Lavoro, il tribunale stabilisce un risarcimento per un docente precario di Religione

Il Tribunale del lavoro di Pescara ha accolto il ricorso di un docente di religione cattolica, riconoscendo l’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato e il diritto al risarcimento del danno. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato condannato al pagamento di 6,5 mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del Tfr, per un importo complessivo di circa 13 mila euro, oltre interessi legali e eventuali somme aggiuntive per rivalutazione monetaria fino al saldo.

Il ricorso è stato patrocinato dalla Cisl Scuola Pescara, con l’assistenza dell’avvocato Marcello Di Iorio. Secondo il sindacato, la decisione assume rilievo anche per il fatto che il risarcimento è stato riconosciuto nonostante la successiva immissione in ruolo dell’insegnante, a fronte di contratti reiterati oltre i 36 mesi in assenza di un regolare concorso su posti disponibili.

La segretaria generale della Cisl Scuola Abruzzo e Molise, Elisabetta Merico, ha evidenziato che la sentenza conferma un utilizzo protratto del personale precario su posti in organico, configurando un contenzioso strutturale che riguarda non solo i docenti di religione ma anche altri insegnanti e il personale ATA in Abruzzo e Molise.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

Controllate anche

Superbonus 110, tre professionisti a giudizio per presunta truffa da 84mila euro

La Procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto il rinvio a giudizio per tre professionisti …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *