Crollo hotel Rigopiano, i periti non escludono il contributo del sisma ma non danno la certezza

“Va ribadito, tuttavia, che non vi e’ alcuna certezza in merito alla quantificazione del contributo del sisma sul processo di innesco della valanga, ma allo stesso tempo non si puo’ escluderne l’effetto”. E’ uno dei passaggi della perizia di quasi 400 pagine disposta dal gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, nell’ambito del procedimento relativo alla tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola travolto il 18 gennaio 2017 da una valanga che provoco’ 29 morti. I quattro consulenti -gli ingegneri Claudio e Marco Di Prisco, il nivologo Daniele Bocchiola e il professor Giovanni Menduni, tutti del Politecnico di Milano – erano chiamati a rispondere ad alcuni quesiti riguardanti, tra le altre cose, possibili cause di innesco della valanga, i tempi di verificazione, l’entita’ e i suoi effetti sul territorio. Perizia disposta in quanto gli accertamenti peritali prodotti dall’accusa e dalle difese sono tra loro del tutto contrastanti sul punto. Nella super perizia si legge inoltre che “si puo’ solo essere certi che, sebbene circa due ore prima dell’evento valanghivo risultassero presenti sul manto circa una decina di centimetri di neve in meno rispetto alle condizioni del manto al momento del distacco, l’effetto dell’accelerazione di picco di una scossa di magnitudo Mw pari a 5 non fu sufficiente a causare in quel preciso momento la propagazione instabile, in modo istantaneo, dei piani di frattura esistenti. Questa considerazione e’ in accordo con quanto sottolineato da tutti i consulenti che stimano nell’equilibrio lungo il piano di scorrimento l’effetto della scossa sismica di magnitudo Mw=5 inferiore al 5% (10 cm / 200 cm). Per quanto attiene all’entita’ della valanga, l’accumulo di neve e la presenza in ampie zone di uno strato debole – sostengono i consulenti del gup – ha certamente determinato l’innesco della valanga. Cio’ nonostante, ancora una volta, non e’ possibile escludere a priori che il sisma abbia giocato un ruolo. E’ tuttavia possibile osservare che la dimensione trasversale ricostruita per la zona di distacco dell’evento valanghivo e’ contenuta all’interno del perimetro di eventi precedenti mappati durante l’esercizio di stesura della Carta di localizzazione dei pericoli da valanga”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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