La Asl di Teramo ha attivato una serie di strumenti organizzativi e normativi per fronteggiare la carenza strutturale di personale medico e garantire la continuità dell’assistenza, con particolare attenzione alla medicina generale e alla continuità assistenziale. L’azienda interviene in via preventiva per limitare le difficoltà legate a pensionamenti, cessazioni volontarie e assenze temporanee.
Tra le misure utilizzate figurano la possibilità, su base volontaria, di proseguire l’attività oltre i 70 anni e fino al compimento dei 73, l’assegnazione delle sedi vacanti e il ricorso a incarichi provvisori, attraverso le graduatorie aziendali, per una durata massima di 12 mesi. La Asl precisa di non avere poteri per imporre a un medico l’accettazione di un incarico.
Per la continuità assistenziale, la carenza di professionisti viene affrontata anche attraverso una riorganizzazione delle risorse disponibili, indirizzando la presenza dei medici nelle otto Case della comunità distribuite sul territorio provinciale.
Il direttore generale Maurizio Di Giosia ha sottolineato che la disponibilità dei professionisti rappresenta una criticità di carattere nazionale e che la Asl sta utilizzando gli strumenti previsti dalla normativa per garantire il diritto alla salute e contenere i disagi per gli assistiti.
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