Allarme bomba a Pescara, indagata una donna

Proseguono le indagini della squadra Mobile e dei carabinieri sui finti pacchi bomba piazzati ieri mattina in cinque diversi punti della citta’ di Pescara. Si tratta di buste postali gialle, di grandi dimensioni, al cui interno non vi era alcun ordigno, ma fili e plastilina. Sulle buste era spillato un volantino minatorio, con la scritta “Oggi salteranno in area (aria, ndr) quattro palazzi simbolo della citta’”, seguita da frasi contro una pm. I sospetti degli investigatori si sono subito concentrati su una donna sotto processo per aver tentato di uccidere il marito con un farmaco anticoagulante. Ieri pomeriggio la sospettata era attesa in tribunale per un’udienza e la pm e’ proprio quella oggetto delle minacce.

L’abitazione e l’ufficio della donna sono stati perquisiti e sono stati sequestrati alcuni computer. Sulla vicenda dei finti pacchi bomba e’ stato aperto un fascicolo dal pm Salvatore Campochiaro e la sospettata e’ stata iscritta nel registro degli indagati. Al momento, pero’, non si conoscono quali sono i reati effettivamente contestati. Al vaglio degli investigatori anche le immagini delle telecamere presenti in alcune delle cinque zone interessate, che hanno ripreso una persona, che sembra una donna, vestita di nero, con il volto coperto da mascherina e occhiali. Le altre quattro buste sospette sono state trovate ieri mattina davanti alla porta di ingresso del distretto sanitario di base di via Rieti, al comando provinciale dei carabinieri in viale D’Annunzio, vicino alla Camera di Commercio e al Tribunale. Mobilitati vigili del Fuoco, polizia, carabinieri, artificieri e 118. Le zone interessate sono state transennate, messe in sicurezza e inibite al passaggio di auto e pedoni. I pacchi sono stati fatti brillare e al termine delle operazioni di bonifica, l’allarme poi ieri e’ rientrato

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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