La situazione della sicurezza in Abruzzo non presenta fenomeni endemici e diffusi di criminalità, anche grazie all’azione delle Forze dell’ordine e al senso civico della popolazione. Tuttavia, secondo quanto riferito dal procuratore generale Alessandro Mancini durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto abruzzese, il quadro va mantenuto sotto costante osservazione per prevenire possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, in particolare di matrice camorristica e della cosiddetta mafia foggiana, con attenzioni rivolte soprattutto alle aree del Sulmonese e del Vastese.
In Abruzzo non si registrano forme di criminalità organizzata autoctona, ma il territorio non sarebbe immune dalla presenza e dall’operatività delle mafie. La relazione 2024 della Direzione Investigativa Antimafia evidenzierebbe una dinamica criminale silente, priva al momento di azioni violente, orientata in particolare agli appalti pubblici. Camorra, ’ndrangheta e mafia foggiana risultano presenti in modo diffuso e intermittente, con finalità economico-finanziarie e un interesse concentrato soprattutto lungo le zone costiere delle province di Pescara e Chieti.
I settori considerati più esposti al rischio di infiltrazioni sono la ristorazione, l’edilizia, la logistica e i servizi ambientali, in particolare la gestione illecita dei rifiuti. Un ambito critico riguarda i subappalti pubblici, con imprese intestate a prestanome riconducibili a sodalizi criminali. In questo contesto si colloca l’attività di prevenzione svolta dalla Prefettura dell’Aquila, che nel semestre ha adottato diverse interdittive antimafia.
Sul fronte dei reati denunciati, i dati 2025 riferiti al 2024, elaborati su fonti Istat, DIA e Ministero dell’Interno, indicano una sostanziale stabilità della criminalità in Abruzzo rispetto all’anno precedente, a fronte di una crescente percezione di insicurezza tra i cittadini. Pescara risulta la provincia con l’incidenza più elevata, seguita da Teramo e Chieti, con un aumento delle truffe digitali e dei reati predatori. Particolare attenzione viene inoltre rivolta ai reati contro la persona e alla violenza di genere: nel primo semestre 2025 si registra una riduzione del 20%, senza casi di femminicidio nel periodo esaminato, ma con un numero ancora rilevante di procedimenti riconducibili al Codice Rosso.
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