Frodi fiscali su carburante, maxi sequestro da 128 milioni

Presunte frodi fiscali collegate a un traffico internazionale di prodotti petroliferi, la guardia di Finanza sta sequestrando beni per 128 milioni di euro nei confronti di due presunte organizzazioni ritenute operanti dall’agro nocerino sarnese. Avrebbero messo in commercio carburante adulterato importato estero senza pagare neanche le imposte. Insieme ai sequestri sono scattate anche le perquisizioni, una quarantina, tra Salerno, Napoli, Potenza, Roma, Chieti, L’Aquila, Mantova e Milano.

Gli indagati sono 59. L’inchiesta ha ricostruito l’attivita’ di due distinte associazioni criminali dell’agro nocerino-.sarnese, che commercializzano carburante adulterato, importato da diversi Paesi esteri, eludendo il pagamento delle imposte. Quello di oggi e’ lo sviluppo di un’inchiesta che, gia’ tre anni fa, aveva portato al sequestro di tredici autocisterne con oltre 500mila litri di prodotto petrolifero di contrabbando e all’arresto, in flagranza, di quattro persone. Il gip nocerino ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di quattro indagati, ritenuti promotori e organizzatori di una delle due associazioni, e ha emesso, nei confronti di 32 societa’ che sarebbero riconducibili alle organizzazioni, misure cautelari reali per oltre 128 milioni di euro, cifra che corrisponderebbe all’ammontare delle imposte evase. Inoltre, sono stati vincolati, tra Lombardia, Abruzzo, Campania e Basilicata, 27 veicoli commerciali utilizzati per il trasporto carburanti, quote societarie, compendi aziendali di nove imprese, di cui sette italiane e due estere, due depositi commerciali, dieci impianti di distribuzione e un’imbarcazione di lusso. Sono state alcune anomalie emerse per carburante proveniente dall’Est Europa a far avviare gli accertamenti delle Fiamme Gialle verso la fine del 2017. Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, gli indagati, tra il 2018 e il 2019, hanno ‘importato’ illegalmente da fornitori ungheresi, croati e sloveni oltre venti milioni di litri di ‘olio anticorrosivo e preparazioni lubrificanti’, prodotti per natura non soggetti alle accise e, in linea con la normativa comunitaria, nemmeno al monitoraggio del loro trasporto. Le partite di merce, dopo essere state sottoposte, in una base logistica in Slovenia, a un processo di adulterazione che le rendeva idonee alla carburazione, sarebbero state caricate su autocisterne dirette in Italia, con documentazione fiscale falsa, che gli autisti avrebbero distrutto non appena varcata la frontiera, sostituendola con quella di accompagnamento, prevista per coprire il restante tragitto nel territorio nazionale, attestando il trasporto di gasolio per autotrazione a imposta assolta.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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