidi e che si concluderanno nel giro di 18 mesi. Abbiamo anche prorogato l'efficacia delle disposizioni del Piano di Zona dei servizi sociali 2011-2013 , proroga prevista, al momento, fino al 31 ottobre prossimo, e attuata in attesa di procede all'approvazione del nuovo Piano sociale. In ogni caso, l'Amministrazione Comunale garantira' la copertura dei servizi del Piano di Zona in proroga anche nei mesi successivi. Le attivita' per la redazione del nuovo Piano Sociale dell'Ecad 15, che riguarda l'intero territorio comunale, stanno procedendo, con grande impulso e all'insegna dell'approfondita consultazione di tutte le componenti sociali, secondo un fitto calendario di incontri. Intendo portarlo all'approvazione della giunta e del consiglio comunale entro il mese di luglio. Per diventare efficace, dovra' poi essere approvato dalla Regione. Da quel momento, sara' avviato un nuovo percorso delle Politiche Sociali grazie a uno strumento che rappresenta un vero e proprio piano regolatore dei servizi sociali. Questi ultimi dovranno tendere sempre meno all'assistenzialismo e sempre di piu' a sviluppare processi di autonomia delle persone della nostra comunita' costrette ad affrontare situazioni di disagio e fragilita'".

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Stabile nell’ultimo mese al 34% la fiducia nel premier Paolo Gentiloni

Stabile nell'ultimo mese al 34% la fiducia nel premier Paolo Gentiloni mentre Matteo Renzi scende, tra prima e dopo le amministrative, dal 30% al 28%. Secondo l'Istituto Ixe' - che ha fatto un sondaggio per Agora' (Raitre) - il governo raccoglie il 30% di fiducia. Tra gli altri leader politici: Salvini 23%, Di Maio 20%, Meloni e Berlusconi 17%, Grillo 15%.

 Pd primo partito, con un margine dello 0,6% sul Movimento 5 Stelle. E' quanto emerge dalle prime intenzioni di voto dell'Istituto Ixe', in onda oggi ad Agora' (Raitre), dopo i ballottaggi delle amministrative. In confronto alla situazione prima del voto (fine maggio), il Pd ha perso l'1,9% e il movimento di Grillo l'1,2%. Nel centrodestra, Lega al 14% e Forza Italia al 13,7%. 30 giugno 26 maggio PD 27,4% 29,3% -1,9% M5S 26,8% 28,0% -1,2% LEGA 14,0% 12,6% +1,4% FI 13,7% 13,0% +0,7% FDI 4,4% 4,3% +0,1% MDP 3,4% 2,7% +0,7% AP 2,9% 2,6% +0,3% SI 2,8% 2,4% +0,4% Per quanto riguarda la fiducia nei leader e' stabile nell'ultimo mese al 34% la fiducia nel premier Paolo Gentiloni mentre Matteo Renzi scende, tra prima e dopo le amministrative, dal 30% al 28%. Secondo l'Istituto Ixe' - che ha fatto un sondaggio per Agora' (Raitre) - il governo raccoglie il 30% di fiducia. Tra gli altri leader politici: Salvini 23%, Di Maio 20%, Meloni e Berlusconi 17%, Grillo 15%. NOTA INFORMATIVA : Titolo del sondaggio: situazione politica - 30/6 Tema del sondaggio: politica Soggetto realizzatore: Istituto Ixe' Committente e acquirente: Agora'-RAI 3 Data di esecuzione: 28/6/2017 Metodologia di rilevazione: sondaggio CATI-CAMI su un campione casuale probabilistico stratificato di 1.000 soggetti maggiorenni (su 9.375 contatti complessivi), di eta' superiore ai 18 anni. Tutti i parametri sono uniformati ai piu' recenti dati forniti dall'ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentativita' rispetto ai parametri di sesso, eta' e macro area di residenza. Margine d'errore massimo: 3,1 %

 

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Cisl L’Aquila chiede al sindaco Biondi piu’ opportunità per i giovani

"Affrontare subito, con rigore politico e impegno programmatico, le tante emergenze che affliggono L'Aquila. Una citta' che deve offrire maggiori opportunita' ai giovani, dal punto di vista occupazione e sociale". E' il primo messaggio del segretario provinciale Cisl L'Aquila, Paolo Sangermano, al neo sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi. Il sindacalista chiede l'attivazione di un tavolo di confronto. "A Biondi rivolgo i migliori auguri di buon lavoro", dichiara Sangermano, "in una citta' dove le emergenze sociali e occupazionali sono ancora molte e dove occorrono provvedimenti mirati a rilanciare il tessuto produttivo e a dare una spinta economica importante, per sostenere le realta' locali, con particolare riferimento alle giovani generazioni, troppo spesso costrette a guardare altrove per costruire il proprio futuro". Cio' che chiede la Cisl e' "affrontare con tempestivita' i problemi concreti. Intervenire su cio' che e' realmente modificabile, in un quadro socio-economico ancora difficile", spiega Sangermano, "partendo dalla diminuzione della tassazione e dall'aumento dei servizi ai cittadini e alle imprese. Siamo disponibili ad aprire un confronto e ad essere di supporto all'amministrazione per individuare e risolvere le criticita' del territorio, in relazione al problema occupazionale, alla carenza di investimenti, ad una tassazione troppo onerosa che pesa sul bilancio delle famiglie". Altro punto sta nella rivitalizzazione del centro storico e della ricollocazione delle attivita' produttive.

"Stando ai primi numeri", fa notare il segretario Cisl della provincia dell'Aquila, "il bando Fare Centro rischia di non produrre gli effetti sperati. E' necessario individuare strumenti di accompagnamento immediato e sostanziale alle imprese aquilane che decidono di restare e di investire sul territorio". Altri temi sul tavolo della discussione, sono la sanita' e la riorganizzazione della rete regionale e i trasporti "che devono vedere un collegamento piu' fluido e veloce dell'Aquila con l'Abruzzo interno e con Roma". "L'Aquila, in sostanza", conclude Sangermano, "deve riacquistare il suo ruolo guida di capoluogo di provincia e di regione". 

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