Chieti, assolti gli ex gestori del mattatoio “perché il fatto non sussiste”

Il Tribunale di Chieti ha assolto perche’ il fatto non sussiste due persone all’epoca dei fatti legale rappresentante e rappresentante di fatto della Cooperativa Macellatori Teatini che gestiva il mattatoio del Comune di Chieti. Per i due, accusati di peculato, il pm Giuseppe Falasca aveva chiesto la condanna a 4 anni di reclusione mentre il difensore, l’avvocato Marco Femminella, ha chiesto l’assoluzione ritenendo che non ci fossero gli elementi essenziali del reato di peculato. Il Tribunale ha disposto l’invio della sentenza alla Corte dei Conti. Per i due l’accusa era quella di essersi impossessati di alcune attrezzature utilizzate all’interno del mattatoio comunale da dove sarebbero spariti cinque motori frigorifero, tre evaporatori, un sollevatore, una sega grossa per il sezionamento delle carcasse, una scuoiatrice, una sega per aprire il petto dei bovini ma anche le telecamere che erano state installate per il controllo dell’area esterna. Beni che sarebbero stati portati via intorno al primo febbraio del 2016. Scaduta la concessione, il mattatoio e’ stato di fatto chiuso ed e’ finito fra i beni immobili che il Comune ha messo in vendita.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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